I venture russi cominciano a investire in startup straniere (e guardano all’Europa)

La paura per la moneta nazionale e le sanzioni internazionali hanno decretato un cambio di rotta per il venture russo, secondo quanto scrive il Wsj. I principali fondi aprono sedi a New York, Londra e Tel Aviv

Non solo sanzioni economiche europee e crisi del rublo; in Russia, come riporta il Wall Street Journal, anche i fondi di venture capital stanno lasciando il Paese per altri mercati, aprono uffici all’estero e concentrano i loro investimenti su startup straniere. Uno di questi è il fondo moscovita Maxfield Capital, che quest’anno ha aperto uffici a Tel Aviv, Londra e New York.  Altre imprese di VC sostengono che il Paese non fornisca le condizioni necessarie per far prosperare gli investimenti.

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“È una tendenza che non sorprende”, ha spiegato Sergey Bulaev al Wsj, fondatore di Buy Me a Pie, startup di Ulyanovsk che ha sviluppato un’app per creare liste della spesa, “perché i rischi di investire nel Paese sono aumentati”. Storicamente, i fondi VC erano fioriti in Russia dopo il collasso dell’Unione Sovietica, grazie alle comunità scientifiche ed accademiche foraggiate durante la Guerra Fredda.

Capitali per circa 56,9 miliardi hanno lasciato la Russia

Ne sono esempi Doroga Tv, un servizio GPS di rilevamento dei veicoli e Kuznech, un’app che consente di comprare sfogliando immagini online. Secondo la Banca di Russia, capitali per circa 56,9 miliardi di dollari hanno lasciato il Paese nel 2015, e tra questi anche fondi che investono in imprese new technology.

Le ragioni dell’esodo sono però anche politiche. Valdislav Solodkiy, manager del Life.Sreda, fondo russo trasferitosi a Singapore circa un anno fa, sostiene che “è moralmente difficile vivere in un’atmosfera depressiva, con uno stato aggressivo che spinge la società a rifiutare chiunque la pensi in maniera diversa”.

C’è però chi è ancora ottimista sul futuro delle startup russe, come Andrew Gershfeld, partner del Flint Capital, con cinque sedi nel mondo, che consiglia di guardare sin dall’inizio al mercato globale. E la prova è il successo di startup come la siberiana 2GIS che sviluppa mappe, il servizio di prenotazione hotel Ostrovok, Oktogo, specializzata in ricerca di alloggi per russi e la popolare app di messaggistica Telegram.

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Ovviamente non quella tradizionale ma potenziata dalla coltura di materie prime e molecole di base in laboratorio. La startup californiana Perfect Day lancerà la bevanda entro l’anno