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Cyber Evolution la startup che fa sicurezza informatica per le PMI

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Cyber Evolution la startup che fa sicurezza informatica per le PMI

Genesi e sviluppo della startup Cyber Evolution e del device LECS (Last Electrical Cyber Security)

Genesi e sviluppo della startup Cyber Evolution e del device LECS (Last Electrical Cyber Security)

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Sono innovativi come la loro startup, sono completamente italiani, di Ascoli per la precisione e sono Cyber perché si occupano di sicurezza informatica ed in particolare, il loro ultimo progetto, pluripremiato e di rilievo, punta a coprire il gap di sicurezza per PMI e professionisti che sono sprovvisti di soluzioni di Cybersecurity di “taglia” adeguata. Per queste piccole realtà il problema principale è non poter spendere per soluzioni di tipo corporate che sono spesso inadatte per le loro esigenze. Ma si affiancano anche: cronica sottostima del rischio Cyber, poca conoscenza delle minacce e la convinzione della eccessiva complessità di cui occuparsi.

Parliamo dei componenti del team di Cyber Evolution, premiati all’ultima edizione 2020 del WMF-Web Marketing Festival, di novembre sulle piattaforme dedicate, per il loro progetto LECS, acronimo di Last Electrical Cyber Security che è stato selezionato tra i sei finalisti assoluti, dei 700 progetti concorrenti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Abbiamo voluto incontrare i cinque soci fondatori della startup, perché in un paese oggi in crisi pandemica ed economica, è importante parlare di tutte quelle realtà italiane, innovative che tracciano la strada in un campo come la sicurezza informatica normalmente affollato di tecnologie americane e israeliane. Inoltre, poiché è da tempo che sulla scia delle normative europee e dei recepimenti nazionali si enfatizza l’esigenza di dare vita e nutrire la tecnologia italiana per l’Italia e i talenti del nostro paese, allora il team CyberEvolution costituisce una bella realtà da conoscere. Abbiamo intervistato i cinque soci fondatori, Tonino Celani (Presidente CdA), Paoloni Pio Piero (Vicepresidente e Responsabile Marketing e Finanza, Roberto Camerinesi (responsabile tecnico Cyber Security ed inventore di LECS), Marco Camerinesi (Progect Manager e Responsabile area domotica assistenziale) e Romanucci Paolo (responsabile commerciale)

 

Quando è nata la startup Cyber evolution e di cosa si occupa? 

Pio Paoloni: “La startup è stata costituita nel Giugno del 2018, ma è diventata effettivamente operativa dal 2019. Nasce da un mix di competenze trasversali e sinergiche che avevamo tra i vari ambiti di competenza e un giusto mix di gioventù ed esperienza. Abbiamo competenze tecniche di altissimo profilo, competenze amministrative e manageriali, dal mondo della consulenza e finanza e commerciali: tutte coesistono in armonia per conseguire insieme un percorso importante di crescita. Ci occupiamo prevalentemente di Cyber Security ed innovazione nel campo ICT, con progetti e skills anche nella domotica assistenziale. Nel campo della cybersecurity, il nostro obiettivo è innovare e capillarizzare la sicurezza delle reti proponendo servizi e device IoT ad hoc per tali finalità, coniugando sicurezza tecnica ed accessibilità user-friendly delle innovazioni sviluppate. Abbiamo già avuto esperienze positive in tal senso ed attualmente il progetto di rilievo più ambizioso ed in corso è LECS (Last Electrical Cyber Security), presentato all’ultima edizione del WMF nelle sue diverse varianti applicative e di cui deteniamo il brevetto Nazionale e l’Estensione PCT in corso”.

 

Come vi è venuta l’idea e in cosa consiste il dispositivo da voi brevettato?

