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La scuola nella nuvola: l’ITIS Cannizzaro di Catania a lezione di cloud computing

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La scuola nella nuvola: l’ITIS Cannizzaro di Catania a lezione di cloud computing

Grazie a un accordo tra la scuola catanese e l’Istituto nazionale di fisica nucleare i ragazzi scopriranno le potenzialità delle risorse in rete. Con l’adesione al progetto Garr si collegheranno a 100 Mbps

Grazie a un accordo tra la scuola catanese e l’Istituto nazionale di fisica nucleare i ragazzi scopriranno le potenzialità delle risorse in rete. Con l’adesione al progetto Garr si collegheranno a 100 Mbps

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Archiviare, elaborare e trasmettere dati utilizzando solo internet. È il cloud computing e si comincia a impararlo in un laboratorio anche a scuola, nell’Istituto tecnico industriale statale Stanislao Cannizzaro di Catania. Il progetto si chiama “Una scuola tra le nuvole” ed è stato reso possibile dalla collaborazione tra la scuola e l’Istituto nazionale di fisica nucleare, sezione di Catania (Infn). L’accordo firmato tra i due enti durerà tre anni e farà conoscere agli studenti catanesi concetti come l’open access e l’open science, l’accesso libero al sapere scientifico e a tutte le risorse disponibili in rete. E poi spazio a esperimenti e simulazioni per rendere più familiare ai ragazzi il mondo della scienza, al di là di formule e teorie scritte sui libri.

La scuola sulla banda ultralarga

L’Itis Cannizzaro di Catania ha potuto lanciarsi in questa avventura anche perché è una delle 130 scuole connesse con la fibra ottica alla rete Garr. Si tratta della rete di riferimento dell’Università e della ricerca in Italia e si occupa di promuovere lo sviluppo dell’istruzione grazie alla tecnologia. Il Consortium Garr si occupa della parte tecnica di interconnessione delle scuole sulla banda ultralarga. Grazie al Garr l’istituto Cannizzaro dispone oggi di un collegamento a 100 Mbps. Per Federico Ruggieri, direttore del Consortium GARR, si tratta di una autostrada digitale grazie al progetto GARR-X Progress finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Un mare di risorse in rete

Per il prof. Roberto Barbera, docente di fisica sperimentale e ricercatore dell’Infn questa intesa apre la strada a diverse iniziative concrete: «Creeremo un servizio di Identity Provider (Gestore di Identità Digitali) per l’accesso a risorse scientifiche e bibliografiche e a un archivio digitale di documenti e di dati». A promuovere l’open access nelle scuole sono sia l’Agenda per l’Italia Digitale, sia la Commissione Europea. Senza dimenticare l’attenzione dell’Unesco per lo sviluppo dell’Open educational resources. In sostanza, la possibilità di attingere in rete tutto ciò che serve per imparare, senza spese, sfruttando la tecnologia e abbattendo le disparità. La scuola nel frattempo si sta impegnando per attivare nelle sue strutture un sistema di calcolo basato sul cloud computing. E ha già ricevuto dalla sezione catanese dell’Infn delle macchine di calcolo. Ora non rimane che installarle e cominciare ad usare. Tutto rigorosamente con software oper source. Ai professori di informatica come Andrea Cavagna il compito di affiancare gli studenti nelle applicazioni scientifiche da realizzare sui nuovi strumenti. La scelta dell’Istituto nazionale di fisica nucleare risponde a uno dei cardini della sua attività: trasferire alla società conoscenze e tecnologie. La pensa così il Prof. Antonio Insolia, Direttore della Sezione INFN di Catania che esprime anche la volontà del suo istituto di continuare a collaborare con l’Itis Cannizaro.

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Orientamento alla ricerca

Per la scuola questa iniziativa è anche un’occasione per orientare gli allievi catanesi agli studi universitari e alla ricerca scientifica. Lo assicura la professoressa Giuseppina Montella, dirigente scolastico dell’Itis Cannizzaro: «La partecipazione della scuola alle attività del protocollo d’Intesa permetterà il coinvolgimento degli studenti degli ultimi due anni nella progettazione e realizzazione di attività sperimentali legate alle discipline scientifiche (le cosiddette STEM) ed al calcolo distribuito».