Notizie attorno al mondo, con l’innovazione come denominatore comune. Sono quelle raccolte tutti i mercoledì sui profili social di Paola Pisano, tra questi LinkedIn e Instagram, nel tentativo di comprendere dove ci porterà la tecnologia e qual è il suo ruolo nella vita di istituzioni, aziende e semplici cittadini.

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Quali lavori saranno sostituiti dall’AI?
Measuring AI Ability to Complete Long Tasks è l’ultimo studio della società americana Metr, la no profit che ricerca, sviluppa e conduce valutazioni dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati analizzando la capacità di svolgere compiti complessi senza l’intervento umano. La sua ricerca analizza la capacità di 11 modelli di Intelligenza artificiale di svolgere compiti umani e uno dei risultati riguarda il fatto che l’AI, dal 2019 al 2025, è notevolmente migliorata, raddoppiando le sue capacità di completare task ogni 7 mesi. Che ricadute avrà sull’occupazione degli esseri umani? Lo studio rileva che la capacità degli LLM di eseguire un dato compito non dipende tanto dal fatto che l’attività sia intellettualmente impegnativa per un essere umano né dal livello di specializzazione richiesto, quanto piuttosto da quanto è disordinato o poco strutturato il flusso di lavoro. L’AI fatica a tenere traccia di flussi multipli di informazioni, a rispondere a un ambiente dinamico, a gestire obiettivi poco chiari o mutevoli e nel multitasking. E l’occupazione in cui non vorresti trovarti oggi è quella in cui le attività consistono in compiti ricorrenti, prevedibili e lineari. Scrivere codice per analizzare dati o scrivere un articolo guidato dai fatti e dai dati potrebbero a breve essere sostituite dall’AI.

L’UE e le sanzioni alle big tech
L’Unione Europea si appresta a imporre sanzioni minime ad Apple e Meta (la società madre di Facebook) nell’ambito del Digital Markets Act (DMA). Il DMA potrebbe multare fino al 10% del fatturato delle bigtech. Apple dovrebbe ricevere una multa e l’ordine di modificare le regole dell’App Store che impediscono agli sviluppatori di app di indirizzare i consumatori verso offerte esterne alla piattaforma. Meta potrebbe non solo essere multata ma anche subire la richiesta di modificare il suo modello “paga o acconsenti“, che costringe gli utenti ad accettare il tracciamento dei dati oppure a pagare un abbonamento per utilizzare i suoi servizi senza pubblicità. Sarà possibile evitare una escalation negativa tra UE e USA? L’annuncio delle sanzioni è previsto per la prossima settimana. L’imposizione di qualsiasi tipo di multa alle aziende tecnologiche statunitensi rischia di provocare una reazione negativa, dato che Trump ha attaccato direttamente le sanzioni europee, definendole una “forma di tassazione” e “estorsione d’oltremare”. Il presidente USA ha minacciato l’imposizione di dazi contro i Paesi che applicano tasse sui servizi digitali rivolte alle aziende americane. Trump ha affermato che esaminerà tasse, regolamenti o politiche che “ostacolano la crescita” delle imprese americane all’estero.
OpenAI e il nuovo strumento di creazione delle immagini
OpenAI ha lanciato il suo nuovo strumento di creazione di immagini, questa settimana in modalità gratuita. Un paio di giorni dopo, il mondo delle immagini ha iniziato ad accorgersene. Lo strumento di ChatGPT va ben oltre la semplice trasformazione di immagini in altri stili: è sufficientemente avanzato per compiti che prima richiedevano illustratori, grafici o creativi professionisti. Ad esempio, è capace di generare testo leggibile nelle immagini, da sempre un ostacolo per i generatori AI. Altri sistemi offrono servizi analoghi: Grok di Elon Musk ha capacità estese e poche limitazioni, mentre Firefly di Adobe si colloca all’estremo opposto, utilizzando solo dati su cui ha una licenza, per essere “commercialmente sicuro” per l’uso aziendale. Ma il gratuito ha un costo enorme? Anche se da anni si parla dei rischi legati a deepfake, perdita di posti di lavoro e furto di proprietà intellettuale, questo nuovo strumento rende questi rischi attuali non più futuristici.

Il nuovo generatore di immagini di OpenAI riaccende il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’arte dopo poche settimane che quasi 4.000 persone hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla casa d’aste Christie’s, chiedendo l’annullamento di una vendita — la prima del suo genere — dedicata interamente all’arte generata dall’IA. I timori sono legati all’uso di materiali protetti da copyright nei dati di addestramento e allo sfruttamento degli artisti umani.
Come gli impiegati americani usano l’AI?
L’ultimo paper di Harvard analizza l’uso dell’AI da impiegati e all’interno di team di lavoro. Lo studio è stato svolto su un campione di 776 professionisti di Procter & Gamble che lavorano nel campo dell’innovazione di prodotto. La ricerca ha analizzato la qualità delle soluzioni proposte (valutata da due esperti) il tempo impiegato e le emozioni dei partecipanti. Ecco alcuni dei risultati:
- I team che usano l’AI hanno risultati migliori di tutti i raggruppamenti e propongono soluzioni più innovative e più bilanciate rispetto alle competenze del team;
- I team che lavorano senza AI hanno avuto risultati migliori degli individui senza AI: il team vince ancora!;
- Gli individui che usano l’AI hanno performance simili ai team: l’AI si comporta come un compagno di lavoro.
Come sta cambiando il lavoro? A fronte di questi risultati, sarebbe utile ripensare le strutture dei team, i programmi di formazione e perfino i confini tradizionali tra le diverse specializzazioni. Non è solo un cambiamento individuale che riguarda i singoli individui che si adattano all’AI, ma le organizzazioni che ripensano la natura stessa del lavoro di squadra e delle strutture di management. È una sfida che richiederà non solo soluzioni tecnologiche, ma anche un nuovo modo di pensare l’organizzazione.