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Che cosa fa Younited che ha chiuso un round da 170 milioni di dollari

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Che cosa fa Younited che ha chiuso un round da 170 milioni di dollari

L’azienda francese in Italia dal 2016 punta a diventare la prima piattaforma europea di credito e pagamento. Finora ha erogato prestiti per 2,6 miliardi di euro e ora lancia Younited Pay per consentire di saldare gli acquisti online a rate

L’azienda francese in Italia dal 2016 punta a diventare la prima piattaforma europea di credito e pagamento. Finora ha erogato prestiti per 2,6 miliardi di euro e ora lancia Younited Pay per consentire di saldare gli acquisti online a rate

Round da 170 milioni di dollari per diventare la piattaforma europea di credito e pagamento di riferimento. Un’ambizione grande che poggia su diverse certezze è quella di Younited, azienda francese presente in cinque paesi e tra i leader nel mercato fintech continentale, grazie a soluzioni convenienti in tema di prestiti personali e pagamenti processate in formato digitale. Ammortamenti di prestiti fino a 50.000 euro nel giro di 24-48 ore, soluzioni di pagamento dilazionato, budget coaching e depositi a termine per privati sono alcuni dei servizi finanziarti proposti. Ma non gli unici in quanto ci sono anche soluzioni tecnologiche Banking-as-a-Service per banche, compagnie assicurative, operatori nelle telecomunicazioni, commercianti e aziende tecnologiche che puntano a offrire ai rispettivi clienti un’esperienza totalmente digitale, quindi veloce e trasparente, ma pure basata sui dati, così da consentire ai clienti di avere le informazioni necessarie per scegliere la via più conveniente o congeniale alle proprie esigenze.

Nuovi arrivi di grande peso

Con l’ultimo step Younited porta a circa 400 milioni di dollari la somma della raccolta fondi ottenuta finora, dopo che nel 2018 aveva chiuso il round di finanziamento al tempo più grande per il mercato fintech francese (65 milioni di euro da parte di Eurazeo, Crédit Mutuel Arkéa, Adevinta, Bpifrance, Matmut Innovation e Zencap Asset Management), e rafforza l’obiettivo di crescita europea con l’arrivo di nuovi finanziatori di peso. A guidare la nuova iniezione di capitale è Goldman Sachs Growth Equity, che gestiste asset per un valore di 8 miliardi di dollari, e Bridgepoint, società internazionale attiva nei finanziamenti e crediti per piccole e medie aziende che ha in gestione oltre 26 miliardi di euro di asset, che si uniscono agli azionisti storici Eurazeo, Bpifrance Large Ventures e AG2R La Mondiale.

Una banca tradizionale ma online

Non solo grandi nomi perché Younited ha una licenza bancaria riconosciuta dall’Unione Europea per agire a 360 gradi come le banche di credito al consumo tradizionali a differenziarla dalla maggior parte dei competitor, offrendo prodotti di finanziamento e pagamento facile da implementare in tutti i paesi membri dell’Unione. Attiva in Francia nel 2012, è arrivata in Italia nel 2016 e a seguire in Spagna, Germania e Portogallo, l’azienda nata dalla volontà di Charles Egly, Geoffroy Guigou e Thomas Beylot di eliminare la necessità di recarsi in filiale e rispettare un prolungato processo basato anche sullo scambio di documenti cartacei, ha erogato prestiti finora per 2,6 miliardi di euro.

“Il nuovo equity round ci consentirà di investire su una tecnologia più dirompente e un prodotto basato sui dati, a beneficio di clienti e partner, accelerando contemporaneamente sull’innovazione per far crescere Younited fino a diventare un leader tecnologico globale nel settore dei pagamenti e del prestito”, ha dichiarato Charles Egly, co-fondatore e CEO di Younited.

“Questo aumento di capitale proietta Younited Credit nella cerchia ristretta delle fintech che guidano il mercato del credito al consumo e dei prestiti personali in Italia. Dal lancio della nostra startup nel 2012, siamo cresciuti con costanza fino a consolidarci come una delle realtà più solide, affidabili e trasparenti del settore, e ciò è testimoniato dagli ottimi feedback che riceviamo dai consumatori e dai nostri clienti istituzionali che ci premiano per la capacità di sapere proporre soluzioni e servizi innovativi e personalizzati”, sono le parole di Stefano Piscitelli, Managing Director di Younited Credit Italia.

“Vogliamo continuare a creare valore per il mondo del credito e per la comunità, e il nuovo round di finanziamenti posiziona Younited tra i più importanti player europei del credito personalizzato e dei pagamenti digitali e dimostra la capacità di operare con trasparenza offrendo affidabilità, agilità e semplicità sia al settore B2C che al B2B”, spiega invece Tommaso Gamaleri, CEO Europe di Younited Credit.

 

Pagamenti rateali, ecommerce e le rosee prospettive del fintech 

Per approfondire la realtà aziendale e scoprire le prossime mosse alla luce del rilevante round appena annunciato, StartupItalia ha incontrato proprio Tommaso Gamaleri, ex rugbista passato dal ramo assicurativo di Admiral Group alla co-fondazione di ConTe.it e arrivato nel 2015 a guidare la filiale italiana di Younited, che in un lustro ha conquistato una quota di mercato del 10%. Nel dicembre 2020 è scattata la promozione con il coordinamento della direzione aziendale nei 5 paesi in cui è attiva Younited, mentre è del maggio scorso la nomina nel consiglio di amministrazione di Assofin, l’Associazione italiana del credito al consumo e dei mutui.

