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RAEE, non chiamateli rifiuti. Nei vostri smartphone un tesoretto in Terre rare

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RAEE, non chiamateli rifiuti. Nei vostri smartphone un tesoretto in Terre rare

Gli italiani hanno accumulato un tesoro di 200 milioni di pezzi. In ogni cellulare custoditi 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 mg di argento e 24 mg di oro

Gli italiani hanno accumulato un tesoro di 200 milioni di pezzi. In ogni cellulare custoditi 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 mg di argento e 24 mg di oro

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Alzi la mano chi tra voi ha dimenticato in qualche cassetto un vecchio smartphone che ha smesso di funzionare anni fa o che ha come sola colpa quella di essere passato di moda. Chi ha accatastato in soffitta computer in disuso e televisori a tubo catodico o registratori VHS. Più o meno tutti. Perché noi italiani, anche se non c’è un motivo in particolare, agli elettrodomestici ci affezioniamo e, al posto di portarli in discarica, preferiamo accantonarli per il futuro, non sia mai che riprendessero a funzionare o tornassero nuovamente in auge. Ecco, sappiate che state consegnando alla polvere e all’oblio un piccolo scrigno di Terre rare e metalli preziosi che, se recuperati, potrebbero invece tornare a vivere in nuove apparecchiature, soprattutto dato che queste risorse, oltre a essere “rare”, sono pure limitate e presto o tardi si esauriranno. Ecco perché è importante riciclare i RAEE.

Cosa sono i RAEE e le AEE?

Partiamo dalle basi. Con AEE si intende le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, trasferimento e misurazione di queste correnti e campi e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua. Con l’acronimo RAEE ci si riferisce invece ai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Dati: Consorzio ERP Italia

Come si smaltiscono i RAEE?

Consorzio Remedia ricorda che cittadini possono conferire gratuitamente i propri RAEE utilizzando i servizi messi a disposizione dai Comuni o dalle aziende di servizio ambientale (Centri di raccolta, stazioni mobili, ritiro a domicilio) o conferire gratuitamente i RAEE al punto vendita, usufruendo del servizio 1 contro 0 per le AEE di piccole dimensioni (lato lungo max 25 cm), oppure al momento dell’acquisto di un prodotto equivalente (1 contro 1). I RAEE domestici raccolti presso i Centri di Raccolta dei Comuni vengono quindi presi in carico da Remedia e trasportati in appositi impianti per il successivo trattamento. Per quanto riguarda i RAEE professionali, questi sono raccolti direttamente presso le aziende, enti e istituzioni per essere anch’essi trasportati presso gli impianti.

Gli obblighi dei cittadini

I cittadini secondo la normativa RAEE sono tenuti a:

  • Separare i RAEE dagli altri rifiuti

 

  • Non togliere e/o smontare parte delle apparecchiature e non manometterle;

 

  • Conferire questi rifiuti alla distribuzione o in alternativa, al Centro comunale di raccolta o al servizio su chiamata attivato dal Comune.

Gli obblighi dei distributori

I distributori di AEE sono obbligati a ritirare gratuitamente un RAEE domestico del quale l’utente/cliente intende disfarsi, nel momento in cui viene consegnata un’apparecchiatura nuova, a condizione che la nuova sia di tipo equivalente e la vecchia abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita. Il ritiro dei RAEE è dovuto e gratuito sia nel caso in cui il cittadino consegni al punto vendita del distributore il RAEE, sia nel caso in cui il distributore, consegnando al domicilio del cliente la nuova apparecchiature, ritiri la vecchia (equivalente).

La situazione dei RAEE e AEE in Italia

Più che l’affetto poté la pigrizia. Perché se noi italiani accantoniamo elettrodomestici rotti come se non ci fosse un domani è più per il fatto che non sappiamo dove vadano buttati che per mero sentimentalismo o modernariato di ritorno. Ma la tendenza sta fortunatamente cambiando. Secondo i dati di Consorzio ERP Italia (un sistema collettivo, senza scopo di lucro, tra i principali Consorzi RAEE, che assolve agli obblighi di legge in capo ai Produttori per la gestione dei rifiuti tecnologici di AEE – Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, pile e accumulatori a scopo di riciclo), nel mese di settembre 2018 si è registrata una crescita del +40% di immesso, pari a un aumento di 19.694 tonnellate di AEE. In particolare, l’incremento è stato registrato nei raggruppamenti R3 (Tv e monitor) e R4 (piccoli elettrodomestici), stando ai dati del Consorzio ERP Italia.