Roberto e Marco Camerinesi: “L’idea nasce dall’obiettivo di innovare radicalmente le soluzioni attuali, con la finalità aggiuntiva di “portare” cyber security dove oggi ancora non c’è o vi sono le maggiori criticità, bypassando i problemi delle implementazioni di security anche in environment più piccoli quali privati e tutte le PMI. La Network security è poco presidiata per PMI, professionisti e coloro che si occupano di vendita al dettaglio. In questi ambienti professionali, domestici, pubblici, gli ostacoli sono rappresentati dalla scarsa implementazione di misure di sicurezza di rete considerate articolate e complesse da implementare da parte di personale non altamente qualificato e con conseguenti elevati costi di gestione. Ci siamo resi conto del gap rappresentato dai costi dei sistemi sicurezza sia per installazione sia per la gestione da parte di PMI e liberi professionisti. I problemi sono estesi anche a causa espansione di fenomeni quali Industria 4.0, SmartWorking, DAD, e l’enorme diffusione delle applicazioni IoT in ogni ambito della vita quotidiana e lavorativa. Quindi avendo identificato un’area scoperta, abbiamo creato un tool plug & play semplice ma efficace per la protezione di reti piccole con dati critici. Il device consiste in un dispositivo IoT che, collegato alla rete, monitora in modo passivo tutti i movimenti anomali, eventuali attacchi o scansioni da parte di malware o cracker e blocca la minaccia attuando contromisure adeguate e proporzionate in relazione alla criticità dell’attacco.

 

Che innovazione apporta per il campo della Cybersecurity ?

Roberto e Marco Camerinesi: “E’ il primo approccio a livello internazionale di tipo plug & play (si autoconfigura da solo) nella cyber sicurezza, ed è fornito di un attuatore di scollegamento energetico per attacchi estremi, rendendo così la minaccia preventivamente inefficace. Non è invasivo e non causa colli di bottiglia, funziona per qualunque tipo di rete di dispositivi digitali. Collegato allo switch monitora traffico, effettuando analisi passiva e anomaly detection (simil IPS) attuando eventualmente contromisure graduali e adeguate al pericolo (usa Machine Learning per imparare e apprendere il contesto). Nel peggiore dei casi, un attacco critico arriva a scollegare energeticamente la rete, (in gergo “taglia i fili” della connettività n.d.r.). LECS non è raggiungibile dall’esterno della rete e comunica solo in uscita con i dispositivi locali per notifiche di allarme e con il server centrale con cui scambia dati di intelligence e di esperienza. Le comunicazioni riguardano la sola telemetria. Eventuali rischi di attacco MITM (Min In The Middle n.d.r.) sono evitati dalla crittografia e dal controllo effettuato sui pacchetti. Sono disponibili cinque versioni (appliance) a seconda delle esigenze di scalabilità per il numero di utenti/applicazioni da proteggere. Nell’ottica di protezione in ambito industria 4.0, LECS implementa una protezione per i sistemi cyberfisici agendo a livello due, tre e quattro della pila iso/osi. Sul device sono attualmente attivi alcuni brevetti fra cui l’isolamento delle funzioni di rete. LECS è utilizzabile in tutti gli ambiti digitali: Cloud, Mobile, Big Data, Industria 4.0, eCommerce & Payment, Internet of Things, Automotive, Artificial Intelligence, Realtà Aumentata e Virtuale, Smart Working, Didattica a Distanza (DaD), ma anche in prospettiva Blockchain, 5G. nell’ambito dell’IoT protegge apparati di rete come stampanti, telecamere, caldaie smart ed impianti domotici in genere”.

 

Che difficoltà avete dovuto superare o quale è stata la maggiore? 

