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Alibaba punta all’e-commerce indiano da 25 miliardi (nel 2020)

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Alibaba punta all’e-commerce indiano da 25 miliardi (nel 2020)

Colpaccio di Alibaba, che investe nel maggiore e-commerce indiano Paytm. Ce n’è anche per gli Stati Uniti, dove solletica i rivenditori con i 250 miliardi che i cinesi spenderanno all’estero

Colpaccio di Alibaba, che investe nel maggiore e-commerce indiano Paytm. Ce n’è anche per gli Stati Uniti, dove solletica i rivenditori con i 250 miliardi che i cinesi spenderanno all’estero

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Tencent chiama e Alibaba risponde. Anzi, tuona. Il colosso cinese (qui abbiamo raccontato la sua storia) ha pianificato un investimento di 500 milioni di euro in una delle principali piattaforme indiane: Paytm, l’azienda di e-commerce più promettente d’Asia.

La partnership tra Alibaba e Paytm consentirà ai possessori del portafoglio digitale Paytm (circa 25 milioni di utenti registrati, più o meno il 60% di quota di mercato) di fare acquisti su Alibaba. Analogamente i clienti cinesi che hanno scaricato l’Alipay Wallet, il borsellino digitale di Alibaba, potranno acquistare i prodotti e i servizi venduti su Paytm.

Le previsioni degli analisti vedono una crescita fiorente del e-commerce indiano che entro il 2020 potrebbe raggiungere i 25 miliardi di euro soprattutto grazie agli acquisti via smartphone. Oggi le transazioni online in India sono ancora minime rispetto ai volumi del mercato cinese o statunitense, motivo per cui Alibaba vuole farsi trovare pronto quando sarà il momento.

L’altro fronte caldo è, appunto, quello a stelle e strisce. Il gruppo si sta concentrando soprattutto sui rivenditori giocando la carta del numero dei consumatori cinesi iscritti alla piattaforma (e al wallet Alipay) che sono interessati ad acquistare online i prodotti americani. In quest’ottica sta anche preparando una campagna di marketing per far crescere la il proprio marchio negli States con la consapevolezza di avere un vantaggio competitivo enorme: la profonda conoscenza di dati e abitudini di acquisto dei consumatori cinesi. Anche qui le opportunità sono vastissime. Si stima che gli acquisti dalla Cina verso gli altri Paesi cresceranno di 1.8 trilioni di yuan (circa 250 miliardi di euro) entro il 2020.

Dalla sua Alibaba ha anche il supporto del governo cinese, deciso a promuovere attraverso politiche mirate un’economia maggiormente orientata verso i consumatori. Anche le aziende americane hanno tutto l’interesse a raggiungere la massa critica di consumatori cinesi e molto spesso (come è capitato a BestBuy nel 2012) hanno avuto notevoli difficoltà di penetrazione in questo mercato così diverso da quello d’origine. È vero che molti marchi, soprattutto di multinazionali come Nike, hanno già una presenza fisica in Cina e vendono direttamente presso Tmall i loro prodotti, ma è anche vero che l’offerta di Alibaba è più che allettante per tutti le aziende che vogliono connettersi al mercato cinese senza bisogno di investimenti per stabilirsi sul territorio. A questa esigenza Alibaba (e Alipay) hanno risposto con il programma studiato ad hoc per le realtà statunitensi e che prende il nome di ePass e che vede già come aderenti Neiman, Saks, Macy’s, Macy’s Bloomingdale’s chain, Ann Taylor, luxury fashion site Gilt emarche come Aeropostale. Insomma Jack Ma ci ha abituati a colpi da maestro, le ultime notizie confermano che ne vedremo ancora delle belle.