Le startup nel 2025 continuano a rappresentare uno dei motori principali dell’innovazione, attirando investimenti, idee e capitale umano. Per sostenere la crescita, queste realtà cercano professionisti con competenze sempre più mirate e capaci di integrarsi rapidamente in team agili e ad alto impatto. Il recruiting diventa quindi una leva strategica, non solo per individuare i talenti migliori, ma anche per costruire una cultura aziendale solida sin dalle prime fasi.
In un mercato del lavoro in costante trasformazione, le figure richieste non sono più soltanto quelle tradizionali: le startup puntano su profili ibridi, in grado di combinare competenze tecniche, visione imprenditoriale e flessibilità operativa. Allo stesso tempo, emerge una maggiore attenzione verso il potenziale di crescita dei candidati, la loro capacità di apprendere rapidamente e contribuire all’evoluzione del prodotto o del servizio offerto.
Conoscere le figure più ricercate dalle startup nel 2025 significa anche orientare meglio il proprio percorso professionale e comprendere quali abilità siano davvero premiate in fase di selezione. Nelle prossime sezioni analizzeremo i dati più aggiornati, il ruolo cruciale delle soft skill e le strategie più efficaci per attrarre – o diventare – il talento giusto.
Le figure più richieste secondo i dati di mercato
Nel 2025, il recruiting nelle startup riflette la crescente esigenza di competenze specialistiche in grado di sostenere modelli di business digitali, scalabili e data-driven. Secondo il LinkedIn Economic Graph 2025, le posizioni più richieste riguardano in primo luogo il mondo dei dati. Data analyst e data engineer sono tra i ruoli con la maggiore crescita, registrando un incremento del 23% nella domanda rispetto all’anno precedente. Questo trend è alimentato dalla necessità di estrarre valore dai dati in tempo reale per guidare le scelte strategiche e ottimizzare ogni fase del funnel aziendale.
Al secondo posto troviamo i product manager, figure centrali per lo sviluppo e l’evoluzione dei prodotti digitali. Il report di Startup Genome evidenzia come oltre il 65% delle startup in fase di scale-up abbia intensificato la ricerca di questo profilo, riconoscendone l’importanza nel collegare le esigenze di business con quelle tecniche e degli utenti finali. I product manager vengono valutati non solo per le competenze metodologiche — come l’utilizzo di framework agili o la gestione dei backlog — ma anche per la capacità di guidare team interdisciplinari e mantenere una visione chiara sul valore da generare.
In forte ascesa anche i ruoli legati all’intelligenza artificiale. Secondo il PwC Tech Talent Report 2025, i profili come AI specialist e machine learning engineer sono cresciuti del 31% in termini di richieste da parte di startup operanti nei settori fintech, healthtech e martech. La capacità di progettare soluzioni basate su algoritmi predittivi, chatbot, automazione dei processi o analisi comportamentale rappresenta oggi un vantaggio competitivo chiave, e le startup sono pronte a investire su talenti capaci di costruirlo.
Infine, rimangono centrali i profili legati alla crescita digitale. Growth hacker e digital marketing strategist sono richiesti per la loro abilità di sperimentare strategie a basso costo e ad alto rendimento per acquisire utenti, migliorare la retention e generare awareness. Anche in questo caso, emerge la richiesta di competenze multidisciplinari, che combinano creatività, analisi dei dati e conoscenza dei principali tool digitali.
Le fonti convergono su un punto: le startup cercano profili flessibili, aggiornati e capaci di apprendere rapidamente, in grado di portare valore immediato ma anche di evolversi con l’azienda. I candidati che sanno posizionarsi su questo equilibrio avranno un vantaggio reale nel mercato del lavoro 2025.
L’importanza delle soft skill nel recruiting startup
Nel 2025, le competenze trasversali giocano un ruolo sempre più determinante nei processi di selezione all’interno delle startup. A differenza delle aziende più strutturate, dove i ruoli sono spesso ben definiti, le startup richiedono ai loro collaboratori una notevole capacità di adattamento, spirito d’iniziativa e disponibilità a uscire dai confini del proprio job title. È per questo che i responsabili HR valutano attentamente le soft skill sin dalle prime fasi del processo di recruiting.
