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Apple non è più l’azienda più valutata al mondo. In prima posizione passa Alphabet, la parent company che racchiude i tanti progetti del business di Google.

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Google vince per poco

Se fossero due squadre in lotta per il titolo, Apple avrebbe perso per qualche punto. Il distacco massimo ha raggiunto la cifra di 5 miliardi, il 12 maggio. Il valore di Apple ha toccato quota 493 miliardi, mentre Alphabet, 498. Oggi la differenza si è assottigliata. Secondo i dati di Yahoo! Finance, la multinazionale guidata da Tim Cook vale oggi, 495,82 miliardi. Mentre il gruppo che vede come Ceo, Larry Page 497,64.

Perché Apple perde lo scettro

Tim Cook paga i risultati poco incoraggianti del trimestre 2016, con il calo delle vendite dell’iPhone, responsabile dei 2/3 dei ricavi di 50 miliardi degli ultimi tre mesi, rispetto ai 58 dello scorso anno. Tradotto in percentuale, significa una diminuzione del 13%. E non succedeva dal 2003 che Apple avesse un calo così vistoso nei primi tre mesi dell’anno. Un segnale preoccupante? Sì, secondo gli analisti che sono scettici sulla possibilità di Cupertino di rialzarsi presto. Tutti aspettano la nuova grande invenzione. Gli smartwatch non hanno risolto il problema, anche se molti analisti stimano che ne siano stati venduti più di 12 milioni. Tuttavia, molti ritengono che lo smartwatch non è destinato a diventare un “must” come l’iPhone: «Apple ha bisogno di inventarsi un nuovo grande prodotto e diversificare la base dei suoi guadagni» spiega Inc.com. I nuovi progetti sulla realtà virtuale e le automobili (con la Apple Car) potrebbe essere i settori del rilancio.

Momento di scelte difficili per Alphabet

Gli ultimi trimestrali hanno evidenziato una crescita del 17% l’anno con ricavi di 20,35 miliardi. Buoni risultati, anche se di poco inferiori alle aspettative degli analisti (20,38 miliardi). Alphabet cresce soprattutto grazie alla pubblicità che fa un po’ la voce grossa nei ricavi con 18 miliardi e un incremento del 16%. Ciò detto anche Larry Page ha le sue gatte da pelare. Preoccupano, per esempio, le perdite delle “other bets”, un altre parole le tante idee innovative su cui l’azienda sta investendo milioni e milioni di dollari, progetti come le macchine a guida autonoma e le ricerche per Internet a velocità supersonica. Nel 2015 le “other bets” hanno fatto perdere alla multinazionale 3,6 miliardi di dollari, tanto che Alpabet ha già rinunciato ai suoi robot umanoidi, cercando compratori per la Boston Dynamics, la startup che aveva comprato per 500 milioni nel 2013. Dando un po’ il via a quella che è un’operazione di pulizia: «Per certe aree stiamo valutando di razionalizzare gli approcci e aumentare gli investimenti intorno ad aeree più piccole e circoscritte» ha dichiarato Ruth Porat, CFO di Alphabet.  Tradotto, bisogna fare economia.

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Le prossime sfide

Avvolti nel mistero ancora quelle che potrebbero essere le novità su cui Apple punterà in futuro per rilanciarsi: su tutti i progetti sulla realtà virtuale (sui quali c’è il massimo riserbo). E la Apple Car sui qualcosa è trapelato, anche se non si sa ancora se sarà più un modello di macchina elettrica, alla Tesla per intenderci. Oppure una macchina a guida automatica come quelle di Google. Importanti sfide attendono anche Alphabet. Alcune le ha anticipate il Ceo di Google, Sundar Pichai: «Useremo sempre di più l’intelligenza artificiale per migliorare il core business dell’azienda che è il motore di ricerca» ha dichiarato. Allo stesso tempo continuerà a puntare su YouTube e Google Play Store e sul cloud “che è nel suo momento d’oro”. Questi sono i campi in cui sono rivolti anche gli interessi di Wall Street, anche se a oggi non hanno ancora il potenziale del business dell’advertising.