Exit AdEspresso, gli angels italiani: «Ci ha convinto il loro focus su Facebook»

Intervista a Paola Bonomo e Andrea Rota, del network Italian Angels for Growth: entrambi hanno finanziato AdEspresso, la startup italiana che è stata acquisita da Hootsuite

Ci hanno creduto fin dall’inizio e sono stati i primi ad investirci dopo gli americani. Paola Bonomo e Andrea Rota fanno entrambi parte del network Italian Angels for Growth e sono gli investitori che nel 2013 e poi nel 2015 hanno sostenuto AdEspresso, la startup italiana ma cresciuta in California che il 7 febbraio 2017 è stata acquisita da Hootsuite, il gigante canadese del social media management per una cifra che ancora non è stata rivelata. Qui potete trovare l’intervista di Startupitalia! ai founder di AdEspresso, che hanno sottolineato come la loro operazione sia stata “una vittoria per l’intero ecosistema italiano”. Abbiamo raggiunto Bonomo e Rota, gli angel che hanno finanziato la startup dagli inizi.

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Che cosa vi ha spinto ad investire in AdEspresso?

Andrea Rota: «Nel primo seed round (2013) ci ha convinto l’esperienza dei fondatori e la consapevolezza che c’era un mercato per AdEspresso. Nel follow-up round (2015) è stata la trasparenza nella gestione dei primi due anni unita alle metriche in forte accelerazione».

Paola Bonomo: «La credibilità dei fondatori e l’idea di creare un business che lavorasse su una piattaforma in forte crescita, quella di Facebook. E’ stato poi importante nel 2013 sapere che il team era in partenza per il percorso di accelerazione con 500Startups di Dave McClure».

A quanto ammontava l’investimento?

Andrea Rota: «Abbiamo coordinato un gruppo di investitori Italiani che ha investito circa 200 mila dollari, suddivisi tra la partecipazione alla convertible note di novembre 2013 e a quella di aprile 2015».

Qual era la potenzialità di questa startup 3 anni fa e qual è la sua potenzialità oggi?

Paola Bonomo: «AdEspresso è nata per rendere più facile alle piccole e medie imprese ottenere i migliori risultati possibili dai loro investimenti pubblicitari su Facebook. La missione non è cambiata, mentre è cresciuta esponenzialmente la capacità di AdEspresso di servire il suo mercato d’elezione, costruendo al tempo stesso un business profittevole. Una velocità notevole se si pensa che tre anni fa AdEspresso non aveva nemmeno ancora ricevuto da Facebook la certificazione come Preferred Marketing Developer (ora Facebook Marketing Partner)».

Secondo il vostro punto di vista che scenari apre l’acquisizione da parte di Hootsuite?

Paola Bonomo: «Hootsuite è un’azienda pioniere nel mondo della gestione dei social media, e ha mantenuto una cultura aziendale molto agile nonostante la scala e la presenza globale (da Vancouver a San Francisco, da Londra a Singapore). Ci sono fattori di complementarietà molto importanti: per esempio Hootsuite potrà imparare da AdEspresso come diventare leader nel mercato delle piccole e medie imprese, e potrà a sua volta aiutare AdEspresso a crescere per servire meglio le Fortune 1000».

Andrea Rota: «Con Hootsuite, il team di AdEspresso potrà accedere a capitali, talenti e clienti che le permetteranno di competere a un livello inedito.  Per i fondatori rappresenta inoltre l’opportunità di vivere in prima persona il percorso di crescita di Hootsuite, che potrebbe includere passaggi fondamentali quali una quotazione in Borsa».

@carlottabalena

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