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Boom del fin-tech: 69 startup iscritte al GrandPrix

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Boom del fin-tech: 69 startup iscritte al GrandPrix

Tante richieste per il concorso di CheBanca! per le startup attive nel settore finanziario. Ecco come prosegue la competizione.

Tante richieste per il concorso di CheBanca! per le startup attive nel settore finanziario. Ecco come prosegue la competizione.

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Lo ripetiamo esattamente da tre mesi, da quando, il 21 febbraio scorso, abbiamo iniziato l’avventura di SmartMoney: il fin-tech è il settore in cui investire tempo, idee e sforzi. I motivi sono tanti (qui ne abbiamo elencati 10), ma il principale probabilmente risiede nei 2,5 miliardi di dollari rastrellati dalle startup del settore nel 2013. I soldi ci sono, l’interesse anche. E ieri ne abbiamo avuto definitiva conferma.

Si sono candidate al GrandPrix di CheBanca! 69 startup attive nel fin-tech. 69 idee, progetti e spunti che vogliono rivoluzionare il settore finanziario e dei pagamenti. Un numero importante, soprattutto considerando che si tratta della prima iniziativa di questo tipo. In palio, lo ricordiamo, per le 4 startup più meritevoli ci sono 25mila euro e un anno nell’incubatore PoliHub del Politecnico di Milano.

Adesso, dopo la chiusura della call, si entra nella fase calda. Saranno 10 le idee a sopravvivere alla prima selezione, di cui vi daremo conto qui su SmartMoney, a opera di un comitato di docenti universitari, esperti del settore, executive di CheBanca! e venture capitalist. La competizione, anzi la formazione, vera e propria avrà luogo dal 16 al 20 giugno. Per 5 giorni i 10 startupper fin-tech verranno seguiti da docenti, investitori e imprenditori di successo. Questa la fase durante la quale le 4 idee migliori avranno modo di mettersi in luce.

Fiore all’occhiello di questo progetto è la partecipazione dell’Ateneo milanese: “L’università deve avere soprattutto un ruolo culturale quando si parla di studenti universitari si parla anche di dottorandi, di studenti che frequentano master post laurea, di ricercatori. Il ruolo dell’università deve essere quello di spronare i ragazzi verso un percorso professionale diverso, che punti all’innovazione, alla creazione di nuove imprese. Solo così si potranno creare startup in grado di imporsi a livello globale e che riusciranno a cambiare interi settori del mercato”, ha commentato Andrea Rangone, direttore degli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano.