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Intesa SanPaolo e Quadrivio lanciano un fondo di venture da 120 milioni

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Intesa SanPaolo e Quadrivio lanciano un fondo di venture da 120 milioni

L’obiettivo è raccogliere 120 milioni di euro da destinare alle aziende emergenti. L’amministratore delegato sarà Davide Turco, responsabile dell’area venture capital della banca

L’obiettivo è raccogliere 120 milioni di euro da destinare alle aziende emergenti. L’amministratore delegato sarà Davide Turco, responsabile dell’area venture capital della banca

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Un nuovo fondo per investire in aziende e innovazione. Lo costituiranno Imi investimenti, società controllata al 100 per cento da Intesa SanPaolo, Quadrivio Italia e i manager delle rispettive aree venture capital. Nascerà così la nuova Sgr. L’obiettivo è raccogliere 120 milioni di euro da riservare alle aziende emergenti. La partecipazione sarà per il 40 per cento di Intesa SanPaolo e Quadrivio. Un 20 per cento andrà invece al team guidato da Davide Turco, responsabile dell’area Venture Capital della banca. Sarà lui l’amministratore delegato della nascente Sgr. A presiedere il consiglio di amministrazione andrà invece Elizabeth Robinson che attualmente dirige gli investimenti venture capital in Quadrivio.

Italia ancora indientro negli investimenti in Startup

Sotto la lente del nuovo fondo andranno tutte le imprese in sviluppo che potranno così ricevere finanziamenti. Dei 120 milioni a cui il nuovo fondo aspira, 70 sono già forniti dai soci fondatori. I settori interessati hanno a che fare soprattutto con l’alta tecnologia: diagnostica medica, internet of things, circular economy. Il fondo potrà rappresentare anche un seed capital al quale le imprese promettenti potranno attingere. Quella di Sgr è solo l’ultima iniziativa in termini di tempo nel venture capital. E si aggiunge agli investimenti di venture capital degli ultimi anni in Italia. Secondo i dati di Aifi riportati dal Sole 24 ore, però, l’Italia è ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei in questo senso. Nel 2015 ci sono state solo 122 operazioni e 74 milioni di euro destinati alle aziende emergenti. E il confronto è ancora più negativo se si guarda al lungo periodo. Tra il 2012 e il 2014 gli investimenti italiani in startup si sono fermati a 259 milioni di euro mentre la Gran Bretagna ha messo a disposizione 1,8 miliardi. In sostanza, quello che l’Italia è stata in grado di raccogliere in quindici anni.