Perché Amazon investe in India? Sul piatto 250 milioni per le startup
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Ultimo aggiornamento il 15 Aprile 2021 alle 14:49

Perché Amazon investe in India? Sul piatto 250 milioni per le startup

Nel frattempo sindacati e associazioni di categoria in tutto il mondo restano critici nei confronti del gigante di Seattle

Amazon ha annunciato un piano di investimento complessivo da 250 milioni di dollari, che andranno a finanziare attraverso un fondo di venture capital startup, imprenditori e piccole imprese in India. La cifra, pur consistente, si va in realtà ad aggiungere ai 6,5 miliardi di dollari che il gigante di Seattle ha destinato negli anni al subcontinente, come si legge su Tech Crunch. L’obiettivo della multinazionale è quello di sostenere il business di startup e piccole imprese che siano in grado, con prodotti e servizi, di digitalizzare il commercio locale. In India, stando alle ultime cifre, è stato battuto un altro triste record mondiale nelle ultime ore: in un solo giorno si sono registrati oltre 200mila nuovi casi di Covid 19. Alle prese con la pandemia e i mali atavici di una terra complessa, il piccolo negozianti vivono una condizione di crisi.

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Amazon: è il secolo dell’India

Amazon Smbhav Venture Fund è il nome di questa operazione da 250 milioni di dollari. Oltre all’ambito ecommerce e digitale, molto vicino al core business della multinazionale, Amazon sarebbe anche in cerca di idee nel campo agritech e healthcare: per il primo intende premiare idee che rendano più facile la vita degli agricoltori, fornendo assicurazioni e credito e riducendo gli sprechi; per il secondo settore gli occhi sono puntati sulla telemedicina e su tutte quelle soluzioni tecnologiche che faciliterebbero la vita in un paese dove gli spostamenti non sono alla portata di tutti. Amazon non è la sola a investire in India: ci sono anche il competitor Walmart e altre aziende che stanno cercando di mettere le radici in una nazione abitata da 1,3 miliardi di persone. Secondo Bezos il 21esimo secolo sarà il secolo indiano.

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Amazon: investimenti e nodi da sciogliere

Se è vero che Amazon è tra gli attori globali che più investe in progetti e iniziative di ogni tipo, questo non ha mai bloccato i suoi critici dal manifestare contro le pratiche giudicate sleali del gigante dell’ecommerce. Lo scorso anno, in occasione della visita del Ceo Jeff Bezos in India, migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro Amazon. Le motivazioni non sono dissimili da quelle avanzate anche in Occidente: il sito di acquisti online più famoso al mondo starebbe schiacciando le piccole attività, uccidendo il commercio locale.

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Nei mesi scorsi, un’associazione di categoria che rappresenta 10 milioni di piccoli esercenti indiani ha addirittura chiesto la cacciata di Amazon dal paese. Guardando ai fatti italiani, poche settimane fa è stato indetto il primo sciopero nazionale mai organizzato dai sindacati per protestare in merito alle condizioni lavorative di driver e addetti degli hub sparsi lungo la penisola. Oltreoceano, in Alabama, si è infine scritta un’altra importante pagina del rapporto tra Amazon e le union: i lavoratori di un magazzino e centro di distribuzione hanno votato a larga maggioranza (70%) contro l’iscrizione al sindacato.

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