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Da Treviso a Londra per diventare chef crudista. La storia di Lorena

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Da Treviso a Londra per diventare chef crudista. La storia di Lorena

Lorena Loriato ha lasciato il lavoro di ufficio stampa per seguire la passione per il cibo e diventare chef crudista in Inghilterra

Lorena Loriato ha lasciato il lavoro di ufficio stampa per seguire la passione per il cibo e diventare chef crudista in Inghilterra

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Diventare un punto di riferimento per gli italiani a Londra. Della cucina “raw”, il crudismo. Che da noi è ancora una nicchia, ma a Londra è un trendLorena Loriato in Italia si occupava di uffici stampa in ambito musicale. Tre anni fa si è trasferita a Londra e ha deciso di cambiare vita. “Tutto deriva dalla mia ricerca di un equilibrio alimentare, di un buon rapporto con il cibo”, racconta. Una volta incontrato il crudismo le si è aperto un nuovo mondo: “Ho iniziato a stare meglio su tutti i fronti, anche su quello psicologico. – spiega – E ho deciso di trasformarlo in un lavoro”. Oggi Lorena è una chef crudista freelance.

Prima di tutto: che cos’è il crudismo? “Crudismo – risponde Lorena – non significa altro che rispettare il cibo così come la natura lo offre. Il raw food garantisce dunque il mantenimento di tutte le proprietà nutritive degli alimenti”. Un tipo di dieta che prevede il consumo unicamente di cibi crudi e non lavorati. Può essere poi vegetariana o vegana, ma non sempre.

Tra i prodotti più utilizzati, oltre a frutta, verdura, frutta secca, bacche e semi, ci sono condimenti diversi da quelli usati tradizionalmente e i cosiddetti “superfood”. Degli esempi? Al posto dello zucchero si usa quello di cocco e lo stesso vale per l’olio, l’unico che anche scaldato non produce sostanze dannose. Il sale è solamente integrale o si sostituisce con il succo di sedano. I superfood, invece sono cibi ad alto contenuto di nutrienti in piccole dimensioni: dal cacao all’alga spirulina, passando per la chlorella (un’alga ricca di proteine), la canapa o le bacche di goji.

La regola di base, comunque, è non cuocere. Mai. Scaldare si può. Fino a un massimo di 46 gradi. Come? Con l’essiccatore che fa le veci del sole o frullando velocemente fino a non superare la temperatura consentita.

Una chef crudista freelance

A Londra si può tutto. Anche diventare chef freelance diversificando la propria attività. Dopo una serie di corsi e studi sul raw food e dopo essere diventata la referente dello chef crudista Vito Cortese e del suo progetto Nudo&Crudo in UK, Lorena ha aperto la sua Ltd. Oggi si divide tra corsi collettivi di cucina crudista, corsi a famiglie o agli chef dei vip a Londra, consulenze in ristoranti crudisti per studiare e stendere i menu e giornate in cucina.

Corsi di cucina

I corsi di cucina crudista di Lorena durano un minimo di due giorni. “Si inizia controllando con il padrone di casa o lo chef che cosa c’è in dispensa, – racconta – poi si passa a scegliere che cosa si vuole preparare e si va insieme a fare la spesa nel posto abituale, così da non stravolgere le abitudini della persona”. In seguito si torna a casa e se c’è un essiccatore si preparano i cibi che vanno essiccati: “Il processo richiede parecchie ore”. Il giorno dopo si inizia: “Arrivo con la mia valigetta con alcuni strumenti, superfood che non si trovano e qualche salsina già preparata da me e si inizia a cucinare per sei ore fino all’impiattamento e all’assaggio”. Di solito, racconta, ci si diverte molto.

Al ristorante

Altri giorno Lorena lavora nei ristoranti. A volte si sdoppia e trascorre metà giornata al Tania’s Cafè dove si occupa prevalentemente della preparazione dei dolci e metà al Nama, ristorante raw food e vegano a Notting Hill, dove lavora in cucina ma studia anche i menu e i nuovi piatti da proporre.

English vegan breakfast

Non solo crudismo: Da pochi mesi Lorena ha aperto un blog che consiglia agli italiani che vanno a Londra le migliori colazioni vegane. “In tanti mi contattavano per chiedermi dove trovare alternative vegane all’English food a Londra – dice – per questo ho deciso di andare a provare una colazione vegana a settimana e raccoglierle in un blog”.