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La rivoluzione dell’industria X.0. Sei consigli per abbracciare l’open innovation

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La rivoluzione dell’industria X.0. Sei consigli per abbracciare l’open innovation

La trasformazione digitale investe la manifattura e l’industria italiana. Le sfide da affrontare e le dritte per cavalcare l’onda del cambiamento

La trasformazione digitale investe la manifattura e l’industria italiana. Le sfide da affrontare e le dritte per cavalcare l’onda del cambiamento

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Ve la ricordate la quarta rivoluzione industriale e la conseguente industria 4.0? Dimenticatele perché siamo già andati oltre, entrando nell’epoca dell’industria X.0. Non si tratta semplicemente di un restyling concettuale, c’è molto da raccontare.

Lo Scenario

Numeri prima di tutto: 7 miliardi di oggetti sono già connessi tra loro tramite Internet, nei prossimi 3 anni diventeranno 20 miliardi. Nel 2030 saranno 125 miliardi gli oggetti connessi. Una trasformazione radicale caratterizzata dall’Internet of Things, ossia dalla pervasiva connettività per raccogliere dati, computarli, analizzarli e creare nuovi prodotti e servizi (ci sono studi Gartner e IHS Markit al riguardo).

 

Se un oggetto è identificabile tramite indirizzo IP ed ha la capacità di scambiare dati in rete senza l’ausilio dell’uomo, ecco che può rientrare in questa galassia tecnologica. IoT, Big Data e Analytics, assieme, stanno già incidendo profondamente su aziende, industrie e modelli di business, modificando e ottimizzare i processi produttivi e le attività economiche, riducendo l’inquinamento e sprechi, redistribuendo informazioni sull’intera filiera.

 

Smart home e domotica, robotica e monitoraggio industriale, sanità e mondo biomedicale, industria automobilistica, sorveglianza e sicurezza, smart city, smart agrifood e zootecnia: questi i settori maggiormente coinvolti finora, ma è solo l’inizio.

Dall’industria 4.0 all’industria X.0

Il termine “Industry 4.o” identifica un modo di produrre caratterizzato da quattro pilastri:

  • Accrescere la potenza di calcolo delle learning machine attraverso la raccolta massiva di dati;
  • Analizzare i dati raccolti;
  • Interfacce e linguaggi sempre più diretti ed evoluti tra uomo e macchina;
  • Produrre beni e servizi, attraverso l’analisi dei dati raccolti, processati e condivisi con le macchine stesse.

 

Una combinazione sinergica di tecnologie digitali che interagiscono tra loro per ottenere un maggiore impatto sulla crescita, sull’efficienza, creando esperienze iper-personalizzate: questa, in estrema sintesi, è l’evoluzione dell’Industria 4.0 a quella chiamata X.0. Un modello di produzione che aiuterà le imprese italiane ad autofinanziare in modo sostenibile la propria crescita. Non stiamo parlando solo di officine e macchine, non si tratta unicamente del rinnovamento delle infrastrutture produttive, ma di un mutamento culturale e quindi di visione.

 

Disintermediazione è la parola d’ordine, offrendo la possibilità di connettersi direttamente ai clienti finali. Questo significa più dati in entrata, clienti più fedeli, nuovi ricavi e maggiore personalizzazione dei prodotti intelligenti e connessi.

 

Siamo di fronte ad una necessità (urgente) più che ad un’opzione: reinventare i modelli di business, attraverso nuovi investimenti e soprattutto competenze in tecnologia digitale, software e analitycs. La customer experience diventa ancora più centrale di prima e la circolazione fluida dei dati un fattore abilitante. Una sorta di grande alleanza non solo tra macchine collegate, ma persino tra fabbriche connesse. Per fa ciò bisogna abbracciare convintamente i concetti di Open Innovation finalizzato alla creazione di ecosistemi virtuosi e collaborativi. Confini più larghi per un nuovo assemblaggio di tecnologie digitali convergenti. Una grande sfida, che in Italia riguarda principalmente il settore manifatturiero per clienti sempre più esigenti e time-to-market accelerati.

