Un'italiana tra le startup selezionate dall'acceleratore LightSpeed - Startupitalia
single.php

Ultimo aggiornamento il 27 Aprile 2021 alle 11:32

Un’italiana tra le startup selezionate dall’acceleratore LightSpeed

COP, la prima piattaforma per difendersi dall’odio online. Le startup parteciperanno a un programma della durata di 6 mesi

Da sessanta sono diventate sei. Sessanta candidature da tutto il Vecchio continente per soli sei posti per entrare in  LightSpeed, il primo acceleratore del Gruppo Lefebvre Sarrut (Giuffrè Francis Lefebvre, Dalloz, Lefebvre, Larcier, Sdu) dedicato alle startup che forniscono soluzioni operative in ambito legale, contabile e fiscale.

In palio, sei mesi di supporto premium di Lightspeed. Dopo una preselezione avvenuta nei sei paesi partecipanti, la giuria composta da Olivier Campenon, CEO di Lefebvre Sarrut, e da alcuni membri del dipartimento Innovazione del Gruppo– presenti per l’Italia Stefano Garisto, Paolo Della Costanza e Francesco Pecoraro, rispettivamente Direttore Generale, Responsabile Products Integration e Chief Product Officerdi Giuffrè Francis Lefebvre – questi i nomi delle startup selezionate:

Qual è la startup selezionata da Lightspeed

Fondata da Francesco Inguscio in collaborazione con il venture accelerator Nuvolab, con l’advisory di LT42 e il supporto del fondo di impact investing Oltre Venture, Chi Odia Paga è una piattaforma legal tech italiana (ne parlammo già qui) che permette di difendersi, in modo semplice veloce e sicuro da tutte le forme d’odio che, partendo dalla vita reale, hanno invaso il web. Attraverso la compilazione di un semplice form online, è possibile scoprire se si è vittima o meno di un reato d’odio online e ricevere supporto e strumenti legali di difesa.

“Tutte le startup candidate hanno portato ottime idee e grande entusiasmo, – il commento di Stefano Garisto, direttore generale di Giuffè Francis Lefebvre -è stato davvero difficile selezionare il vincitore all’interno di una competizione di alto livello. COP e il team ci hanno convinto per la grande carica innovativa del progetto e anche per la portata sociale dell’idea. Attraverso il legal tech si può anche rendere un servizio alla comunità e COP lo fa nel migliore dei modi.”

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter

  • Ti potrebbe interessare anche