Quali sono gli obiettivi e i prossimi passi alla luce del nuovo capitale in serbatoio?
Con il decimo round dalla nascita dell’azienda e grazie all’arrivo di Goldman Sachs Growth Equity e Bridgepoint, Younited intanto rafforza il suo dna internazionale. L’intenzione ora è continuare a crescere nei 5 paesi in cui siamo presenti erogando prestiti e soluzioni per il pagamento rateale, portando in ogni mercato Younited Pay. Altro punto è l’aumento dei dipendenti: al momento ne abbiamo circa 500 tra gli uffici di Parigi, Monaco di Baviera, Barcellona, Roma e a breve Lisbona. In Italia passeremo da 70 a 100 dipendenti, anche perché Roma si è rivelata una buona scelta, in virtù di un mercato del lavoro molto ampio, della poca concorrenza in ambito finanziario, del bacino di giovani fornito dalle università e dai romani di rientro da altre parti d’Italia e dall’estero. Tuttavia stiamo iniziando ad assumere anche a Milano, con la nostra ricerca di personale rivolta in misura principale a digital marketing, business development sul prodotto di pagamento e all’area operativa, dal customer care al back office, che restano sempre importanti di fronte alla rapida crescita dell’azienda.

Oltre al round, avete annunciato anche Younited Pay, servizio di pagamento dedicato ai rivenditori e agli e-merchant europei. In cosa consiste?
Si tratta di un metodo di pagamento rateale applicato all’ecommerce, che permetterà ai commercianti di fornire ai clienti un prodotto di pagamento esteso, distribuito da 3 a 48 mesi. In Francia è già disponibile sui siti di gruppi selezionati, come Free (che in Italia è Iliad, ndr), Micromania e LDLC, in Italia con i principali distributori Apple e sarà disponibile sia online che presso i punti vendita fisici, dove ha mostrato una penetrazione importante, tanto che oltre il 50%. Il pagamento rateale prevede formule a tasso zero e cifre minori rispetto alle rate dei finanziamenti, perché si tratta di microfinanziamenti, quindi nel processo sono determinanti elementi come il tasso di accettazione, con la preferenza della nostra offerta a fronte delle proposte dei competitor, e l’esperienza utente che deve convincere e, magari fidelizzare, il cliente.

Tommaso Gamaleri, CEO Europe di Younited Credit

 

Ci sono diverse soluzioni per il credito che, anche in virtù delle difficoltà derivate dalla pandemia, nell’ultimo periodo stanno ricevendo consensi e aumentano i clienti. Sono sistemi che danno un nuovo impulso al sistema economico e, in un paese come l’Italia fino a un anno fa restio agli acquisti online, possono avere un impatto rilevante.
Klarna e Paypal hanno aperto il mondo rateale all’ecommerce, offrendo l’opportunità di frazionare l’importo da pagare in 3-4 rate. Questo ha creato una cultura del finanziamento rateale in ambito digitale, un sistema che ha una sua natura e importi precisi, con rate in media da 150 euro. Adesso la sfida è allargare il meccanismo ad altri settori, come avviene nei punto vendita, per aumentare la forbice della rata da 300 a 3.000 euro. Un passaggio che gioverebbe a tutti perché significherebbe creare un nuovo mercato e incrementare le possibili entrate dei commercianti.

Dopo aver guidato per cinque anni le attività in Italia, ora coordina il business a livello europeo di Younited: quali sono le differenze riscontrate tra mercato Italiano e resto d’Europa?
Ci sono tanti punti di unione ma altrettanti di differenziazione. L’Italia sconta un forte ritardo sul digital divide in tema di finanziamenti, con la Germania che è il migliore tra i cinque paesi in cui operiamo, mentre la sorpresa è la Spagna, dove si preferisce stipulare un prestito online invece che in filiale. Dall’altro lato, però, l’Italia ha un potenziale di crescita maggiore, perché il 50% dei cittadini è proprietario di un conto corrente online ma solo il 10% richiede un finanziamento tramite il digitale. Da cosa dipende la disparità? Da una serie di fattori, come la necessità di fornire più offerte ai clienti e un processo digitale più semplice e fattibile.

 

Guardiamo alla realtà fintech: in Europa c’è un interesse crescente che evidenzia la necessità di un cambio di passo nel settore. Cosa possiamo aspettarci nel futuro a breve e medio termine?
Il mercato fintech attira interesse ma ha bisogno di grandi risorse. Il segno di una transizione in corso lo si può notare guardando diverse classifiche sulle maggiori raccolte di capitali, dove si trovano società inglesi, tedesche, austriache e anche italiane, grazie a Satispay. Significa che c’è movimento e fermento, al contempo però il fintech è un comparto molto ampio che include settori diversi e di enorme impatto, che richiedono investimenti di rilievo per creare e sviluppare piattaforme, solo per restare all’ambito tecnologico. La certezza è che proseguirà il moltiplicarsi di risorse da parte delle imprese, con le richieste che saranno in grado di essere soddisfatte dagli investitori.