Megazinne: parlare di tette fa bene! - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 25 Aprile 2021 alle 7:00

Megazinne: parlare di tette fa bene!

Non fermatevi al titolo: il progetto di Ileana Ilardo e Giulia Vigna è un approfondimento necessario e solidale che trasforma un'iconica parte del corpo femminile in un simbolo di consapevolezza, libertà e politica. È uscito il secondo numero per sostenere l'associazione Di.Re. - Donne in Rete contro la violenza.

Si scrive “Megazinne”, e la doppia enne non è un refuso. Anzi potremmo immaginarlo come un rafforzativo, insieme al quel “mega” che ne amplifica il senso e la forza, contro ogni tabù. Lo dice la copertina, lo dicono le parole con fierezza: è il momento di allontanarci da qualsiasi interpretazione alla lettera delle tette femminili – e in qualsiasi modo le vogliate chiamare – e di vedere la parte come simbolo del tutto, di quel variegato e complesso universo dei temi che ruotano attorno alle questioni di genere. Se poi al messaggio si associa un’azione concreta, solidale e necessaria, il gioco è fatto.

Ma andiamo con ordine. Iniziativa editoriale indipendente nata da mente e cuore di Ilena Ilardo, editor e direttrice della rivista, e Giulia Vigna, graphic designer e art director, Megazinne nasce certamente per cambiare la percezione del seno e più in generale del corpo femminile ma anche per supportare con ogni numero una diversa battaglia, aiutando chi per le donne e con le donne si occupa di salute, mente, benessere, rispetto e diritti. Il numero pilota, uscito a fine ottobre 2020, ha voluto supportare la sezione provinciale di Firenze della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) raccogliendo oltre 11mila euro in tre mesi, trasformati in 400 ore di assistenza psico-oncologica e 200 ore di riabilitazione fisica. 

Le regole del gioco le ha chiarite Ilena Ilardo nel suo editoriale di apertura: “Capisco entrambe le parti: percepisco la sensualità delle tette, riesco a vederle attraverso gli occhi di chi ne è cultore. Ma sono anche una parte del corpo che mi accompagna da quando il sesso non sapevo nemmeno cosa fosse. E mentre di altre parti del corpo, da piccola, percepivo l’ovvietà – se c’è un buco, andrà riempito – il seno era perlopiù un ingombro. Poi, crescendo, ho imparato a che serve e, soprattutto, cosa rappresenta. Sono certa che esista un’oggettività riguardo il corpo femminile sulla quale tutti potremo concordare; magari quando la società evolverà al punto che il sesso sarà soltanto un’accezione, come avere gli occhi azzurri o nocciola. Nel frattempo ho voluto realizzare questo magazine per discutere del corpo delle donne nella nostra cultura e raccogliere voci eterogenee sull’argomento: come afferma la regista Erika Lust, è troppo influente per non parlarne”.

Cosa c’è dentro Megazinne

In 50 pagine le tette, illustrate, fotografate, descritte in prosa e poesia sono protagoniste di approfondimenti attorno a censura, religione, salute, cultura pop. Conquistano lo sguardo dei lettori andando oltre la malizia e l’erotismo, diventando simbolo di una generazione consapevole, fiera ed eterogenea. “Era ora” si potrebbe dire. Ma la verità è che c’è ancora molta strada da fare perché questo sia un sentimento diffuso e davvero condiviso.

E’ qui che nasce il secondo numero di Megazinne, lanciato a metà marzo e acquistabile dal sito sia in versione cartacea che digitale, con una donazione volontaria. Questa volta tutto il ricavato andrà a favore di D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza”, la prima associazione italiana a carattere nazionale di centri antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne. A pochi mesi dal suo esordio, il progetto mostra di crescere in tutti i sensi: stavolta offre numerosi spunti di riflessione sugli aspetti contemporanei delle questioni di genere, e le tette incontrano anche il Black Humor e la Politica, tornando a parlare obbligatoriamente di Salute e della Cultura Pop.
La lotta agli abusi domestici è al centro dell’attenzione del racconto di un’avvocata e un’operatrice di D.I.Re, che raccontano delle loro personali esperienze relative ad alcune ospiti delle case rifugio. Ma di violenza si parla anche scendendo nell’abisso delle vittime incolpate, della percezione pubblica, dei consigli di uomini (e donne) che giustificano uno stupro remando in direzione ostinata e contraria. Megazinne parla anche della nascita di Tomb Raider, delle sorelle in Occhi di gatto, del seno della Meloni e di Alexandria Ocasio-Cortez, di serie tv, psicologia e sex symbol, con innumerevoli fotografie e illustrazioni di artisti emergenti italiani e internazionali.

Ricco di spunti, illustrazioni, creatività e punti di vista, Megazinne è uno di quei progetti che vorresti aver inventato o conosciuto prima, che meriterebbe una diffusione sempre più ampia e uno sdoganamento naturale, che immagini tra le mani di uomini, donne, giovani e anziani. E noi gli auguriamo una lunga strada, per sposare sempre nuove cause e aiutarci ad allargare lo sguardo.

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