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Rientro in ufficio: addio al dress code, animali in ufficio e colloqui da remoto. Ecco i nuovi trend

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Rientro in ufficio: addio al dress code, animali in ufficio e colloqui da remoto. Ecco i nuovi trend

Sono molti i cambiamenti che interessano il mondo del lavoro nell’anno in corso. Ora che molte aziende stanno rientrando in ufficio, emergono trend nuovi e curiosi. Nibol (la piattaforma che ti prenota la postazione da remoto) ha condotto un sondaggio tra i manager italiani

Sono molti i cambiamenti che interessano il mondo del lavoro nell’anno in corso. Ora che molte aziende stanno rientrando in ufficio, emergono trend nuovi e curiosi. Nibol (la piattaforma che ti prenota la postazione da remoto) ha condotto un sondaggio tra i manager italiani

Smartworking, lavoro agile, scrivanie prenotabili: sono tante le novità che l’avvento del Covid ha portato nel mondo del lavoro. Come dimostrano i risultati di una survey condotta tra 250 manager italiani da Nibol, la startup che mette a disposizione di aziende e freelance una piattaforma per la gestione e “prenotazione di postazioni di lavoro a tempo” in ufficio e fuori.

In cima ai cambiamenti spicca l’addio dress code: l’abitudine al lavoro da casa, il look comodo a cui tutti i lavoratori si sono abituati in questi mesi di smartworking ha fatto sì che, anche ora, con il rientro in ufficio, sia venuto meno l’obbligo – più o meno esplicito – dell’abito per l’uomo e del tailleur per la donna. E’ abitudine diffusa, ormai, l’abbandono della cravatta a favore di un look più casual, con camicia e jeans: lo conferma il 70% degli intervistati.

Gli animali domestici in ufficio

Al secondo posto si fa spazio l’esigenza di avere il proprio animale in ufficio: se fino a qualche mese fa, la presenza degli amici a 4 zampe in ufficio era limitata a qualche giornata o ricorrenza particolari, ora cani e gatti sono diventati un benefit ai quali chi va in ufficio non vuole rinunciare. E così, il 54% del panel ha dichiarato che i dipendenti potranno portare il proprio amico peloso in ufficio una volta a settimana.

Seguono i colloqui da remoto: l’impossibilità di avere incontri di persona e ravvicinati è stata sicuramente una delle conseguenze più difficili con le quali convivere dell’ultimo periodo. Tra gli incontri che sono venuti meno ci sono naturalmente anche quelli professionali, tra i quali i colloqui, per i quali è diventata prassi la modalità ‘da remoto’. Anche ora con il rientro in ufficio, per i colloqui si continua a preferire l’opzione virtuale, con call e interview effettuate tramite le diverse piattaforme di videoconferenza, come conferma il 65% degli intervistati.

I viaggi di lavoro sostituiti da incontri virtuali

Un aspetto importante è stata poi la riduzione dei viaggi di lavoro: il turismo, si sa, è uno dei settori che più ha sofferto (e soffrirà) a causa della crisi dovuta al Covid-19. E il business travel non fa eccezione: impossibilità di varcare il confine nazionale, divieto di incontri ravvicinati, risparmio di costi sono solo alcune delle cause che hanno frenato in questi mesi i professionisti viaggiatori. Secondo un recente report McKinsey, il 20% dei viaggi di lavoro potrebbe essere sostituito da incontri virtuali, anche da un emisfero all’altro. L’importante è scegliere l’orario giusto.

La mia scrivania non esisterà più

End last but not least, le scrivanie prenotabili: il concetto de ‘la mia scrivania’ sembra non esistere più nell’era post Covid. Le aziende stanno già elaborando piani di lavoro remoto ibridi che danno loro l’opportunità di ridurre lo spazio in ufficio e tutto è diventato più liquido e flessibile, postazioni di lavoro comprese. E così, le scrivanie sono diventati spazi di lavoro prenotabili, al pari di sale riunioni e coworking. Con soddisfazione sia delle aziende che possono così mantenere un uso efficiente degli spazi aziendali, sia dei lavoratori che possono scegliere di giorno in giorno la postazione di lavoro migliore, sia in ufficio che fuori.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti che il management aziendale si trova ad affrontare: basti pensare che le aziende spendono più di 2,5 milioni di dollari all’anno in scrivanie vuote*, non riuscendo a implementare un sistema strutturato di gestione degli spazi di lavoro.

“L’utilizzo di una piattaforma come Nibol che permette una gestione efficiente degli spazi di lavoro, attraverso la prenotazione ‘a tempo’ della scrivania per esempio, permette da una parte all’azienda di ottimizzare i costi e poter gestire al meglio i diversi spazi (reinventando o eliminando quelli inutilizzati), dall’altra ai dipendenti di scegliere ogni giorno una postazione di lavoro sempre diversa”, – spiega Riccardo Suardi, fondatore di Nibol -. “Una gestione attenta e strutturata dello spazio non solo permette alle aziende di risparmiare, ma anche di migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro per i propri dipendenti che possono prenotare in anticipo la scrivania, ma anche la sala riunioni o il parcheggio aziendale, senza alcun tipo di stress”.