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Lug 19, 2016

Quali sono (e cosa fanno) le 15 migliori startup italiane del biotech

Promesse e realtà consolidate. Sono 15 le migliori startup italiane del biotech. Le abbiamo selezionate.

Una torta di 7,7 miliardi di euro. Questo è il valore del biotech in Italia secondo l’ultimo rapporto di Assiobiotech nel 2015. A trainare il settore le tecnologie applicate al campo della salute. Imprese consolidate e soprattutto tante startup con idee rivoluzionarie, round milionari e riconoscimenti in patria e all’estero. Ne abbiamo selezionate 15. Ecco la nostra lista.

1. Wise

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Fondata da un team di ricercatori guidati da Luca Ravagnan, la startup produce elettrodi, microcircuiti elettronici biocompatibili su gomma, che vengono inseriti all’interno del cervello o del midollo spinale per stimolarlo con piccoli impulsi elettrici. I neuro stimolatori possono essere usati per curare patologie come dolori cronici, epilessia e morbo di Parkinson. Wise ha raccolto round per 4,65 milioni di euro (tra i venture, Principia SGR e Atlante Ventures).

2Genenta Science

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Guidata da Pierluigi Paracchi, la startup sta sviluppando una terapia per introdurre un gene, con capacità terapeutiche, all’interno delle cellule staminali del midollo osseo. Questo porta l’organismo a creare una proteina con proprietà antitumorali. La startup ha ottenuto 11 milioni di investimento (Venture Capital Post).

3D-Eye

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Metti una cover sul cellulare e lo trasformi un una macchina che esegue lo screening retinico che agevola la scoperta e la diagnosi di malattie ed anomalie degli occhi (retinopatia diabetica, glaucoma, cataratta…). Il Ceo è Richard Sill che con la sua idea tra Padova e Stati Uniti ha convinto gli investitori (Innogest e Italia Ventures, tra gli altri) a investire 1,63 milioni di euro.

 

4. Tensive

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Un team di giovani con Alessandro Tocchio inventa una protesi al seno innovativa: si inserisce nel corpo della paziente, in un solo intervento, e poi si degrada per essere sostituita naturalmente da tessuto adiposo. Tensive ha vinto il Premio Marzotto (300mila euro) e ottenuto un finanziamento di 1,4 milioni di euro (Banca Esperia). La startup ha anche ricevuto un investimento di 250.000 euro da parte di Unicredit Start Lab, in compartecipazione con Invitalia Ventures SGR.

5. Scent

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La neoimpresa di Ferrara guidata da Nicolò Landini sta sviluppando strumenti di screening non invasivi che permettono di rilevare formazioni tumorali attraverso le analisi dei gas emessi dal corpo. Per la sua idea la startup ha vinto 300mila euro alla scorsa edizione del premio Marzotto.

6. Panoxyvir

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È tra i tre team vincitori di BioUpper, iniziativa che sostiene giovani talenti che vogliono creare una startup nel settore delle scienze della vita (promossa da Novartis e Fondazione Cariplo). 50mila euro al team che ha creato uno spray che combatte il raffreddore, in grado di far guarire la persona dal “rhinovirus”. Il progetto è ideato dal professore di virologia molecolare David Lembo, da quello di patologia generale Giuseppe Poli e dai due ricercatori Valeria Cagno e e Andrea Civra, è nato come start-up di 2i3t, l’incubatore delle imprese dell’Università di Torino.

7. BioBeats

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La startup crea app che monitorano lo stato di salute e abbassano il livello di stress dei dipendenti. Tra i cofondatori Davide Morelli, 40enne pisano, dottorando del dipartimento di informatica di Pisa. Sede in California, ma team di sviluppo tra Londra e Pisa. Recentemente, ha ricevuto un round di 2,28 milioni è frutto di un finanziamento da parte di tre venture, White Cloud Capital, Axa Strategic Ventures e IQ Capital.

 

8. Amiko

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Cosa fa? Usa sensori smart compatibili con medicinali (come inalatori per asma, penne per insulina, blister…) che mettono in comunicazione, attraverso un’app, paziente e medico. Lo scopo è monitorare le condizioni di salute del paziente e l’efficacia della terapia. La startup di Duilio Macchi ha raccolto un primo seed da Breed Reply . E’ tra le cinque finaliste del premio Marzotto nel 2015.

9. EVARplanning

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Tra i tre team vincitori di BioUpper, iniziativa che sostiene giovani talenti che vogliono creare una startup nel settore delle scienze della vita (promossa da Novartis e Fondazione Cariplo). 50mila euro per l’app concepita da Paolo Spada, chirurgo vascolare, che promette di aiutare i chirurghi a pianificare al meglio la riparazione endovascolare dell’aorta addominale e toracica.

10. Empatica

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Sviluppa dispostivi indossabili che rilevano tutta una serie di dati (battito cardiaco, livelli di stress, attività fisica giornaliera, controllo del sonno…). Come Embrace, primo wearable progettato per salvare la vita a chi soffre di epilessia. La tecnologia è usata da ospedali, università e aziende nel mondo (Harvard, Stanford, Microsoft Research, Nasa). Con Embrace ha ottenuto più di 782mila dollari su Indiegogo. Nel 2014 il primo round di finanziamento: 2 milioni da angel italiani e americani. Il Ceo è Matteo Lai.

 

11. Abiel

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Spin-off del CNR e dell’Università di Palermo, la startup è specializzata nella produzione di enzimi litici per la medicina rigenerativa e la terapia cellulare. Nel 2015 si è aggiudicata il Premio Unicredit StartLab. Il Ceo è Giulio Ghersi.

12. Braincontrol

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Ha ideato una soluzione che permette a chi soffre di patologie come Sla, sclerosi multipla, lesioni traumatiche o ischemiche, di comunicare con l’universo circostante. Il mezzo è una tecnologia (Brain Computer Interface) che interpreta la mappa elettrica di determinate attività celebrali e consente l’impiego per controllare dispositivi esterni. Vincitore del premio Marzotto nel 2012, è stato selezionato dall’incubatore inglese Breed Reply, specializzato nell’Internet of Things. Guida la startup Pasquale Fedele.

13. Personal Genomics

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Crea un test per leggere il patrimonio genetico delle persone via App e aiutare i medici nella diagnosi e prevenzioni di malattie gravi. Il team è guidato da Massimo Delle Donne, professore ordinario di Genetica e direttore del Centro di genomica funzionale.

 

14. Angiodroid

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L’idea: utilizzare un iniettore automatico di anidride carbonica come mezzo di contrasto per l’angiografia, la rappresentazione a scopo diagnostico dei vasi sanguigni e linfatici del corpo umano. Il founder è Sebastiano Zannoli che può contare sul sostengo di Innogest, ZernikeMeta Ventures e Italian Angels for Growth che hanno investito 1,5 milioni di euro nel 2015 e 900mila nel 2013.

15. Wrap

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Cerotti ideati con la stampante 3D formati da un materiale brevettato a base di chitosano o multipolimero, indicato per le ulcere dei pazienti affetti da diabete ed efficace nel trattamento di tutte le ferite croniche o chirurgiche. Wrap è tra i tre team vincitori di BioUpper, iniziativa che sostiene giovani talenti che vogliono creare una startup nel settore delle scienze della vita (promossa da Novartis e Fondazione Cariplo). 50mila per sviluppare l’idea e portarla sul mercato.

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