Come abbiamo scritto sul magazine nei giorni scorsi, la quotidianità nella fattoria Diddly Squat di Jeremy Clarskon è stata travolta da una brutta notizia. Le mucche presenti nelle sue stalle sono state colpite da una epidemia di tubercolosi bovina. Per chi ancora non lo sapesse l’ex conduttore di Top Gear e Gran Tour si è rifatto una vita dopo che è calato il sipario sui programmi tv e ha aperto una attività agricola (con pub e ristorante) nell’Oxfordshire. Tutto è raccontato nelle quattro stagioni di Clarkson’s Farm serie disponibile su Amazon Prime Video.
Jeremy Clarkson e le precisazioni sulla tubercolosi bovina
«Ci sono resoconti del tutto irresponsabili sull’epidemia di tubercolosi bovina a Diddly Squat – ha tuonato sul proprio profilo X Clarkson -. La fattoria NON è chiusa. Semplicemente non possiamo comprare o vendere mucche». Come ha spiegato diverse volte lo showman, dopo la quarta stagione della serie le riprese dovrebbero fermarsi per un po’ di tempo.

Mandare avanti un’impresa agricola e nel frattempo documentare tutto con un troupe giorno e notte non deve essere stato facile, neppure per uno showman come Clarkson abituato da decenni a parlare di fronte a una telecamera. Nel 2024 il giornalista UK è sopravvissuto a un infarto ed è stato costretto a un drastico cambio di vita, specie (ahi lui) per quanto riguarda le abitudini alimentari. Non ha però perso il suo senso dell’umorismo british, ad esempio quando ha lanciato la sfida alla birra Peroni.