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All’orizzonte dei pagamenti si affaccia (finalmente) anche Microsoft. Secondo quanto riportato da Ars Technica, il gigante dei software avrebbe già acquisito una licenza per effettuare trasferimenti di denaro. Inoltre presso il Dipartimento del Tesoro del Governo è stata registrata ufficialmente la Microsoft Payments Inc. come azienda fornitore di servizi di “money transmitting”. Lo scorso mese, durante una conferenza in Cina, Microsoft ha mostrato questo video in cui viene spiegata la funzionalità “tap to pay” con Windows 10 che usa l’Hce come tecnologia.

Il guanto di sfida a Google

A convincere la casa di Redmond a fare questo grande passo sarebbe stata proprio l’alleanza tra SoftCard (la joint venture tra le principali aziende di telecomunicazioni negli Stati Uniti) e Google. In prima battuta Windows 10, con Windows Phone, aveva aderito proprio all’accettazione dei pagamenti con Softcard basati su tecnologia Nfc. Adess Microsoft ha deciso di metterci la faccia anche se secondo gli esperti è troppo presto per annunci in tal senso.  Microsoft, spiega un portavoce, “continua ad evolvere la sua offerta per venire incontro alle esigenze di clienti e utenti”, e “diventare un servizio finanziario dà la flessibilità di offrire servizi cloud nuovi e innovativi per i nostri clienti, ma al momento non abbiamo nessun annuncio”. A spronare l’azienda che sta attraversando una fase di forte cambiamento, probabilmente hanno contribuito il lancio di Samsung Pay, pronto al debutto commerciale in Corea e negli States questa estate, e i “successi” di Apple.

Il tallone d’Achille di Apple

Anche se, secondo i dati citati da Bloomberg, Apple Pay non si può considerare un flop vista l’ottima presa sugli utenti, ma, rispetto alle sue grandi ambizioni, Cupertino sta fallendo nel catturare tutti i potenziali business. Tim Cook, dopo aver venduto 74,5 milioni di iPhone, registrando un incremento del 90% nel trimestre dello shopping natalizio, all’evento Apple Watch si è sbilanciato annunciando che Apple Pay è accettato presso 700 mila esercenti e 2.500 banche. Da un sondaggio, condotto da Phoenix Marketing International, emerge che due terzi degli utenti denunciano problemi durante l’utilizzo del servizio e che quando un utente visita un negozio etichettato come “Apple Pay merchant”, scopre di non poter accedere al servizio di m-payment perché non è ancora abilitato. Inoltre molti grandi retailer, aderenti al Consorzio Merchant Customer Exchange, hanno da tempo dichiarato guerra a Cupertino con Current C la loro app proprietaria per gestire pagamenti mobili.  C’è spazio dunque per fare meglio soprattutto lato business e i grandi player adesso con Microsoft ci sono davvero tutti per contendersi la fetta più grossa di una torta che fa gola.