13 cose che cercano nelle startup 13 dei più importanti investitori americani

Il live blog di Product Hunt ha ospitato, negli ultimi mesi, interviste a diversi investitori internazionali: ecco una sintesi utile di cosa ne è uscito

La sezione live di Product Hunt (che vi consiglio vivamente di tenere d’occhio) ha ospitato, negli ultimi mesi, interviste a diversi investitori internazionali: da angel investor indipendenti fino ad arrivare a nomi noti della scena americana come Dave McClure e Ben Horowitz. I 13 migliori consigli dati da questi investitori durante le loro interviste sono stati da poco raccolti in un interessante post, pubblicato sul canale Medium di Product Hunt.

dave mc clure product hunt

Product Hunt: In una startup early stage qual è la caratteristica che ti salta all’occhio per prima?

David Pakman, Partner di Venrock: Il team! Considerando che investiamo in startup appena costituite, di solito ci vogliono 6-10 anni prima di vedere i risultati. L’unica cosa sicura sulla quale si può contare in quella fase è, appunto, il team.

PH: In una startup dove i founder sono ventenni, conta l’esperienza e la conoscenza del settore?

Josh Kopelman, Partner di First Round Capital: In realtà, in alcuni casi la conoscenza del settore può essere un ostacolo per i founder. Per esperienza personale posso dirti che spesso chi è veterano di una certa industria difficilmente riesce ad innovarla. Esempi tipici sono AirBnb, Uber e Amazon.

PH: Dicci, in una sola riga, qual è la cosa che ti convince ad investire in una startup?

Mark Suster, General Partner di Upfront Ventures: Team, team, team, mercato, team.

PH: Vedendo così tanti pitch, come fai a non diventare cinico quando ti presentano una nuova idea?

Ryan Sarver, Partner di Redpoint Ventures: È una domanda da un milione di dollari! Si tratta di riuscire a bilanciare l’ottimismo tipico di chi vive l’ambiente startup con il realismo di quanto è difficile avere successo con una startup. Ma alla fine è sempre meglio dare un po’ più di peso all’ottimismo.

PH: Quali canali utilizzi per trovare nuove opportunità di investimento?

David Pakman, Partner di Venrock: Le presentazioni da contatti fidati sono sicuramente il canale migliore. Al secondo posto metto i social media: è sempre un piacere scoprire qualcuno di interessante attraverso un suo post e capire che tipo di persona è.

PH: Quali sono 3 cose che ti hanno sorpreso in grandi founder che hanno fondato grandi aziende?

Jessica Livingston, Cofounder di Y Combinator: 1. Il fatto che conti poco essere andati o meno all’università; 2. Quanto siano critici nel risolvere i loro problemi; 3. La tendenza dei bravi founder ad essere anche delle brave persone.

PH: Quale lato del carattere ritieni importante quando decidi di investire in un imprenditore?

Brad Feld, Managing Director di Foundry Group: L’ossessione con il prodotto che sta creando. Se crede di essere al mondo per realizzare quel prodotto, allora è fantastico!

PH: Quali sono i fattori chiavi per il successo di un business?

Hunter Walk, Partner di Homebrew: La capacità di immaginarsi a lavorare su quel progetto per i prossimi 10 anni e la capacità di circondarsi di persone in gamba. Se una persona non è in gamba devi sbarazzartene. Niente uccide le aziende come i team scadenti.

PH: Cosa pensi dei team composti da una sola persona?

Dave McClure, Founder di 500 Startups: Se sei da solo devi essere dannatamente bravo! Non devi essere per forza un founder tecnico ma almeno devi essere in grado di gestire una di queste tre cose: realizzare il prodotto, vendere il prodotto, gestire il team.

PH: Qual è quel 20% di skill che poi impattano sull’80% del successo di un imprenditore?

Ben Horowitz, Co-founder di Andreessen Horowitz: Concentrare tutto il focus sul product – market fit! Lavora su un prodotto che le persone muoiono dalla voglia di usare. Al secondo posto la cultura aziendale e il management.

