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Ikea si compra una banca per offrire ai clienti servizi finanziari su misura

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Ikea si compra una banca per offrire ai clienti servizi finanziari su misura

La multinazionale svedese acquisisce il 49% di Ikano Bank, con opzione per il restante 51%, per ampliare il raggio d’azione e creare soluzioni competitive e accessibili

La multinazionale svedese acquisisce il 49% di Ikano Bank, con opzione per il restante 51%, per ampliare il raggio d’azione e creare soluzioni competitive e accessibili

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I mobili non bastano, seppur continua a venderne più di tutti, per questo Ikea si appresta a una svolta che allargherà il suo raggio d’azione. Al centro delle manovre della multinazionale svedese ci saranno infatti una serie di servizi finanziari, che il gruppo intende proporre ai clienti sia nei negozi, sia online. La certificazione del nuovo corso (intendiamoci, il core business rimarranno scrivanie, cucine e letti made in Sweden, anzi disegnati in Svezia e nella sede olandese di Leiden ma prodotti in Cina e altri paesi asiatici) è arrivata con l’acquisizione del 49% delle quote di Ikano Bank (con l’emissione di nuove azioni), istituto finanziario già molto vicino a Ikea.

 

Un passato e il futuro insieme

Tra le due parti c’è in atto una collaborazione commerciale che dura da decenni, poiché la banca era parte integrante di Ingka Group (la società che controlla Ikea) fino al 1988, quando ne uscì per diventare una società indipendente, mantenendo però un legame con il più noto brand in tema di prestiti, gestione dei finanziamenti per i clienti e le carte fedeltà in otto paesi, e restando sempre sotto la proprietà della famiglia Kamprad, cui si deve la fondazione del marchio sinonimo mondiale di mobili economici (il merito, nello specifico, è di Feodor Ingvar, che ha lanciato Ikea nel 1943, emergendo a metà degli anni Duemila come uno degli uomini più ricchi del mondo, prima di morire nel 2018).

Offrire soluzioni competitive e accessibili è la missione

Per quanto Ikano Bank continuerà a lavorare anche con gli attuali partner, l’accordo riporterà la banca all’interno del trust che accorpa tutte le società del gruppo ma dovrà essere approvato dall’Autorità di vigilanza finanziaria e quella per la concorrenza, anche perché sul piatto c’è già l’opzione per acquisire il restante 51% delle azioni dell’istituto di credito nel prossimo futuro. “Questo è un passo decisivo verso il settore bancario, con il quale puntiamo a sviluppare servizi finanziari competitivi e accessibili e più convenienti”, ha dichiarato a margine dell’annuncio Krister Mattsson, direttore operativo di Ingka Investment, braccio societario dedicato agli investimenti. E del resto la mossa non così sorprendente, ma anzi è stata già realizzata da altri grandi gruppi, come Walmart e Tesco, che puntano sulle soluzioni bancarie di natura digitale per offrire maggiori servizi ai clienti. Passaggio, quest’ultimo, che Ikea e Ikano Bank continueranno a eseguire insieme.

Più dati per servizi finanziari personalizzati

Tradurre le ambizioni cui ispira Ikea significherà stringere un legame ancora più stretto con i clienti. Ikea è una azienda che conta su una vasta base di fedeli seguaci, pronti almeno ad ascoltare le proposte del gruppo svedese che, da parte sua, mira a cavalcare nuove proposte al fine di incrementare i ricavi medi per cliente. Senza lasciare sullo sfondo un altro motivo rilevante, che potrebbe aver suggerito o convinto Ingka a investire su una banca: davanti all’ascesa di servizi fintech e delle big company californiane che stanno diffondendo i vantaggi dell’esperienza digitale, l’aggiunta di servizi finanziari al catalogo online dei negozi assicura al gruppo l’opportunità di conoscere usi, preferenze e abitudini al momento sconosciuti quanto decisivi per mettere a punto soluzioni su misura in grado di soddisfare i clienti.