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E-commerce alimentare, quando l’etichetta è latitante

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E-commerce alimentare, quando l’etichetta è latitante

Un’indagine mette in luce diverse mancanze. Diritto di recesso: il 65% delle piattaforme e-commerce non indica come restituire i prodotti. I consigli da seguire per stare tranquilli

Un’indagine mette in luce diverse mancanze. Diritto di recesso: il 65% delle piattaforme e-commerce non indica come restituire i prodotti. I consigli da seguire per stare tranquilli

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Etichetta, questa sconosciuta. Almeno online. Una recente indagine firmata dal Movimento di difesa del cittadino insieme a Frodialimentari.it in collaborazione col Corpo forestale dello Stato ha messo nero su bianco l’amara scoperta: su 106 siti internet specializzati nella vendita di prodotti alimentari il 51% non rispettava al momento dell’analisi il regolamento europeo n.1169 del 2011 in materia di etichettatura. Cioè le specifiche sugli ingredienti sono parziali o assenti. Si tratta del provvedimento comunitario che, dallo scorso dicembre, ha rivoluzionato le disposizioni non solo sulle informazioni ma anche sulla presentazione e sulla pubblicità degli alimenti. Dal 13 dicembre dell’anno prossimo toccherà anche all’etichetta nutrizionale, oggi facoltativa.

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Le informazioni e il recesso

Nello specifico, il regolamento tocca molti punti fra cui la leggibilità delle informazioni, l’individuazione di un operatore dell’azienda responsabile della correttezza di quanto indicato, le modalità d’indicazione degli allergeni, che vanno sottolineati anche per i prodotti non preimballati, i nanomateriali, i tipi di olio e di grasso e anche, per quello che ci interessa, il commercio online. In questo caso il regolamento prevede che la maggior parte delle informazioni obbligatorie sull’etichetta debba essere fornita prima dell’acquisto. Insomma, la si deve trovare ben chiara nella pagina del prodotto che stiamo per ordinare. Senza contare le solite questioni legate al diritto di recesso, che dopo il decreto legislativo n. 21 del 21 febbraio 2014 si è allungato a 14 giorni.

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Manca l’aggiornamento

Sotto questo punto di vista, i siti sottoposti all’indagine non sono aggiornati nella metà dei casi mentre nel 15% non è indicata alcuna informazione sul recesso. Anche quando questo diritto è messo nero su bianco, avvalersene è complicato: nel 34,9% dei siti a norma solo in due casi, infatti, è stata rilevata la presenza di un form online da compilare per procedere facilmente alla restituzione di quanto acquistato. La ricerca dedica un focus anche al fenomeno delle recensioni online, spesso al centro di sanguinose polemiche fra TripAdvisor e piattaforme simili e associazioni di commercianti e ristoratori: stando a quest’analisi il 34% dei recensori ammetterebbe di non dire il vero. La maggioranza, il 45%, sostiene invece di esprimere giudizi affidabili e infine il 7% confessa di non essere sempre obiettivo. Anche se la maggior parte degli intervistati dal sondaggio Cibo e recensioni online: vere o false? dice di non lasciarsi troppo influenzare.

I consigli

Come fare, dunque, a non prendere fregature per i regali alimentari?

1)    Devono esserci le etichette online. Ogni informazione dev’essere esposta in modo chiaro, prima che la procedura di acquisto venga completata. Fra le altre informazioni devono essere evidenti il venditore, i suoi riferimenti e l’elenco degli ingredienti con eventuali allergeni.

2)    Verificare l’identità del venditore. Un punto che vale per qualsiasi transazione online. Per il cibo, se possibile, è un elemento ancora più delicato. Bisogna assicurarsi che, una volta finalizzato l’acquisto, possa essere possibile comunicare via e-mail o per telefono, leggere con attenzione le condizioni di vendita e le modalità di esercizio del reclamo e del recesso.

3)    Occhio anche alla sicurezza del sito: verificare la presenza del protocollo https, servirsi di carte di credito prepagate o virtuali, se non di PayPal, e capire bene quali caselle si spuntano dopo aver inserito i recapiti. I dati forniti devono infatti essere solo quelli necessari all’acquisto e, se lo volete, non devono essere ceduti a terzi né utilizzati per ulteriori attività di marketing interne.

4)    Un po’ di tattica. Controllare per esempio prezzo e quantità dei prodotti in un punto vendita reale, se ciò che intendete acquistare è distribuito anche in Italia. Altrimenti confrontate per quanto possibile su altre piattaforme di e-commerce. Attenzione infine ai prodotti internazionali, sia per la qualità che per eventuali dazi doganali o spese di spedizione.