Secondo un’indagine di McKinsey & Company, il 75% dei recruiter attivi in ambito startup ritiene che le soft skill abbiano un peso pari, se non superiore, alle hard skill. Questo dato conferma che saper lavorare in team fluidi, gestire l’ambiguità, comunicare in modo efficace e risolvere problemi in tempi rapidi rappresenta un vantaggio competitivo concreto per chi cerca lavoro in questo settore.
Particolarmente apprezzata è la capacità di ragionare in ottica imprenditoriale, cioè di prendere decisioni non solo in base al proprio ruolo, ma anche rispetto all’impatto sull’intero business. Allo stesso modo, viene valorizzata la curiosità intellettuale, intesa come predisposizione ad apprendere strumenti nuovi e affrontare sfide sconosciute con atteggiamento proattivo.
Anche la gestione del lavoro ibrido ha contribuito ad amplificare l’importanza di queste competenze. La capacità di collaborare da remoto, mantenendo alta la qualità delle interazioni e dei risultati, è oggi considerata essenziale. Non è un caso che molte startup includano nella fase di selezione test comportamentali o simulazioni pratiche per valutare reattività, ascolto e leadership.
Chi desidera entrare in una startup nel 2025 deve quindi saper dimostrare non solo di possedere conoscenze aggiornate, ma anche di essere un professionista flessibile, comunicativo e orientato alla crescita collettiva. Le soft skill non sono più un “extra”, ma uno degli elementi chiave per essere selezionati e, soprattutto, per restare nel tempo.
Come attrarre i talenti giusti per crescere
Per una startup, attrarre le persone giuste non significa solo pubblicare annunci ben scritti, ma costruire un’intera esperienza di selezione e onboarding che sappia trasmettere credibilità, visione e potenziale di crescita. I professionisti più richiesti nel 2025, consapevoli del loro valore, valutano con attenzione non solo l’offerta economica, ma anche l’ambiente in cui andranno a operare. Per questo, le startup devono essere in grado di comunicare in modo autentico la propria cultura, i valori fondanti e gli obiettivi a medio-lungo termine.
Un aspetto centrale è la trasparenza nelle comunicazioni, sin dal primo contatto. I candidati apprezzano aziende che dichiarano chiaramente cosa cercano, quali competenze sono realmente prioritarie e quali sono le aspettative reciproche. Allo stesso tempo, si aspettano un processo snello, ben strutturato e rispettoso del loro tempo. La mancanza di organizzazione o un feedback poco curato sono spesso motivo di abbandono del percorso di selezione da parte dei profili più qualificati.
Un elemento distintivo che molte startup stanno adottando riguarda l’uso di modelli CV online per standardizzare e semplificare l’analisi dei profili. Questo permette non solo di velocizzare le fasi iniziali della valutazione, ma anche di ridurre i bias inconsci, garantendo una selezione più equa ed efficace. I candidati, dal canto loro, trovano utile poter presentare le proprie esperienze in modo chiaro, sintetico e comparabile.
Un altro fattore chiave è la proposta di valore interna. Offrire opportunità reali di apprendimento, percorsi di crescita ben delineati e una certa flessibilità operativa — come orari adattabili o modalità di lavoro ibrida — rappresenta un vantaggio competitivo significativo. I professionisti più ambiti cercano contesti in cui possano imparare velocemente, fare la differenza e sentirsi parte di una visione condivisa.
Infine, è fondamentale che la leadership della startup sia visibile e coinvolta nel processo di selezione. Il contatto diretto con i fondatori o con figure chiave dell’azienda trasmette serietà e coinvolgimento, due elementi che spesso determinano la scelta finale del candidato. I talenti vogliono sapere chi guiderà il progetto e perché vale la pena investire le proprie energie in quella missione specifica.