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Sentinel-6, il nuovo satellite Esa e Nasa che controllerà il livello degli oceani

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Sentinel-6, il nuovo satellite Esa e Nasa che controllerà il livello degli oceani

Successo per il lancio con un Falcon 9 di SpaceX: la missione durerà dieci anni, aggiornerà le mappe topografiche degli oceani e misurerò le variazioni del livello dei mari in chiave di contrasto ai cambiamenti climatici

Successo per il lancio con un Falcon 9 di SpaceX: la missione durerà dieci anni, aggiornerà le mappe topografiche degli oceani e misurerò le variazioni del livello dei mari in chiave di contrasto ai cambiamenti climatici

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Una collaborazione fra Nasa, Esa e SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, per monitorare l’innalzamento del livello dei mari. Si concretizza nel satellite euro-statunitense Copernicus Sentinel-6 dedicato a Michael Freilich, ex direttore della Earth Science Division della Nasa deceduto la scorsa estate, spedito in orbita due giorni fa grazie a un razzo Falcon 9 decollato dallo Space Launch Complex 4E della Vandenberg Air Force Base in California. Lavorerà in coppia con un secondo Satellite, Sentinel 6B, che sarà lanciato nei prossimi anni.

Sono estremamente orgoglioso di aver visto Copernicus Sentinel-6 lanciato questa sera e sapere che è sulla buona strada per iniziare la sua missione e continuare le misurazioni del livello del mare così importanti per comprendere e monitorare i preoccupanti andamenti dell’innalzamento dei mari” ha spiegato Josef Aschbacher, direttore Esa dei Programmi di osservazione della Terra.

La crescita del livello degli oceani

Intanto, col primo Sentinel-6 si potranno ottenere dati e informazioni più precise grazie ai nuovi sistemi di altimetria radar rispetto a quelli già raccolte da altri satelliti come Copernicus Sentinel-3, Jason-3 (a cui il nuovo nato è stato in qualche modo “associato” per il primo anno di funzionamento, quasi sincronizzandone volo e altitudine a 1.336 km) e CryoSat. L’obiettivo della missione è aggiornare le mappe topografiche degli oceani e misurare le variazioni del livello dei mari: negli ultimi trent’anni la serie di missioni franco-statunitensi Topex-Poseidon e Jason sono servite come missioni di riferimento e, in combinazione con i precedenti satelliti dell’Esa Ers ed Envisat e gli attuali Cryosat e Copernicus Sentinel-3, hanno dimostrato come il livello del mare sia aumentato di circa 3,2 millimetri in media all’anno. Il tasso di aumento sta per giunta accelerando: negli ultimi anni il tasso medio di crescita è stato di 4,8 millimetri. Fra gli strumenti a disposizione un radar altimetro Poseidon-4 realizzato dall’italiana Thales Alenia che misurerà il tempo impiegato dalle pulsazioni radar per compiere il tragitto satellite-superficie dell’oceano e viceversa e, combinandolo con precisi dati sulla posizione del satellite, ne ricaverà valori precisi del livello delle acque e della loro variazione.

Gli obiettivi di Sentinel-6

Messo a punto da Esa da anni impegnata nel programma Sentinel, con la Nasa a occuparsi dei lanci e delle strumentazioni di bordo oltre che di parte dell’elaborazione dei dati, il nuovo satellite potrà misurare l’altezza della superficie del mare nel 95% degli oceani liberi da ghiaccio ogni dieci giorni. Ma entrerà effettivamente in funzione fra qualche mese, dopo una prima fase di calibrazione e test. La missione, a cui collaborano anche la Commissione Europea, Eumetsat, Noaa e Cnes, durerà cinque anni e mezzo – fra cinque anni sarà lanciato il Sentinel-6B garantendo continuità alla missione fino al 2030 – e oltre ai livelli il satellite monitorerà anche i dati relativi a temperature e umidità atmosferica.

Con milioni di persone che vivono nelle comunità costiere in tutto il mondo, l’innalzamento dei mari è in testa alla lista delle principali preoccupazioni legate al cambiamento climatico – spiegano dall’Esa – monitorare l’altezza della superficie del mare è fondamentale per comprendere le variazioni in corso e fornire agli organi decisionali gli elementi per attuare le politiche appropriate per aiutare a frenare il cambiamento climatico, e per le autorità per prendere provvedimenti e proteggere le comunità vulnerabili”.

Il contributo italiano

C’è, come sempre in questi programmi, un bel pezzo d’Italia in Sentinel-6: il colosso aerospaziale Leonardo ha fornito infatti i pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia. Si tratta di quattro pannelli con oltre 5mila celle che forniranno l’energia necessaria al posizionamento e funzionamento di Sentinel-6 realizzati dal gruppo a Nerviano, in provincia di Milano. Come, d’altronde, quelli per Sentinel-3 e 5P. Thales Alenia Space ha come detto firmato lo strumento principale a bordo di Sentinel 6, cioè proprio Poseidon-4, un radar altimetro bi-frequenza (in banda C e banda Ku) che permette di misurare la topografia della superficie degli oceani. Telespazio, attraverso la sua controllata tedesca Telespazio Vega Deutschland, ha infine avuto un ruolo nel supporto alla missione, sviluppando il simulatore utilizzato dal Centro europeo per le operazioni spaziali (Esoc) per la preparazione delle fasi di lancio e Leop. L’azienda, inoltre, ha supportato Esoc nella preparazione del Mission Control System.

I dati ottenuti da Copernicus Sentinel-6 Michael Freilich saranno i più accurati a oggi e saranno utilizzati per ottenere una conoscenza più approfondita dell’innalzamento del livello del mare, un indicatore chiave del cambiamento climatico. I dati saranno impiegati inoltre per le previsioni meteorologiche, dal migliorare la precisione delle previsioni stagionali al prevedere i percorsi di uragani e cicloni” ha concluso Alain Ratier, Il direttore generale di Eumetsat.