PH: Qual è il requisito “minimo” che una startup deve avere per ottenere un “si” da un investitore?

Semil Shah, Investor di Haystack Fund: Mi piace fermarmi a riflettere sull’idea dopo che mi è stata presentata. Capire cosa ne pensano i miei amici. Poi mi interesso molto del passato di un imprenditore e se c’è connessione tra quello che ha fatto e quello che sta facendo.

PH: Quali qualità valuti in un imprenditore? E qual è il miglior modo che un imprenditore deve avere per approcciarti?

Ashton Kutcher, Attore e Investitorre di Sound Ventures: La prima qualità è la grinta. Cerco persone che siano flessibili, bravi comunicatori e che non si arrendono. Sull’approccio mi sento di dire: siate educati, andate dritto al punto e siate pronti ad avere un “no” come risposta.

PH: Quale fattore hanno in comune aziende come Facebook, Twitter e Linkedin che le ha portato al successo?

Josh Elman, Partner di Greylock: Sono sempre rimasto impressionato dai fondatori di queste aziende. Persone che fin dall’inizio credevano fermamente di poter fare la differenza. Inoltre tutte queste aziende si fondano su un mix di visione del fondatore e attenta analisi dei dati. Non si sono mai basate solo su delle opinioni personali.

PH: Quali sono le cose che hai imparato dai founder e che ti hanno sorpreso di più?

Naval Ravikant, CEO e co-founder di AngelList: I migliori founder sono molto riflessivi e guardano sempre alla qualità. Non ho particolari suggerimenti da dare se non quello di frequentare persone di questo tipo. Nel lungo periodo ripaga!

PH: Quali suggerimento daresti ad un giovane te che vuole fondare una startup?

Brad Feld, Managing Director di Foundry Group: Non perdere tempo con cose che non ti ossessionano.

Raffaele Gaito

Ti potrebbe interessare anche

Boston, New York, San Francisco. 6 piccole grandi storie di startup italiane negli USA

Gli esempi di chi ce l’ha fatta, come ha fatto a crescere un’azienda negli Usa, difficoltà, prospettive. Sei storie di startup italiane negli USA

Il capo di Zomato Italia molla tutto ad un anno dall’exit della sua Cibando: «Voglio nuove sfide»

Una decisione improvvisa, il country manager di Zomato ha lasciato il suo posto e ora si dedicherà ad altro: «Voglio crescere ancora, in altri settori»

Le 7 vie del buon fallimento (e del successo veloce). Un libro

Anjali Sastry e Kara Penn sono autori del libro Fail Better: Design Smart Mistakes and Succeed Sooner. I loro consigli in 7 pillole

Taranto, New York, Parigi. Authorea raccoglie 1.5M e la favola di Alberto Pepe comincia adesso

Davanti una pizza a Williamsburg, New York, Alberto Pepe racconta la favola della sua Authorea che ha raccolto 1,5 milioni di dollari per rivoluzionare il modo in cui si fa ricerca, in chiave collaborativa

Hypatia, la piattaforma europea che avvicina le ragazze alle STEM. Partendo dagli insegnanti

Hypatia è il progetto europeo finanziato nell’ambito di Horizon 2020 che punta a colmare il gap tra ragazzi e ragazze nelle materie scientifiche. Per l’Italia il progetto è coordinato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

La torre (nata in Olanda) che aspira lo smog delle nostre città

Il primo prototipo, realizzato dal rinomato studio Roosegaarde, ha visto la luce a Rotterdam. Si chiama Smog Free Tower, è alta sette metri ed è in grado di aspirare l’aria inquinata e produrre aria pulita. Presto sarà costruita anche a Pechino, Città del Messico, Parigi e Los Angeles.

Terna: «Con Next Energy cerchiamo la tensione innovativa dei giovani»

Il gestore della Rete Elettrica Nazionale spiega perché è alla ricerca di talenti che sappiano portare nuove idee e una nuova mentalità nell’azienda. Con Cariplo Factory e PoliHub, ha dato vita a Next Energy, bando aperto fino al 31 luglio