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Da Iron Ox la prima fattoria autonoma

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Da Iron Ox la prima fattoria autonoma

Una produzione alimentare sostenibile in grado fornire varietà annuali, coerenti, prive di limiti di stagionalità e fluttuazioni dei prezzi. Un processo guidato dalla robotica per garantire una fornitura stabile di cibo fresco e nutriente. Iron Ox reinventa l’agricoltura

Una produzione alimentare sostenibile in grado fornire varietà annuali, coerenti, prive di limiti di stagionalità e fluttuazioni dei prezzi. Un processo guidato dalla robotica per garantire una fornitura stabile di cibo fresco e nutriente. Iron Ox reinventa l’agricoltura

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Iron Ox ha lanciato a San Carlos, in California, la prima fattoria completamente autonoma al mondo, sfruttando i progressi nelle scienze vegetali, nell’apprendimento automatico e nella robotica.

 

Il sistema di monitoraggio delle piante, la loro crescita, i sensori che li sorvegliano e il sistema idroponico, vengono controllati da un servizio basato su cloud che indica ai robot quali operazioni eseguire. I robot stessi, però, eseguono questi compiti autonomamente.

 

I robot di Iron Ox utilizzano inoltre l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale per rilevare parassiti e malattie, e possono così rimuovere le piante infette prima che il problema si diffonda, danneggiando più parti del raccolto.

Un lungo processo di crescita

L’apertura di una fattoria autonoma non è stata però un’operazione semplice, e ha richiesto duro lavoro oltre a sofisticate conoscenze di ingegneria. Le tempistiche di perfezionamento dei robot agricoli attuate da Iron Ox per curare le sue fattorie al coperto sono state di circa due anni e mezzo, in cui i sistemi sono stati dapprima testati su piccola scala.

 

La sfida più difficile, secondo i fondatori, è stata l’implementazione di una forma di controllo delle piante attraverso le telecamere presenti nei robot e la successiva pianificazione dell’operazione di raccolta dei prodotti, che non è sempre uniforme.

 

Iron Ox non è l’unica azienda che deciso di lanciarsi in tale avventura. Altri esempi, come Bowery e Plenty, mirano ad utilizzare le più recenti tecnologie per produrre in modo sostenibile colture vicino alle città.
Tuttavia, Iron Ox è il primo ad automatizzare completamente il processo di crescita e a progettare completamente il suo sistema attorno alle capacità del robot.

 

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Qualità e sostenibilità

 

L’obiettivo di Iron Ox è di costruire fattorie più piccole vicino ai centri urbani, in grado di offrire i prodotti più desiderabili e freschi disponibili con varietà annuali, prive di limiti di stagionalità e fluttuazioni dei prezzi.

 

“In questo momento i prodotti freschi non sono poi così freschi, ma viaggiano in media 2.000 miglia dalla fattoria al negozio di alimentari, il che significa che molte persone mangiano lattuga o fragole di una settimana”, ha spiegato Alexander Brandon, Ceo di Iron Ox.

 

Il tipo di prodotti su cui si concentra l’azienda, infatti, negli Stati Uniti sono coltivate in California e in Arizona soprattutto durante i mesi invernali, quando è più freddo nel resto del paese. Ciò significa che una lattuga romana venduta sulla costa orientale a gennaio ha spesso percorso lunghi tragitti per arrivarci.

La produzione: l’equivalente di una fattoria da 4000 metri quadri

 

La fattoria si concentra attualmente sulla produzione di verdura a foglia verde ed erbe, valutandone l’aumento progressivo della disponibilità, qualità e sapore. Ad oggi tra le verdure si possono trovare lattuga romana, lattuga e cavolo, oltre ad erbe aromatiche tra cui basilico, coriandolo ed erba cipollina, ma l’azienda prevede di espandersi in altre colture, come i pomodori, nei prossimi anni.

 

L’attuale struttura può produrre circa 26.000 piante all’anno ed è equivalente a una fattoria all’aperto di 4000 metri quadri, sebbene questa sia ovviamente al chiuso e molto più densamente popolata. Una fattoria idroponica al coperto può infatti ottenere una produzione 30 volte superiore a quella di una fattoria all’aperto nel corso di un anno, impiegando molto meno spazio, oltre ad un risparmi del 90% di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale.

 

Attualmente Iron Ox coltiva i suoi prodotti utilizzando luci a LED, tuttavia il progetto prevede la costruzione di serre a luce naturale, un approccio che utilizza meno energia rispetto ad altre forme di agricoltura moderne.

L’azienda mira a rendere i suoi prodotti, non OGM e privi di antiparassitari, economici come nell’agricoltura tradizionale.

 

Ad oggi, Iron Ox ha raccolto 6 milioni di dollari in fondi di avviamento, guidati da Eniac Ventures.

 

I robot

 

Per la fattoria al coperto media, attività come la raccolta, la semina e l’ispezione delle piante avvengono migliaia di volte al giorno. Questi compiti ripetitivi e laboriosi sono perfetti per la robotica che, integrata dell’apprendimento automatico e la visione artificiale, è in grado di garantire una risposta a ciascuna esigenza, dalla semina al raccolto, ottimizzando inoltre l’efficienza dello spazio, poiché durante tutto il loro ciclo di vita alle piante viene fornito solo lo spazio di cui hanno bisogno.

 

I robot che attualmente si occupano della coltivazione sono due: Angus, un macchinario che si occupa di raccogliere le grandi scatole idroponiche in cui il prodotto cresce trasportarle in giro per la serra, e Iron Ox’s, un braccio robotico responsabile di tutti i compiti di manipolazione, come la semina, il trapianto e la raccolta dei prodotti.

 

 

“Una delle cose grandiose dei robot è che non si stancano davvero e non si preoccupano veramente di quali ore lavorano, e così finché hanno carica nelle batterie, possono andare avanti” ha dichiarato il co-fondatore Jon Binney.

 

Una visione particolare del mercato del lavoro che non mancherà di sollevare qualche sopracciglio.