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Arriva il vademecum per l’utilizzo consapevole delle chat di gruppo Whatsapp per i genitori

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Arriva il vademecum per l’utilizzo consapevole delle chat di gruppo Whatsapp per i genitori

Avviato processo per favorire la comunicazione tra genitori e con gli insegnanti di bambini e ragazzi

Avviato processo per favorire la comunicazione tra genitori e con gli insegnanti di bambini e ragazzi

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Tutti contro le chat di Whatsapp o quasi. Quanti di noi sono inseriti in una chat di gruppo del noto servizio di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook? Praticamente tutti, nessuno escluso: dalla chat di lavoro a quella dei parenti, passando a quella dei genitori degli studenti.

 

Un uso sano della chat

Ed è propria su queste che il dibattito infervora: sono o non sono diseducative? Più volte, infatti, i dirigenti scolastici hanno invitato i padri e le madri degli studenti a un uso sano della chat e non farla diventare un surrogato dell’insostituibile contatto umano.

Attraverso questo strumento i genitori sollevano i figli dalle proprie responsabilità. Un esempio pratico: se un ragazzino si dimentica di scrivere i compiti sul diario, non ha preso appunti in classe, ecco in soccorso il gruppo di Whatsapp dei genitori.

Il risultato sarà risolto senza sforzo e l’impreparato per non aver studiato verrà scongiurato. Poi c’è il problema dei voti: sconcertante la comparazione dei voti dei figli tramite il gruppo. Un ragazzo ha preso 5, l’altro 7 con accuse ai professori.

I gruppi possono creare danni, trasformandosi in pettegolezzi virtuali, con continui giudizi o commenti su bambini e insegnanti: pertanto più volte i dirigenti scolastici hanno invitato ad una seria riflessione a considerare il gruppo solo un veloce mezzo di diffusione di informazioni.

 

L’iniziativa del Comune di Ravenna

A Ravenna il Comune ha avviato un’interessante iniziativa, proponendo un vademecum ad hoc per i gruppi di Whatsapp dei genitori di bimbi nelle scuole per l’infanzia.

Lo strumento è un elenco di buone pratiche e sarà presentato a partire da questa settimana durante le assemblee delle scuole dell’infanzia comunali ai genitori dei bambini. Il vademecum nasce per iniziativa degli assessorati alla Smart city e all’Istruzione e infanzia.

La regola principali è quella di usare il gruppo come una “bacheca virtuale”, pubblicando quindi solo avvisi, informazioni e iniziative che riguardano la sezione frequentata dai bimbi.

Per agevolare le prassi di buon senso, è prevista l’individuazione di moderatori: una sorta di “facilitatori della comunicazione”, in grado di “indirizzare” il gruppo.

Moderatori o moderatrici del dialogo in chat che promuovano la creazione delle chat e soprattutto che sia in grado di ricordare al gruppo alcune piccole ma importanti strategie: concentrarsi solo sulle comunicazioni di servizio, indirizzare alle maestre i genitori che evidenzino problematiche/critiche, stimolare incontri con confronti dal vivo direttamente con le persone coinvolte qualora se ne crei il bisogno o il desiderio.

I moderatori dei gruppi chat di genitori saranno successivamente invitati ad un incontro di formazione e confronto con l’assessore alla Smart city e con gli operatori di Agenda digitale, in modo da elaborare insieme ulteriori strategie per usare in modo utile ed efficace le chat.

“Si tratta di un’iniziativa utile – spiegano gli assessori Giacomo Costantini, Smart city, e Ouidad Bakkali, Istruzione e infanzia in una nota – che favorisce i rapporti tra i genitori e gli insegnanti. Le tecnologie se utilizzate correttamente devono semplificarci la vita e non essere fonte di stress ed ansie, inoltre questo progetto vuole contribuire al mantenimento di relazioni costruttive e cordiali, evitando appunto che si possano generare incomprensioni”.

Il “decalogo” stesso è frutto di uno sforzo collaborativo: è stato redatto da un gruppo di pedagogiste comunali, insegnanti e genitori degli alunni, dopo la distribuzione di un questionario in sei scuole dell’infanzia. Al questionario, che raccoglieva punti di vista rispetto all’utilità e ai limiti delle chat, hanno risposto 140 genitori e 30 insegnanti.