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1 italiano su 10 è passato alla sharing economy (3 trend spiegano perché)

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1 italiano su 10 è passato alla sharing economy (3 trend spiegano perché)

Secondo una ricerca di Kijiji.it, la coabitazione per anziani è uno dei settori più vitali della sharing economy italiana. Da segnalare anche mobilità, alloggi e coworking.

Secondo una ricerca di Kijiji.it, la coabitazione per anziani è uno dei settori più vitali della sharing economy italiana. Da segnalare anche mobilità, alloggi e coworking.

Economia Digitale

(Comunicato stampa)

Nell’era dei social media una delle parole chiave delle nostre interazioni è la condivisione, più o meno consapevole, di foto, notizie e informazioni. In realtà il fenomeno è più vasto di quanto si possa pensare e ridefinisce il nostro sistema di valori e il nostro stile di vita. Kijiji.it, sito di annunci gratuiti locali del gruppo eBay presente in Italia sin dal 2005, si propone di osservare proprio il trend della collaboratività e le sue tante sfaccettature.

Secondo Rachel Botsman, autrice di un libro sull’argomento, il valore a livello mondiale della sharing economy è di 26 miliardi di dollari. Nel Regno Unito i ricavi e i risparmi associati all’economia collaborativa si aggirano attorno ai 4,6 miliardi di sterline a fronte di 33 milioni di inglesi che condividono già attivamente beni e servizi. In Italia 6 italiani su 10 sono propensi ad avvicinarsi a questo modello di consumo ma solo l’11 percento lo ha già fatto (fonte Ipsos).

Su Kijiji.it, di fatto ci sono già quasi 8mila annunci live improntati allo sharing. I settori più interessati sono la mobilità – c’è chi per esempio vuole dividere il taxi o addirittura la barca – fino agli alloggi (+22% di annunci negli ultimi 3 mesi), anche in coabitazione con anziani (il cosiddetto silver cohousing) e nel settore professionale cresce la condivisione degli spazi con il coworking (+18% di annunci negli ultimi 3 mesi) che si traduce anche in sinergie professionali e nuove opportunità. Un +14% registrano invece gli annunci di vendita o noleggio di usato.

La co-economia è un modo per fronteggiare la crisi, ma anche un modello di sviluppo più consapevole e sostenibile nel settore dei beni fisici. Secondo una ricerca Redshift per eBay Classifieds il 43% degli italiani ha almeno 10 oggetti in casa che non utilizza più rispetto ad esempio a solo il 36% degli inglesi. Questi ultimi tendono ad accatastare libri, cd e dvd mentre i nostri connazionali accumulano principalmente giocattoli e vestiti, anche se poi sono maggiormente disposti a condividere, rivendere o regalare oggetti di elettronica (quali fotocamere, pc ecc). Sempre il 43% degli italiani dichiara di essere migliorato nella gestione di tutto quanto non si usi più dandolo in beneficenza il 39% delle volte, regalandolo ad amici e parenti nel 29% dei casi, vendendolo online per il 25% delle preferenze o semplicemente buttandolo via (7%).

Le leve che spingono verso questo nuovo modello di consumo responsabile sono:

  1. il risparmio economico (32%),
  2. il rispetto dell’ambiente (13%),
  3. il sostegno reciproco (9%).

Naturalmente la propensione a prestare, dare a noleggio o condividere varia a seconda delle categorie di prodotti e servizi interessati, ma è particolarmente alta per le apparecchiature da lavoro (48%), le attrezzature sportive (41%) e l’elettronica mentre scende, ad esempio, per l’abbigliamento (16%).

Per quanto riguarda le fasce d’età i pionieri dell’economia collaborativa sono i giovani dai 16 ai 34 anni, segue il gruppo 35-54 staccato a distanza dagli over 55. Le donne sono mediamente più inclini a disfarsi del superfluo con frequenza regolare mentre gli uomini lo fanno solo se costretti da cause di forza maggiore. Laddove il sesso forte preferisce condividere o rivendere oggetti di elettronica, le donne sono inclini a scambiare, noleggiare oggetti di moda ed in generale abbigliamento e accessori per bambini.

Il quadro che emerge del Belpaese è di consapevolezza, il 75% ha sentito parlare di sharing economy (fonte Ipsos) e avvicinamento a grandi passi, anche se per un’adozione massiccia di questo nuovo modello di vita si dovrà aspettare, sembra, il 2050 (fonte Havas Worldwide). Intanto le app specializzate, i siti verticali o le piattaforme orizzontali come Kijiji.it mettono a disposizione di tutti uno strumento accessibile, facile e gratuito per avvicinare le community globali, risparmiando e crescendo insieme.