L’Italia è pronta?

Accenture ha intervistato 90 dirigenti di aziende italiane leader (50 da PMI e 40 da grandi aziende) scelte in 22 comparti manifatturieri, per capire quali tecnologie digitali vengono implementate, quali sfide devono gli intervistati affrontare nella fase di sviluppo delle tecnologie digitali, e quali investimenti in tecnologie e competenze digitali effettuano le aziende.

 

Sono meno di un terzo sono le aziende che dal digitale si aspettano, oltre che una maggiore efficienza, una crescita del proprio business. Inoltre sono meno del 30% le aziende che, per affrontare il problema, hanno approfittato del Fondo Europeo per gli Investimenti per le Imprese Innovative o del Piano Nazionale Industria 4.0. Tuttavia i produttori italiani scommettono sul futuro digitale: le imprese industriali italiane hanno speso 3,9 miliardi di dollari  in tecnologie IoT, posizionandosi al secondo posto in Europa. Circa il 60% delle aziende italiane che hanno partecipato all’indagine dichiara che nei prossimi tre anni vorrebbe realizzare ricavi da prodotti connessi e intelligenti.

 

Solo il 28% delle aziende intervistate è fiducioso che l’innovazione del digitale permetterà di conseguire la riduzione dei costi operativi. E solo il 29% pensa che potrà migliorare il livello di customer engagement attraverso le tecnologie digitali. Per gran parte delle aziende manifatturiere italiane uno dei principali ostacoli all’innovazione con il digitale è l’elevato costo dell’obsolescenza tecnologica, un fenomeno dovuto alla rapida evoluzione delle tecnologie digitali. Il secondo posto è rappresentato dalla mancanza di budget: la disponibilità di capitale rimane una sfida per la maggior parte delle industrie italiane. Le PMI, in particolare, hanno costi di finanziamento più alti di circa il 30% rispetto a quelli delle grandi imprese.

Sei mosse per abbracciare il cambiamento

Che fare allora affinché le imprese manifatturiere italiane si innovino digitalmente? Sei idee che devo diventare azioni concrete, per diventare Industry X.0.

 

Innanzi tutto trasformare il core business per sfruttare le risorse liberate e finanziare la crescita: costruire sistemi di progettazione e produzione abilitati dal digitale. Con l’analisi predittiva ci si assicura che i macchinari e sistemi software siano integrati per raggiungere livelli di efficienza mai raggiunti prima. Poi si può pensare a progettare e distribuire prodotti, servizi e piattaforme che si adattino costantemente all’evolversi delle esigenze dei clienti, utilizzando i Big Data come base  per la creazione di analisi in tempo reale e per il supporto decisionale; migliorare  la customer experience per tutto il ciclo di vita del prodotto creando punti di contatto digitali e intelligenti tra il cliente e l’azienda.

 

Innovare i modelli di business: i prodotti connessi e intelligenti sono progettati da zero, in modo da permettere alle aziende di monetizzare le interazioni prodotto-cliente. Le aziende Industria X.0 utilizzano la potenza combinata di IoT e IIoT (Industrial Internet of Things) per estrarre informazioni più dettagliate e trovare nuove fonti di valore.

 

Una forza lavoro preparata al digitale: questo aspetto è prioritario. Necessario formare e trattenere i talenti con competenze digitali e promuovere la collaborazione attiva tra persone e macchine. Molte delle aziende italiane che hanno partecipato all’indagine di Accenture lo riconoscono: oltre il 70% è estremamente favorevole alla creazione di nuovi ruoli che permettano di conseguire il successo nell’era della trasformazione digitale.

 

Alimentare un solido ecosistema per trarre e sviluppare nuove idee per prodotti e servizi da una molteplicità di fonti, sia interne che esterne all’azienda. Guardare con attenzione agli incubatori e ai centri  di eccellenza tecnologica. Infine, immettere costantemente tecnologie digitali nelle attività core dell’azienda, sfruttando il sostegno di un gruppo dirigente dotato di una visione strategica.