RAEE e AEE, che cos’è la direttiva del 15 agosto?

Sono dati particolarmente significativi perché sono i primi a seguito della applicazione nel nostro Paese della Direttiva Europea avvenuta il 15 agosto che ha portato ad un riassetto del sistema nazionale di raccolta e riciclo dei RAEE. Parliamo del D.Lgs. 49/2014 che, come si anticipava, ha previsto l’estensione dell’ambito di applicazione delle norme che impongono ai produttori, agli importatori e a coloro che vendono con il proprio marchio apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di organizzare e finanziare il sistema di raccolta e recupero dei RAEE che derivano dai prodotti immessi sul mercato. L’ambito di applicazione include tutte le apparecchiature per le quali non sia prevista una specifica esclusione (open scope).

Leggi anche: Rifiuti elettronici, cosa sono e perché è bene riciclarli

La Direttiva si applica a tutte le AEE classificate nelle categorie dell’allegato III. I prodotti saranno classificati sulla base di criteri dimensionali anziché merceologici.

L’elenco delle nuove categorie è indicato all’Allegato III della Direttiva:

 

  • Apparecchiature per lo scambio di temperatura;

 

  • Schermi monitor ed apparecchiature dotate di schermi di superficie superiore a 100 cm 2;

 

  • Lampade;

 

  • Apparecchiature di grandi dimensioni con almeno una dimensione esterna superiore a 50 cm;

 

  • Apparecchiature di piccole dimensioni con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm;

 

  • Piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm.

Fonte: cittadinanzattiva.it

Il tesoro nascosto nel vostro smartphone

Secondo quanto riporta uno studio del Politecnico di Milano, un cellulare contiene 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 65 grammi di plastica, 1 grammo di Terre rare (Praseodimio, Neodimio, Cerio, Lantanio, Samario, Terbio, Disprosio) e metalli preziosi come cadmio, cobalto, rutenio. Moltiplicando per gli oltre 3,6 milioni di smartphone venduti in Italia nel 2017 si comprende la portata di questa miniera domestica.

Fonte: cittadinanzattiva.it

Che cosa sono le Terre rare?

Non sentitevi ignoranti se non ne avete mai sentito parlare. Non sarete rimandati in Chimica. Semplicemente, fino a un centinaio di anni fa non se ne conosceva l’esistenza e per molto tempo non se ne era comunque compresa l’utilità. Se il petrolio è stato l’oro nero dell’ultimo secolo, le Terre rare sono il metallo più prezioso dell’era che ci apprestiamo a vivere, capaci quindi di determinare gli equilibri geopolitici degli scenari venturi. In poche parole: chi le estrae avrà in mano una ricchezza unica, dato che sono essenziali per il funzionamento di ogni apparecchiatura tecnologica.

Fonte: cittadinanzattiva.it

Questi 17 elementi della tavola periodica dai nomi impronunciabili (Lutezio, Gadolinio, Lantanio, ecc…) che sembrano strizzare l’occhio ai nani di Biancaneve sono spesso in realtà più abbondanti del platino, dell’oro e dell’argento ma si chiamano “rari”per la bassa concentrazione dei loro depositi, che rende i costi di estrazione incredibilmente elevati.

Leggi anche: La Cina compra le terre d’Africa per 60 miliardi

Nel 2017 la Cina ha prodotto l’80% delle terre rare del mondo, circa 105.000 tonnellate, assorbite per la maggior parte dalle proprie industrie e ne ha esportato circa 40.000 tonnellate. Anche India, Africa, Brasile e Malesia estraggono e perfezionano quantità significative di terre rare. Lo scacchiere del futuro, insomma, potrebbe essere molto diverso da quello attuale.

Un tesoretto tutto italiano: 200 milioni di pezzi tra soffitte e cantine

Ma torniamo in Italia. Avrete ormai compreso l’importanza e il valore delle Terre rare e dei minerali preziosi presenti nei vostri elettrodomestici. Secondo i dati di Cittadinanza Attiva e di Ecodom, la quantità di RAEE che ogni cittadino italiano “produce” (cioè butta via) ogni anno è impressionante: quasi 13 kg a testa, che in totale fanno circa 800.000 tonnellate all’anno. Sarebbero circa 200 milioni gli elettrodomestici non più funzionanti che conserviamo come un tesoro, quasi un quinto di tutte le apparecchiature possedute. E, come abbiamo visto, un tesoro potrebbero esserlo davvero, ma soltanto all’interno della catena dell’economia circolare