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Ericsson è a caccia di giovani talenti in Italia. E firma un protocollo con il Miur

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Ericsson è a caccia di giovani talenti in Italia. E firma un protocollo con il Miur

Il protocollo d’intesa prevede percorsi di alternanza scuola-lavoro e tirocini in azienda per studenti delle scuole superiori e delle università

Il protocollo d’intesa prevede percorsi di alternanza scuola-lavoro e tirocini in azienda per studenti delle scuole superiori e delle università

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Mettere tutti, e soprattutto i giovani, nella condizione di trovare un lavoro dignitoso, che possa sostenere loro e le loro famiglie, e che possa contribuire alla crescita economica del proprio Paese. E’ uno dei 17 obiettivi che i leader delle Nazioni Unite si sono dati nel 2015 sottoscrivendo l’agenda dei Global Goals per lo sviluppo sostenibile. Proprio all’ottavo obiettivo per lo sviluppo globale è stata dedicata la XVII edizione dell’evento annuale Ericsson “Giovani, Innovazione, Crescita – Obiettivo 8” organizzato dal colosso svedese al Senato della Repubblica per fare il punto sullo stato dell’innovazione in Italia in rapporto allo sviluppo sociale. Durante l’evento, l’azienda è passata dalle parole ai fatti: l’amministratore delegato di Ericsson in Italia, Nunzio Mirtillo, infatti, ha firmato un accordo con il ministero dell’Istruzione per impegnarsi attivamente nella diffusione delle competenze digitali tra gli studenti, in modo da favorire la spendibilità dei loro talenti sul mercato del lavoro di domani, che sempre più richiede – in tutti i settori – capacità di muoversi nel mondo delle tecnologie.

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L’accordo Ericsson-Miur in 4 punti

Il protocollo d’intesa sottoscritto da Mirtillo e dal ministro Stefania Giannini mira da una parte a inserire nei percorsi formativi scolastici momenti di studio incentrati sulle competenze digitali, dall’altra favorire il passaggio dalla scuola al mondo aziendale attraverso esperienze di alternanza scuola-lavoro.

L’accordo si struttura in quattro parti: prima di tutto l’azienda metterà a disposizione delle scuole esperti e strumenti tecnologici per offrire agli studenti esperienze di alternanza scuola-lavoro di spessore. Ericsson offrirà a scuole superiori e università una selezione di corsi della Ericsson Academy, la piattaforma cloud per l’e-learning che l’azienda utilizza per formare dipendenti e partner. Le ultime due parti del protocollo puntano ad aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro: Ericsson si è impegnato ad attivare tirocini curriculari ed extracurriculari in ambito tech sia per studenti liceali sia per gli studenti universitari che vogliono sviluppare progetti, laboratori e tesi di laurea in ambito ICT e telecomunicazioni. Infine, verrà promosso il Programma EGO tra gli studenti e gli spin-off universitari, in un’ottica di open innovation, per stimolare lo sviluppo di startup.

Lo sviluppo del lavoro giovanile e la ricetta di Farinetti

«Dobbiamo affiancare la scuola alle tecnologie che ci circondano. Cambiare i programmi scolastici è necessario, il coding è necessario, non si può più rimandare. Perché i mestieri del futuro sono quelli che ancora non esistono» ha detto Cesare Avenia, presidente Ericsson Italia che è intervenuto alla giornata. Anche l’ad dell’azienda, Nunzio Mirtillo, ha sottolineato come “le nuove generazioni rappresentano una leva fondamentale per la crescita e la competitività delle aziende, ma devono acquisire competenze e professionalità in linea con le richieste del mercato”.

Alla giornata organizzata da Ericsson hanno partecipato anche gli studenti di alcune scuole del Lazio che hanno avuto l’occasione di fare domande agli esperti presenti, sul protocollo e in generale sulle loro prospettive. Una delle domande è stata rivolta a Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia, e verteva sulle startup. Secondo Arcuri ormai ci sono «sempre meno giovani che sono alla ricerca di un lavoro che qualcuno gli offre, e sempre più giovani che cercano di inventarselo». Il mercato delle startup, ha sottolineato Arcuri, è in forte crescita, è un bacino che riesce a creare molti nuovi posti di lavoro anche se rimangono dei problemi strutturali legati agli investimenti: «Non siamo un paese pronto per sostenere le startup: un ruolo molto importante ce l’hanno le grandi imprese e le banche che possono sostenerlo». L’ultimo consiglio – anzi la ricetta – alla platea di studenti l’ha data Oscar Farinetti, interrogato sulla chiave del successo di un’azienda: «Il successo delle aziende dipende dal livello delle persone. Le persone hanno successo quando sanno interpretare il territorio e quando fanno l’esatto contrario di quello che gli viene insegnato a scuola, cioè pensare globale e agire locale. Bisogna fare il contrario: pensare locale e agire globale. Ma soprattutto muoversi e scollarsi dalla generazione che vi ha preceduti, la mia, che vi ha lasciati pieni di debiti. La prima cosa da fare è non seguire i nostri consigli!».

@carlottabalena