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Il founder degli Oculus: «Un fattorino? No! Il primo Rift lo consegno io»

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Il founder degli Oculus: «Un fattorino? No! Il primo Rift lo consegno io»

Sono partite le attesissime consegne degli Oculus Rift. Ma la prima è stata fatta, in Alaska, dal founder in persona, Palmer Luckey. Una bella storia, raccontata su Facebook.

Sono partite le attesissime consegne degli Oculus Rift. Ma la prima è stata fatta, in Alaska, dal founder in persona, Palmer Luckey. Una bella storia, raccontata su Facebook.

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Palmer Luckey è un nome che a molti non dirà nulla. Eppure questo giovane californiano, classe 1992, è il founder di una delle aziende tecnologiche più importanti del mondo: Oculus. In poche parole è l’inventore degli Oculus Rift, i visori per la realtà virtuale acquistati da Facebook, nel 2014, per circa due miliardi di dollari (tra cash e azioni).

Oculus

Una consegna speciale

A pochi giorni dal lancio sul mercato, Luckey ha deciso di effettuare una consegna particolare. E non in un posto qualunque. Ma ad Anchorage, in Alaska, sfidando condizioni meteorologiche difficili e un tribolato viaggio in aereo. Chi era il destinatario? Un incuriosito acquirente di nome Ross Martin, il primo ad aver prenotato il visore.

La stranezza? Non sapeva affatto di esserlo.

Come Charlie e la fabbrica di cioccolato

«Ho ricevuto una mail che mi chiedeva semplicemente di confermare i dettagli della consegna. Sarebbe avvenuta sabato 26 marzo». Le date sono importanti. Gli Oculus Rift arriveranno nelle case di chi li ha ordinati solo due giorni dopo, il 28 marzo. Eppure Martin non si è posto il problema, almeno fino a che non gli è stato riferito cosa sarebbe successo e chi avrebbe compiuto un lungo viaggio per consegnarglieli.

Poi il paragone con un altro ragazzo nato, però, dalla fantasia di uno scrittore, Roald Dahl: «Sì, mi sono sentito come il protagonista di Charlie e la fabbrica di cioccolato. È stato incredibile. Sono stato scelto. E anche se non ho ricevuto un biglietto d’oro ho provato qualcosa di simile. La notte prima della consegna non sono riuscito a chiudere un occhio».

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Il viaggio di Luckey: storico e simbolico

Non è difficile intuire il motivo per cui Luckey ha deciso di intraprendere personalmente questo viaggio. È la fine di un ciclo, di un periodo lungo quasi quattro anni, iniziato nel 2012 con la fondazione della startup. E questa avventura era nella sua testa da moltissimo tempo: «Mi sono detto: “Che io sia dannato se questa consegna verrà fatta da un fattorino qualsiasi!”. È una soddisfazione che non volevo perdere».

E non importa se, per puro caso, l’Oculus Rift doveva essere consegnato in Alaska, così lontano da Long Beach, dove il ragazzo vive: «È come se avessi organizzato una piccola, fredda, vacanza». Una vacanza testimoniata da un video e da alcune foto pubblicate su Facebook.

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«Sono stato il primo? Davvero?»

Martin non sapeva di essere stato il primo ad aver acquistato un Oculus: «Mi sono svegliato presto e l’ho comprato. Non c’è stato nessun avviso che segnalasse questo primato. Sapevo solo che sarei stato nel primo ciclo di consegne, a marzo, ma niente di più». Tutto si è risolto in una frazione di secondo. In molti avevano completato l’acquisto nello stesso momento ma tutto si è deciso al foto-finish. Come in una gara velocità.

Nei prossimi mesi verranno recapitati tanti altri Oculus ad altrettanti trepidanti acquirenti. Ma certo è che nessuno  di loro potrà vantarsi di averlo ricevuto dalle mani di chi lo ha pensato, realizzato e poi ceduto.

Alessandro Frau

@ilmercurio85