Unicredit cede Pioneer ai francesi. Alcune cose da sapere (per esempio, cos’è un asset management)

In 500 parole (e senza giri di parole), chi sono e cosa fanno Pioneer e Amundi, perché Unicredit ha venduto, e una considerazione: nella finanza mondiale l’Europa (soprattutto la Francia) oramai conta quasi più di Wall Street

A vederli, quei due grattacieli sede di Société Générale a Parigi un po’ ricordano quelli di piazza Gae Aulenti a Milano. E da oggi una parte della torre Unicredit, simbolo del nuovo skyline meneghino, diventa francese.

Il quartier generale di Société Générale, a La Defense (Parigi)

Il quartier generale di Société Générale, a La Defense (Parigi)

Pioneer e Amundi. Cosa sono e cosa fanno

Nella notte è arrivata infatti la notizia della cessione di Pioneer Investments, nata a Boston, quasi 90 di storia, 2 mila dipendenti in 28 Paesi del mondo, è l’asset del risparmio controllata dal colosso bancario italiano da circa 15 anni, con un patrimonio gestito pari a circa 225,8 miliardi di euro tra America, Europa, the Medio Oriente e Asia (secondo i numeri diffusi dal sito internet della società).

La acquisisce Amundi, società di diritto francese nata non più di 6 anni fa (come joint venture tra Société Générale, appunto, e il gruppo bancario Crédit Agricole), e che con questa operazione diventa terzo leader mondiale dell’asset management dopo Allianz e Axa.

Che cos’è l’asset management

L’asset management è la gestione degli asset, ovvero delle risorse, di aziende, istituzioni o privati. Si divide in due tipi, uno finanziario (financial asset management), dedito tipicamente alla gestione di denaro e circolante, e uno non finanziario (non-financial asset management), come, ad esempio, beni immobili, patrimoni, eccetera. Così come nei fondi di investimento, le società di asset management fanno spesso ricorso a loro volta a società-veicolo, anche al fine di aggirare problemi di fiscalità o rischio.

Jean Pierre Mustier, amministratore delegato Unicredit

Jean Pierre Mustier, amministratore delegato Unicredit

Perché Unicredit chiude la parte finanziaria

L’operazione di cessione di Pioneer (affiancata da Jp Morgan e Morgan Stanley) ad Amundi (affiancata da Mediobanca) rientra nel piano del nuovo – è arrivato lo scorso luglio – inquilino numero uno di Unicredit, anche lui francese, Jean Pierre Mustier. L’amministratore delegato non ha voluto lacci e lacciuoli e ha deciso: la parte finanziaria è chiusa. Così si allontana lo spettro della fusione con altri gruppi. Amundi pagherà a Unicredit 3.5 miliardi di euro, per una valutazione (inclusa la liquidità) di 4 miliardi. E, in più, si farà carico di un portafoglio di crediti deteriorati, ovvero quei crediti delle banche (prestiti, mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto.

La scalata dei francesi alla finanza mondiale

Secondo il Financial Times, per finanziare l’operazione nei primi mesi del prossimo anno Amundi potrebbe dover ricorrere a un aumento di capitale, fino a 2 miliardi di euro. Con una conseguente diluizione delle quote (oggi il 75%) detenute nel colosso del risparmio gestito transalpino da Crédit Agricole.

A proposito di numeri. Dopo la crisi finanziaria del 2008 i venti della finanza mondiale che un tempo soffiavano dai grattecieli di Wall Street sembrano aver traslocato nel vecchio continente. Come abbiamo visto, da questa operazione nasce il terzo colosso mondiale nel mercato dell’asset management. Ma il secondo posto è detenuto da Axa, il gruppo assicurativo, sempre francese, a sua volta leader, appunto, nel mercato delle assicurazioni. Insomma, l’Europa è oramai sul terro della finanza mondiale (la numero uno, Allianz, è tedesca). E la finanza, a sua volta, d’ora in poi parlerà sempre più francese.

Aldo V. Pecora
@aldopecora

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