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SouthUp!, la call per startup dell’agritech attive nel Mezzogiorno

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SouthUp!, la call per startup dell’agritech attive nel Mezzogiorno

Per candidarsi non è necessario che un team sia già costituito come azienda innovativa. Possono inoltrare l’application anche gli spinoff

Per candidarsi non è necessario che un team sia già costituito come azienda innovativa. Possono inoltrare l’application anche gli spinoff

C’è tempo fino al 13 giugno per candidarsi a SouthUp!, la prima call for startup di Joule – la scuola di Eni per l’impresa – a tema agritech e agroenergia. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di sondare il mercato delle aziende innovative per individuare le soluzioni tecnologiche migliori sul fronte dell’efficienza dei processi e della resilienza delle pratiche agricole. Il criterio di selezione è anzitutto geografico (possono fare application soltanto startup del Mezzogiorno) ed è richiesto un TRL superiore a 3. SouthUp! è promossa da Joule, la Scuola di Eni per l’impresa, insieme ai partner Fondazione Politecnico di Milano, PoliHub (l’Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano) e ALSIA, (l’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura, ente della Regione Basilicata per la ricerca e il trasferimento delle innovazioni in agricoltura e nell’agroalimentare).

Il percorso di SouthUp!

«Crediamo che sia necessario lavorare intensamente per costruire modelli di sviluppo economico sostenibili. E siamo convinti che l’innovazione scientifica e tecnologica  rappresenti un ingrediente fondamentale per favorire la ripartenza e lo sviluppo del territorio in modo che siano appunto sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale – ha spiegato a StartupItalia Enrico Deluchi, General Manager di PoliHub – Per questo siamo fieri di essere stati coinvolti nel programma SouthUp! e di poter dare un contributo che favorisca l’introduzione di soluzioni innovative nei settori agritech e agroenergia nel Mezzogiorno». 

Grant da 30mila euro per i tre progetti migliori

Per candidarsi a SouthUp! non è necessario che un team sia già costituito come startup e possono inoltrare l’application anche gli spinoff. In palio per i team che saranno selezionati la call offre un programma di mentorship e accelerazione, con il diretto coinvolgimento delle aziende agricole lucane. Per i tre progetti migliori è infine previsto un grant da 30mila euro ciascuno.

«Con Joule, la scuola di Eni per l’impresa, vogliamo intervenire sul territorio italiano andando a sostenere l’imprenditorialità ad alto impatto socio-ambientale proprio in quei territori nei quali siamo storicamente presenti e in collaborazione con alcune eccellenze scientifiche e tecnologiche del Mezzogiorno CNR-ALSIA di Metaponto e FEEM – ha aggiunto Mattia Voltaggio, Head of Startup Acceleration di Joule – L’obiettivo è aumentare, attraverso una logica di Open Innovation, la capacità competitiva dell’ecosistema di aziende agricole del territorio lucano amplificando le potenzialità, intervenendo con la formazione e portando le startup di tutto il Sud a pensare all’innovazione di un settore, quello agricolo, ingiustamente qualificato dai più come fermo, in un’ottica di ripartenza del tessuto socio economico».

Le startup selezionate nel percorso di SouthUp! avranno accesso agli spazi del polo di Pantanello dell’ALSIA, in provincia di Matera, dove partirà la fase di accelerazione della tecnologia con l’obiettivo di sperimentare e validare le soluzioni proposte nelle aziende agricole locali, con il supporto di mentor di Eni e PoliHub. In questa fase ALSIA fornirà il supporto tecnico-scientifico. Il progetto di SouthUp! ha anche l’obiettivo di valorizzare il network con le Università del Mezzogiorno, come l’Università degli Studi della Basilicata, il Politecnico di Bari, l’Università della Calabria, l’Università Federico II di Napoli, l’Università degli Studi di Messina e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara che sono state coinvolte per lo   scouting, comunicazione e valorizzazione dell’iniziativa.