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Cosa hanno in comune la vocazione imprenditoriale, la sostenibilità ambientale e Joule, la scuola di Eni per l’impresa? Un mondo senza confini, con idee da sostenere e promuovere in tutti gli Stati. Chi si impegna ad avviare un’impresa desidera spingere i suoi progetti ovunque, senza frontiere. Allo stesso modo la sostenibilità ambientale non si può confinare all’interno dei singoli Paesi, essendo patrimonio di tutti. I progetti formativi di Joule sono aperti al contesto internazionale per far crescere imprenditori che si prendano cura dell’ambiente, in diversi settori dell’energia, e contrastino il cambiamento climatico. La mission di Joule è supportare la crescita di talenti e imprese sostenibili, in un contesto aperto, in tutto il mondo, com’è successo recentemente in Uganda e Iraq.

L’innovazione africana si accende con Joule

L’innovazione fa succedere cose incredibili, come in Africa, dove Kimuli Fashionability, una startup ugandese ad impatto sociale, riesce a trasformare i rifiuti della plastica in indumenti e accessori durevoli, sostenibili e impermeabili. Un virtuoso meccanismo di riciclo ambientale, realizzabile grazie al preziosissimo lavoro di 102 collaboratori con disabilità.

L’idea è della giovane imprenditrice ugandese Juliet Namujju, insieme alla product designer, Zaharah Nabirye, che insieme hanno creato un marchio di ecomoda inclusivo che offre opportunità di lavoro a sarti e giovani disabili.

Kimuli Fashionability, la startup che trasforma ciò “che la gente vede come spazzatura in qualcosa di bello come un fiore” – come dice Juliet Namujju – in Italia ha partecipato all’evento organizzato da Joule al PoliHub di Milano all’interno del programma di Startup Africa Roadshow, una settimana di incontri per creare collegamenti tra gli ecosistemi dell’innovazione. Startup Africa Roadshow ha condotto in Italia i migliori talenti imprenditoriali provenienti dall’Uganda, selezionati durante la Tech Week di “Next Generation Africa” realizzata a Kampala nel 2021 e sostenuta da Eni.

Oltre alla startup Kimuli Fashionability, le startup selezionate sono state:

Phy2App (Nairobi, Kenya): applicazione sviluppata con l’obiettivo di semplificare le transazioni economico-finanziarie tra produttori agricori locali e potenziali clienti grazie a processi basati sulla fiducia e sulla trasparenza.

Zofi Cash (Kampala, Uganda): piattaforma digitale di pagamento che permette ai lavoratori dipendenti di ottenere un anticipo sullo stipendio per prevenire emergenze economiche e finanziarie, problema molto rilevante nel paese.

Marula Proteen (Kampala, Uganda): trasformazione dei rifiuti organici della città in fertilizzante attraverso un processo biologico ottenuto grazie a larve di insetto, a loro volta impiegate come mangime di alta qualità per bestiame.

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La call per l’agro-energia sostenibile in Iraq

Anche in Iraq si sono create le condizioni per stimolare i cambiamenti positivi, attivando nuove energie private imprenditoriali. Il Paese affronta gravi problemi di sicurezza alimentare, per soddisfare la consistente domanda di cibo ci si affida alle importazioni di prodotti alimentari, creando dipendenza da altri Paesi. Un contesto molto difficile nel quale è urgente innovare i settori agricolo, energetico e idrico.

Eni Iraq, Eni attraverso Joule, la sua scuola d’impresa, UNIDO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) e LVenture Group (holding che investe in start-up digitali) hanno lanciato a giugno 2022 il bando Sustainable Agro-Energy in Iraq – #IPI Call for innovative entrepreneurship.

Un concorso rivolto a singoli o gruppi locali dell’area di Bassora provenienti da aziende, PMI, start-up, spin-off universitari, centri di ricerca e studenti iracheni che si occupano di agricoltura, tecnologia e innovazione, per sviluppare e promuovere l’innovazione nei settori idrico, energetico e agricolo (agritech e agro-energia). L’obiettivo è permettere ai 30 partecipanti selezionati di acquisire le competenze necessarie per sviluppare una mentalità innovativa e imprenditoriale, per elaborare idee e progetti in particolare nei settori dell’Agritech e della gestione dell’acqua.

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I 30 partecipanti selezionati hanno ricevuto una formazione intesa a sviluppare le capacità imprenditoriali, migliorare i loro modelli di business e conoscenza degli investimenti. Sono stati invitati a partecipare a un programma di formazione e tutoraggio di tre settimane a Bassora per aiutarli a sviluppare tecniche di mentalità innovativa e imprenditoriale e a imparare a sviluppare il loro concetto di business. A conclusione del programma, sono stati premiati i progetti dei migliori 15 partecipanti, che otterranno l’accesso alla fase successiva e potranno usufruire di servizi in-kind di intermediazione, tutoraggio e consulenza. Questi ultimi avranno la possibilità di recarsi in Italia nell’autunno del 2022.

Due esempi concreti di supporto all’innovazione in aree difficili del pianeta, che vede Joule protagonista negli ecosistemi innovativi di altri Paesi, grazie all’esperienza e alla vocazione internazionale di Eni.