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Nel 2015 l’e-commerce italiano vale 15 miliardi (1 acquisto su 4 via mobile)

Economia Digitale
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Nel 2015 l’e-commerce italiano vale 15 miliardi (1 acquisto su 4 via mobile)

I dati presentati durante l’E-commerce Forum di Netcomm evidenziano una crescita del 15% del settore, trascinata dal rialzo del 68% del mobile.

I dati presentati durante l’E-commerce Forum di Netcomm evidenziano una crescita del 15% del settore, trascinata dal rialzo del 68% del mobile.

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Nel 2015 l’e-commerce in Italia crescerà del 15% e supererà i 15 miliardi di euro di valore. A quantificare la spinta per l’anno in corso durante l’E-commerce Forum di Netcomm, giornata milanese dedicata interamente al commercio elettronico, il Politecnico di Milano. Si parte da una situazione in cui l’Italia rappresenta il 3% della torta europea. “Siamo inesistenti, il lavoro è ancora tutto da fare”, dichiara il presidente Netcomm Roberto Liscia. Anche la penetrazione, a fronte di una media comunitaria del 10%, è bassa e si aggira intorno al 3%. Il dato più preoccupante è quello relativo all’esportazione, con il solo 4% delle imprese italiane che vende online. Preoccupante o, tiene a sottolineare Liscia, “stimolante guardando alla crescita potenziale”.

Mobile a +68%, ma attenzione al Mobilegeddon

Dalla nostra, lato utente in questo caso, abbiamo l’importante penetrazione degli smartphone, che nel caso del commercio elettronico vengono utilizzati soprattutto in fase di consultazione (più del 50% degli accessi ai siti di e-commerce è da smartphone e tablet, mente il contribuito sugli acquisti è pari al 25%) e che in termini di acquisti arriveranno a fine anno a valere 1,8 miliardi in virtù di una crescita del 68%. Oggi questi numeri hanno sapore particolare, essendo il giorno dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google che penalizzerà chi non è dotato di una versione mobile adeguata del suo portale. L’agenzia di search marketing Find ha calcolato che il 62% dei siti delle aziende quotate a Piazza Affari non è ancora allineato. L’urgenza non è da sottovalutare: chi vende online ed è ben posizionato rischia di crollare nell’indicizzazione per l’incapacità di servire l’utente, in termini grafici e di usabilità, anche dagli schermi di smartphone e tablet.

2,5 milioni di posti di lavoro in Europa

Tornando ai dati presentati al Forum, in Europa il mercato arriverà a valere 470 miliardi a fine anno, con una leggera preponderanza della vendita di beni (54%) su quella dei servizi (46%). Ad acquistare online sono 230 milioni di individui nel Vecchio Continente, numero interessante per le aziende interessate ad esportare i loro prodotti, mentre i posti di lavoro generati più o meno direttamente dal commercio elettronico sono circa 2,5 milioni.

In Italia crescono arredamento e cibo

Rimettendo la lente di ingrandimento sull’Italia si scopre come la crescita della vendita dei prodotti, +24%, sia più sostenuta di quella dei servizi, +8%, andando a equilibrare perfettamente il contributo dei due segmenti. Il turismo continua a fare la parte del leone con il 37% della torta nostrana, mentre si fanno vedere arredamento e cibo e vino con progressioni, rispettivamente, dal 75% e del 30%.