I paesi emergenti nel mirino dei venture mondiali: «Da lì la vera innovazione» (e li guida Cannavale)

L’innovazione è arrivata in Africa, dove il potere disruptive delle startup si fa sentire ancora più forte. SeedStars ci crede, Aliseé De Tonnac «Il futuro è lì»

E se le migliori innovazioni, le più rivoluzionarie, “disruptive” e che più di qualsiasi altre possono avere un impatto positivo sul mondo, avvenissero dove ancora non stiamo guardando? Due terzi del pianeta, ovvero 4,000,000,000 di persone, sono ancora sprovviste di una connessione ad Internet e si stima che nei prossimi 4 anni almeno mezzo milione di questi si connetterà per la prima volta alla rete. Si tratta non solo di un’opportunità economica immensa sulla quale fondi di investimento asiatici e arabi stanno da tempo mettendo le mani ma anche un mercato ancora da esplorare in cui le possibilità di innovazione sono praticamente infinite.

Il primo aeroporto del mondo solo per droni, in Rwanda

Un esempio su tutti è quello di Kigali, la capitale del Rwanda, nella quale quest’anno verrà inaugurato il primo aeroporto per droni al mondo. Kigali è, infatti, la città degli 11 colli in cui consegne tramite i normali mezzi di trasporto richiedono giorni. Il presidente del Rwanda ha quindi deciso di scommettere su droni pilotati a distanza per le consegne di pacchi fino a diversi kili.

Questo non sta avvenendo nella Silicon Valley, non sta avvenendo in Europa, ma nel paese col 143esimo PIL al mondo. Problemi diversi devono generare soluzioni innovative. E mentre nel mondo occidentale lobby di diversa natura litigano su come i droni debbano essere regolamentati, l’Africa innova.

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(Il futurisco aereoporti per droni di Kigali, Rwanda)

Il Kenya, dalle difficoltà economiche all’abbandono del contante

Il Kenya invece sta diventando un paese praticamente cashless, cioè in cui il contante non circola più. Grazie a M-Pesa, il 40% del PIL del paese viene fatto circolare tramite pagamenti mobile, semplicemente attraverso degli SMS. Nessun bisogno di smartphone.

Ancora una volta, questo non avviene nell’iperconnesso mondo occidentale ma in paesi in via di sviluppo dove la tecnologia è più rudimentale ma l’innovazione avviene più rapidamente.

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(Un negozio in Kenya che offre ricariche per M-pesa)

MAX è la startup che è arrivata seconda allo Startup Battle di TechCrunch quest’anno a Londra ed è anch’essa una startup Africana, di Lagos in Nigeria per l’esattezza. Anche Max si pone come missione quella di risolvere il problema dei trasporti nelle congestionatissime città Africane in modo che anche lì possa prendere l’e-commerce altrimenti frenato da tempi di consegna biblici.

Il primo unicorno africano, così nasce una billion company in Nigeria

Casi come questi vengono snocciolati a decine da Aliseé De Tonnac, CEO e fondatrice di SeedStars World, un’organizzazione che opera in 50 paesi si propone di promuovere l’imprenditoria legata all’innovazione nei paesi in via di sviluppo.

Entro il 2030 l’87% della popolazione mondiale abiterà in quelli che oggi definiamo paesi in via di sviluppo o economie emergenti e cosi anche per gli smartphone dei quali si prevede che entro il 2020 oltre l’80% sarà proprio in questi paesi

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(Aliseé De Tonnac a Wired 2015 a Londra)

E se i migliori innovatori e menti rivoluzionarie fossero proprio in paesi in cui il faro dei VC occidentali ancora non è puntato? Se è vero che la condizione essenziale per il successo di una startup è puntare a risolvere un problema già esistente in un mercato che abbia del potenziale per la monetizzazione, allora paesi con problemi che noi occidentali nemmeno prendiamo in considerazione, porteranno a soluzioni talmente innovative le cui tecnologie potranno poi essere rivoluzionarie anche per le nostri abitudini quotidiane.

Aliseé passa la maggior parte dell’anno a in giro per i paesi con maggiori difficoltà economiche per trovare i migliori imprenditori con idee rivoluzionare e scovare eventuali opportunità, perché come dice anche lei “Il talento si trova dappertutto, le opportunità no!”.

SeedStars raccoglie i migliori talenti, li fa crescere e poi li porta a Losanna al World Summit dove li mette di fronte ad una platea di investitori da tutto il mondo.

Quest’anno Summit si terrà a Losanna, in Svizzera, il 3 Marzo col patrocinio di lastminute.org alla presenza dello “shark” Fabio Cannavale. Parteciperanno 54 startup da 54 paesi emergenti selezionate tra oltre 3,000 applicanti, e che si daranno battaglia per vincere fino ad un milione in investimento in equity. Tutte e 54 startup parteciperanno, inoltre, a due giorni di workshop intensivo tenuto da mentors di 500 Startups e The Founders Institute in modo che anche chi non vince il premio in denaro abbia comunque qualcosa da portarsi a casa, qualcosa su cui poter crescere. Gli occhi del mondo delle startup il 3 Marzo saranno puntati su Losanna e di sicuro ce ne saranno da vedere delle belle.

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