Pio Paoloni: “Sicuramente il significativo impegno nella progettazione a monte: rendere un device autoconfigurante è un’operazione complessa con molti aspetti da considerare, correlata  allo sviluppo di una serie di soluzioni tecnologiche innovative per le specifiche funzionalità. Altra criticità affrontata è la definizione rapporto ottimale fra qualità, prezzo, prestazioni per lo sviluppo industriale del “case”. La strategia definita e condivisa è implementare diversi modelli di “case” e di LECS, (cinque attualmente) scalabili in base alla tipologia di utente/applicazione, prevedendo anche un modello di alta gamma nel design con elevata possibilità di customizzazione e personalizzazione dello stesso “case”. In generale, una grande difficoltà, incontrata principalmente a livello organizzativo ed “umano”, è stata quella di riuscire a coniugare per circa 24 mesi lo svolgimento di lavori “quotidiani” autofinanziandoci e lavorando nei ritagli di tempo rispetto ai lavori principali. Volontà e spirito di “sacrificio”, sinergia e complementarità nelle diverse competenze dei soci fondatori, sono stati fattori critici di successo nel percorso di crescita avuto sino ad oggi. Un ulteriore difficoltà è stata quella di creare qualcosa di differenziale nuovo ed efficace rispetto ai competitor molti dei quali sono grandi e con risorse maggiori. Oggi la nostra maggiore challenge risiede nella fase di industrializzazione.

 

Avete avuto dei riconoscimenti o avete in mente di partecipare a round di finanziamento?

A novembre 2020 stiamo stati selezionati tra le 6 finaliste assolute del WMF ed abbiamo vinto 6 premi sponsor al WMF, tra cui i premi prestigiosi IAG (Italian Angels for Growth) e Startup Wise Guys (accelleratore europeo). Regione MArche ha ritenuto valido ed ammissibile a cofinanziamento un successivo nostro progetto di investimento produttivo per la fase di Industrializzazione dell’attività. Nel corso del 2020 abbiamo avuto riconoscimenti e patrocini da parte del Comune di Ascoli Piceno, Provincia, Regione Marche e Confindustria Regionale. Peccato che in questo momento le manifestazioni di interesse nazionale ed internazionali siano in stand by, altrimenti avremmo sicuramente partecipato ad eventi e fiere per far conoscere il nostro progetto ed internazionalizzarlo.

In prospettiva valuteremo con estremo interesse il percorso di crescita ed accelerazione proposto anche da soggetti investitori istituzionali, così come potranno essere attivate campagne di Crowfonding mirate, ma un primario interesse attuale è rafforzare le partnership commerciali affidabili per l’espansione nazionale e sui mercati esteri. Sul fronte operativo collaboriamo stabilmente con l’università di Camerino. Infatti, siamo stati selezionati come Knowledge Provider dall’Università di Camerino per l’assegnazione di un Innovation Voucher sul progetto “Go Alone To Sea” (GATS) nell’ ambito dell’iniziativa “BLUE – BOOST” a valere sul programma Europeo ADRION.

 

Che progetti ci sono per il futuro?

Attualmente stiamo concludendo con successo la fase di sperimentazione del progetto LECS, con diversi dispositivi IoT installati e monitorati costantemente presso PMI, studi professionali ed amministrazioni; il prossimo step, entro Marzo 2021,  sarà l’industrializzazione dei processi produttivi del sistema, realizzata qui ad Ascoli Piceno, a fronte delle strategie organizzative e commerciali condivise nel nostro piano di sviluppo e business plan. Riteniamo strategica e prioritaria la scelta di progettare, produrre ed investire in Italia, ed in particolare nella zona di Ascoli Piceno. Vogliamo infatti fornire il nostro contributo per il rilancio del territorio e per fronteggiare la difficilissima situazione di crisi economica ed occupazionale che continua a contraddistinguere la nostra area industriale peggiorata attualmente dalla pandemia Covid -19. Abbiamo avviato i primi accordi commerciali e di futura distribuzione, ma siamo comunque alla ricerca di partner commerciali forti che ci consentano di vendere il nostro sistema sia in Italia che all’estero. Oggi puntiamo inizialmente al mercato business e della pubblica amministrazione, ma il nostro obiettivo è quello di capillarizzare LECS anche all’interno delle abitazioni, quindi di rendere il nostro progetto altamente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico per tutti dall’ambito industriale a quello domestico.  Parallelamente al nostro core business della sicurezza informatica intendiamo accrescere il nostro know-how e cogliere le potenzialità di sviluppo anche nell’area della domotica assistenziale, che risulta comunque per noi importante nell’ambito della mission generale di contribuire alla crescita della capacità innovativa del nostro sistema paese e dei giovani talenti presenti in maniera etica e sostenibile.