desc

Sicurezza, si rafforza collaborazione tra Intelligence e Università

Cybersecurity
TECH
Edit article
Set prefered

Sicurezza, si rafforza collaborazione tra Intelligence e Università

Firmato Protocollo d’intesa Dis-Crui anche per costituire laboratori di studio in tema di cyber security e sviluppare progetti di ricerca avanzata nel settore

Firmato Protocollo d’intesa Dis-Crui anche per costituire laboratori di studio in tema di cyber security e sviluppare progetti di ricerca avanzata nel settore

Cybersecurity

La collaborazione tra intelligence italiana e mondo universitario si rafforza. Il prefetto Alessandro Pansa, direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza ha firmato il 24 novembre con Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), un Protocollo di intesa.

Marco Minniti

L’accordo, siglato durante l’assemblea generale della Crui – spiega una nota, nel campo della sicurezza nazionale prevede, tra gli altri punti: l’individuazione di priorità e progetti; lo sviluppo di interventi congiunti di informazione, formazione professionale e alta formazione; la ricognizione dei corsi già esistenti e l’individuazione di quelli mancanti; iniziative concernenti il riconoscimento e la qualificazione degli insegnamenti; e bandi di concorso.
La linea stabilita con la Crui – viene posto in evidenza – allunga il campo a nuove iniziative di formazione, anche per costituire laboratori di studio in tema di cyber security e sviluppare progetti di ricerca avanzata nel settore.

Un protocollo d’intesa per la formazione nella sicurezza

Il 22 novembre scorso il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, hanno sottoscritto un Protocollo di intesa tra il Comparto Intelligence e il Miur per la diffusione della cultura della sicurezza nazionale. L’intesa punta a instaurare un rapporto di collaborazione per iniziative riguardanti attività di ricerca scientifica, didattica e di formazione, in particolare promuovendo un piano nazionale di educazione alla sicurezza rivolto agli studenti delle Scuole primarie e secondarie. Senza chiudere alla possibilità – indicata da diversi atenei – di istituire un Corso di laurea triennale in Intelligence.

“La sicurezza di un Paese e dei suoi apparati politici e produttivi passa necessariamente per lo sviluppo e la crescita professionale delle persone che di sicurezza si occupano – ha detto Gaetano Manfredi, presidente Crui – e il rapporto avviato con il Dis grazie a questo accordo va esattamente nella direzione auspicata. Sia sul fronte delle tecnologie sia su quello dell’approfondimento delle conoscenze e delle competenze il sistema universitario e i ricercatori dei nostri Atenei possono fare molto. Ed è proprio attraverso la sinergia con le istituzioni che l’Università torna a svolgere il suo ruolo più autentico, ovvero quello di volano di opportunità per i giovani in settori strategici quali, appunto, quello della sicurezza”.

Il Dis, ha commentato invece nel suo intervento il direttore generale del dipartimento, il prefetto Alessandro Pansa, vuole “fare del rapporto Intelligence-Università un’alleanza strategica per la sicurezza nazionale. L’Università ha un grande compito da svolgere insieme a noi: pensare l’Intelligence, aiutarci a cogliere sfide culturali, mettendo a fuoco modelli efficaci per la protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali dell’Italia. Il mondo universitario – ha proseguito – è un nostro grande alleato e l’Intelligence vuole mettere a servizio dello Stato il meglio che viene elaborato dalla ricerca.

Il Comparto, attraverso la Scuola di formazione ha finora firmato con le università 17 accordi di collaborazione e 12 convenzioni. A tale percorso – ha rimarcato il prefetto che guida l’Intelligence italiana – occorre dare maggiore incisività inserendolo in una cornice unitaria sul piano nazionale. Uno strumento che ci consenta di mettere a sistema le iniziative, favorendo la creazione di pool interuniversitari. In questo modo da un rapporto uno-a-uno” si intende arrivare “a un coordinamento nazionale, strutturato e incisivo”, ha concluso Pansa.

Fonte: CyberAffairs