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Ex ingegnere di Google, Osama Bedier, lascia la multinazionale e si mette in proprio. Oggi è il fondatore di Poynt, startup che ha ideato un Pos che si attiva con tutte le tecnologie oggi disponibili sul mercato: dalla classica carta di credito con banda magnetica, a quelle con i chip, ai portafogli virtuali su mobile (Apple Pay e Android Pay) fino sistemi con codici QR e beacon.

Osama Bedier - Photo

«Ho pensato a tutti quei negozianti che usano ancora registri di cassa e Pos che funzionano con un pc. La tecnologia avanza e li ha lasciati indietro. Serviva una soluzione per collegare questo mondo vecchio al nuovo, senza traumi» spiega a Paybefore Bedier che per la sua startup con sede a Palo Alto, ha raccolto 33 milioni di dollari (Matrix Partners, Webb Investment Network, Nyca Partners e Google Ventures).

Quando lasciò Paypal per Google

A differenza di altre storie che abbiamo raccontato, dietro Poynt non c’è uno “sbarbatello”, ma una sorta di mago delle nuove tecnologie dei pagamenti. Basta leggere la sua carriera per capirlo: un passato in PayPal dove ha avuto un ruolo determinante nel trasferire il sistema della multinazionale sul mobile, arriva poi in Google per occuparsi di portare alla luce il Google Wallet, nella posizione di maggiore responsabile del progetto. In mezzo una disputa legale con PayPal che accusa Google di avere usato mezzi poco leciti per portare in squadra il suo talento che avrebbe poi svelato alcune ricette segrete, minacciando il futuro dell’azienda fondata da Peter Thiel e Max Levchin. Difficile anche per lui, dire no ai milioni di dollari offerti per convincerlo a cambiar casacca. Dopodiché il ben servito di big G: la versione ufficiosa sono gli inizi poco promettenti del Google Wallet. Quella ufficiale è la voglia di Bedier di rimettersi in gioco: «La più grande lezione che ho imparato a Google? Che il successo di un’idea ha una variante che devi imparare a controllare: il tempo. Ho lasciato perché era il momento giusto per fare qualcosa di diverso». Oggi Poynt ha una valutazione di 188 milioni di dollari.

Com’è fatto Poynt

Poco più grande di un classico Pos, Poynt si presenta con 2 touch screen, uno per il negoziante, l’altro dedicato al cliente. Il sistema operativo su cui gira la tecnologia è una variante di Android.  Si collega alla Rete con wifi (3G/4G), con micro USB, con una batteria da otto ore di durata (qui puoi approfondire).

Poynt - Apple Pay on counter

L’ambizione: creare un ecosistema chiuso

Come ogni startup del payment, strategico e necessario per Bedier è stato stringere una partnership con due gruppi grossi network bancari: Chase Paymentech, un’unità di J.P. Morgan Chase e Vantiv del gruppo Fifth Third Bancorp. L’accordo ha offerto l’opportunità a Poynt di aprirsi a un mercato di 800 mila negozianti con 1 trilione di dollari di pagamenti annuali, come spiega il Wall Street Journal.  Il modello di business è molto interessante, rispetto ad altre startup del settore che abbiamo raccontato: il terminale viene venduto a un prezzo di 299 dollari, e fin qui nulla di nuovo. Ma non è questo il cuore del business, come non sono le fee sul volume degli acquisti: «Abbiamo creato un App Store, dove i negozianti possono scaricare applicazioni per personalizzare con nuove funzioni il loro terminale» spiega Bedier. L’idea è di offrire uno spazio a chiunque voglia contribuire alla creazione di app. Il negoziante paga per scaricarle e Poynt trattiene il 20%, il resto va agli sviluppatori. Una soluzione affascinante e insieme rischiosa. Il modello può funzionare solo se il team saprà creare uno store appetibile e popolato.

Giancarlo Donadio
@giancarlodonad1