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Secondo un’inchiesta della società di consulenza Manatt, il 72% dei Ceo delle banche regionali o locali degli Usa ha pianificato una partnership con il fintech nel corso nei prossimi 12-18 mesi. Un’opzione che sarebbe particolarmente interessante anche per le banche territoriali italiane, le popolari e le banche di credito cooperativo che hanno rapporti con piccole e micro aziende alla ricerca di credito sempre più difficile da trovare ma che, neanche a dirlo, nessuna ha finora preso in considerazione.

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Gli accordi tra banche e fintech in Europa

In Europa, invece, in tanti lo hanno già fatto. Si tratta di veri e propri colossi, non necessariamente legati al mondo britannico. Anzi, la pioniera in assoluto è una spagnola: la banca Santander che dalla famigerata periferia è poi stata la prima europea a chiudere un accordo con un operatore di marketplace lending nel settore dei prestiti alle pmi. “Funding Circle – scrisse ai tempi dell’accordo, a luglio 2014, il Financial Times – promuoverà i servizi finanziari del gruppo spagnolo in cambio dell’endorsement. Si tratta di un buon esempio di come la finanza alternativa e quella tradizionale possano cooperare per far prosperare le PMI di una nazione”.

La partnership non è esclusiva, nel senso che Funding Circle può stringerne altre con altre banche. E infatti, a gennaio 2015, lo ha fatto anche con Royal Bank of Scotland. La banca britannica ha seguito una strada simile a quella della spagnola, anche probabilmente sulla spinta dell’invito del governo a dirottare le imprese i cui requisiti non collimano con quelli bancari alle varie forme di finanza alternativa.

“Rbs conta per il 33% del mercato dei prestiti alle piccole imprese – scrive la stessa banca qui – ed è dunque il più grande prestatore per questo genere di clienti… quelli le cui richieste non collimano con i requisiti della banca, saranno indirizzati anche a due p2p lenders”, ovvero Funding Circle e Assetz Capital.

Non solo partnership ma anche equity

Le banche europee hanno iniziato a interagire con i marketplace lending anche con il ruolo di investitori. Lo ha fatto Metro Bank, che ha investito direttamente nella piattaforma Zopa, nei prestiti ai consumatori privati, con un’iniezione di liquidità nel maggio del 2015. Deutsche Bank, invece, lo scorso settembre, ha completato un’innovativa operazione di financing attraverso l’emissione di un bond da 150 milioni di sterline, con sottostante i prestiti al consumo del fondo P2P Global Investments (P2PGI). Gli impieghi sono originati sempre da Zopa: si tratta della prima volta in Europa e apre la strada a nuove forme di finanziamenti istituzionali per il p2p. Ci sono altre dozzine di esempi sparsi per l’Europa, dalla Francia all’Olanda, dalla Spagna alla Germania.

Eh sì, manca solo il Bel Paese all’appello.

Ufficio Studi Borsadelcredito.it