Athonet vince al Mobile World Congress come migliore rete indipendente

Al congresso di Barcellona la triestina Athonet si aggiudica come migliore soluzione per sviluppare reti indipendenti. Verin a StartupItalia! «Il premio più importante, riconoscimento di una vita»

Athonet si è aggiudicata uno dei premi del World Mobile Congress di Barcellona. La startup che ha sviluppato un sistema per portare internet e banda larga a basso costo in zone rurali o disastrate ha vinto il GSMA Awards 2016 come migliore soluzione per la crescita di reti piccole e indipendenti (in inglese Best Solution for Growing Smaller or Independent Networks). L’ultima volta che un’azienda italiana è stato nel 2009.

La notizia è apparsa su Twitter in queste ore e sulla pagina Facebook della startup di Gianluca Verin, 45 anni e Karim El Malki, 42 anni, nato in Italia con origini egiziane. A novembre Wired US l’ha inserita tra le 17 idee destinate a rendere la terra un posto migliore. StartupItalia! ha invece inserito Athonet tra le migliori 100 startup italiane del 2015.

Verin: «Per noi è il premio più importante, il riconoscimento di una vita»

«Andiamo via dall’Italia solo per vincere i premi e fare business» ha raccontato Verin a StartupItalia!. «Oggi siamo una trentina. Nel 2005 eravamo in 2, dal 2009 abbiamo preso le prime persone». Prime mondiali che aiutano i founder a dimostrare «che il network mobile può essere fatto con un software e basta». Finora usato in Finlandia per la pubblica sicurezza, e da Enel per la comunicazione delle cabine secondarie. Chiunque teoricamente può diventare operatore mobile virtuale.

In cosa consiste il premio del Mobile World Congress? «E’ una statuetta, come un Oscar, ma ci si misura su innovazioni assolute con i gigante delle telecomunicazioni». Ma gli obbiettivi sono più alti, statuette a parte: «Puntiamo ai 4 miliardi di non connessi ad internet nel mondo. Oltre che aziende». «Per noi questo del Mobile World Congress è il premio più importante, è il riconoscimento di una vita. Ho pensato a tutto il lavoro che hanno fatto tutti i ragazzi con noi, e che potevamo vincerlo anche come italiani sconosciuti. E che è una bella cosa da raccontare, come una favola. La verità è che abbiamo il più grande team di sviluppatori che esiste». La struttura e lo sviluppo dell’azienda lo conferma. E lo dice lo stesso Verin: «Siamo in breakeven da oltre tre anni».

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