Stirapp, aumento da 550k per l'app delle camicie lavate e stirate a domicilio immagine-preview

Giu 19, 2019

Stirapp, aumento da 550k per l’app delle camicie lavate e stirate a domicilio

Partita da Modena, la società punta su Milano e Roma. Mai più scuse per la camicia spiegazzata: il servizio ritira e consegna a casa in 48 ore

Aumento di capitale in vista per Stirapp, applicazione che consente di prenotare lavaggio e stiratura dei propri capi con ritiro a domicilio. Lo ha comunicato la società.

 

L’operazione avrà luogo grazie all’interesse di Servizi Italia, player quotato alla Borsa Italiana e principale operatore nazionale nel settore dei servizi integrati di noleggio, lavaggio e sterilizzazione di materiali tessili e strumentario chirurgico per le strutture ospedaliere.

 

La SpA parmense, che opera anche in Brasile e possiede una vasta expertise nel settore, ha firmato un accordo per acquisire il 25% della startup innovativa mediante sottoscrizione di un aumento di capitale per 550mila euro complessivi.

 

 

L’iniezione di liquidità – spiega il management – sarà utilizzata per espandersi nelle principali città italiane, rilanciare il brand, migliorare la piattaforma e implementare l’attività di customer support.

 

L’interesse  di Servizi Italiani arriva dopo una campagna di crowdfunding ben accolta dal pubblico della Rete, che ha consentito di raccogliere 210mila euro, generando un overfunding del 264%. La valutazione pre-money era di 1,23 milioni di euro, mentre il fatturato della società nel 2018 si è attestato attorno ai  70mila euro.

 

 

Ritiro e consegna in ufficio o in palestra per chi non ha tempo

Quello delle lavanderie online è il classico oceano blu in buona parte inesplorato, per riprendere la fortunata definizione di Chan Kim e Mauborgne. “Quando io e il mio socio Pierantonio Guiglia abbiamo cominciato, nel 2016, il mercato non era molto affollato, e neanche adesso è particolarmente competitivo – ammette Paolo Gavazza, Ceo e founder genovese,  raggiunto da StartupItalia. Un passato da art director in aziende come Mondadori, l’intuizione e lo slancio necessario a seguirla sono arrivati dopo anni trascorsi lavorando a progetti innovativi in veste di consulente.

 

Il paradigma è quello della gig economy. Possiamo definire Stirapp la Deliveroo (o la Uber) delle lavanderie: a differenza di altri servizi del genere attivi sul territorio nazionale, non possiede alcun macchinario, proprio come le due società miliardarie; la forza è tutta nel network. “Il nostro è un collettore di realtà ed esigenze diverse, dove ognuno fa la sua parte e  si impegna in quello che gli riesce meglio.  Noi ci occupiamo della parte gestionale e del customer care, le lavanderie del servizio e i partner logistici di ritiro e consegna. L’idea è che alla fine ci guadagnino tutti”.

 

 

Non solo da casa, ma anche dall’ufficio, per chi non dispone di portineria, o dalla palestra: dopo la registrazione, l’utente può indicare il luogo di ritiro e riconsegna dei capi.  Disponibili il servizio completo e quello di semplice stiratura: il tariffario comprende camicie, felpe, abiti da cerimonia. I prezzi sono in linea con la media del mercato.

 

Sarebbero diecimila, al momento, gli utenti registrati a Stirapp, che ha cominciato a operare dal Modenese, dove copre una ventina di comuni, e nella città di Bologna. La corsa per provare a imporsi a livello nazionale comincia ora, con l’ingresso di un partner di peso come Servizi Italiani, dotato di expertise e desideroso di entrare nel mercato digitale: per la fine del mese di giugno  è prevista l’apertura su Milano, mentre l’obiettivo fissato per l’autunno è Roma, cui potrebbe seguire Torino. Città grandi, con un pubblico esigente, e, soprattutto le prime due, con problemi di traffico da non sottovalutare.  L’app è disponibile per Android e iPhone, ma a luglio sarà rilasciata una versione desktop con un marketplace che consentirà di implementare strategie di cross-selling e up-selling. In concomitanza con l’espansione partirà anche una campagna pubblicitaria sui canali satellitari di Mediaset.

 

 

L’entrata di un socio come Servizi Italia rappresenta una garanzia della validità del nostro progetto e l’arrivo di nuove risorse finanziarie ci permette di impostare il rilancio di tutta la struttura” chiosa Gavazza – “Uno degli obiettivi principali sarà diffondere la nostra struttura sul mercato, diventando anche un punto diriferimento per il settore della gig-economy: di fatto Stirapp è in grado di generare un importante impatto sociale nei territori in cui opera, generando fonti di reddito aggiuntive”. Per il momento sono dieci le “stirapper” attive che, proprio come i rider attivi nella distribuzione del cibo, arrotondano lo stipendio con l’attività a tempo parziale.

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