InfraChallenge 2021: al G20 la call internazionale per infrastrutture resilienti
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Ultimo aggiornamento il 25 Febbraio 2021 alle 8:28

InfraChallenge 2021: al G20 la call internazionale per infrastrutture resilienti

C'è tempo fino al 12 marzo per candidarsi. Spazio per startup e scaleup

Infrastrutture di ogni tipo, dai ponti al digitale, dal settore dei rifiuti fino a quello dell’economia circolare. L’InfraChallenge 2021, alla sua seconda edizione, è organizzata dalla non profit Global Infrastructure Hub ed è stata inserita nell’agenda della Presidenza italiana del G20. «Ci rivolgiamo alle imprese e agli individui che hanno sviluppato tecnologie in grado di migliorare la resilienza delle  infrastrutture – ha spiegato a StartupItalia Lawrence Bartolomucci, Head of G7/G20 Coordination Unit presso il MEF – e quando parliamo di infrastrutture ci rivolgiamo a tutti i settori: trasporti, energia, rifiuti e anche sanità». Per candidare la propria idea a InfraChallenge 2021 c’è tempo fino al 12 marzoqui il sito – e la pratica richiede anche la presentazione del progetto con un video di pochi minuti.

InfraChallenge 2021: il percorso

Una delle priorità della presidenza italiana del G20 è proprio la messa in sicurezza delle infrastrutture, andando a rafforzare e valorizzare l’esistente grazie anche alle nuove tecnologie. Una volta chiuse le candidature, InfraChallenge 2021 selezionerà le 20 migliori idee che tra aprile e maggio verranno accompagnate in un percorso di mentoring della durata di sei settimane con un esperto dedicato a ciascun team. In estate il programma proseguirà con la selezione delle top 10 e, tra le migliori, una soltanto potrà aggiudicarsi il finanziamento da 50mila dollari australiani.

Per partecipare a InfraChallenge 2021 non è necessario aver già sviluppato un prodotto o una tecnologia legata al settore infrastrutture. Possono inoltrare la candidatura sia startup sia scaleup. «Si cercherà di valorizzare i progetti per i quali la vittoria potrebbe garantire un notevole valore aggiunto – ha commentato Bartolomucci – i criteri per la selezione delle prime 20 sono ampi. Resilienza e manutenzione sono senz’altro aspetti chiave della sfida lanciata dal G20. Per scegliere i migliori verranno poi tenute in conto la fattibilità finanziaria del progetto e la capacità di attrarre finanziamenti». 

La vincitrice della prima edizione

Nella prima edizione, lanciata sotto la presidenza saudita del G20, le finaliste provenivano da paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Sierra Leone e alla fine ha vinto Mrüna, startup libanese che ha studiato una soluzione tecnologia per contrastare lo spreco dell’acqua. Come ci ha spiegato Bartolomucci, InfraChallenge 2021 avrà luogo con un percorso di tutoring online. Soltanto nel caso in cui la situazione sanitaria dovesse consentirlo sarà possibile organizzare in presenza la finale in Italia a settembre.

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