Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Mar 30, 2017, 3:04pm

Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Mar 30, 2017, 3:04pm

“Il futuro dell’health sono le startup”, idee e interventi dal #MeetSanofi

A Milano la conferenza sulle ultime novità del settore salute. In attesa di Tech for Health, la startup competion che si terrà in Francia dal 15 al 17 giugno

Startup e health, due realtà che negli ultimi anni si sono avvicinate e molte volte intrecciate. Tanto che oggi alcune delle idee più rivoluzionarie e promettenti nel settore salute vengono proprio dall’universo delle nuove imprese.
Questo il filo conduttore dell’incontro #MeetSanofi-VIVA le startup in salute, organizzato ieri a Milano in vista della scadenza per le candidature al Tech for Health. La startup competition si terrà in Francia dal 15 al 17 giugno, all’interno dell’evento VIVA Technology e vedrà 5 mila progetti sfidarsi con in palio una possibile collaborazione, proprio con Sanofi per lo sviluppo futuro.
Il confronto, moderato, davanti ad una nutrita platea di startupper ed esperti, da Giampaolo Colletti, ha visto gli interventi di Saverio Murgia (fondatore di Horus Technology), Antonio Perdichizzi (vice presidente di Italia Startup), Roberto Ascione (Ceo di Healthware International) e Alexander Zehnder (presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia).

Un cambiamento in atto

“L’innovazione non è solo digitale, è soprattutto sociale e culturale”, un concetto guida sul quale si sono concentrati e alternati tutti gli interventi dei partecipanti ad un evento trasmesso in diretta su Facebook ed entrato presto tra i trend topic di Twitter Italia. Perché, come racconta Alexander Zehnder, “l’incontro con le startup può essere di ispirazione, anche per una realtà aziendale più grande e complessa”. Apertura che certifica l’interesse dei big del settore health verso un approccio diverso alla open innovation e alle collaborazioni esterne.
E a dirlo non sono solo le parole del presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia, ma anche i dati snocciolati in maniera rapida e chiara dal vice presidente di Italia Startup, Antonio Perdichizzi. “Oggi le startup italiane sono 6854, un numero più raddoppiato negli ultimi due anni con un fatturato, per quanto riguarda il 2015, di 600 milioni. È un mondo composto da circa 9 mila dipendenti e oltre 27 mila soci”. Il pubblico in sala annuisce, sorride e rilancia sul web la sensazione di generale positività: si è tutti parte di un grande cambiamento.

Corsa a ostacoli

Il segreto è l’agilità: fare sempre più cose con meno tempo e meno risorse. Questa la chiave di successo non solo di una startup, ma anche di una grande azienda. “La nostra è una corsa contro la scarsità di tempo e di fondi a disposizione”, dice Roberto Ascione, “ma sono proprio le difficoltà che ci stimolano e ci permettono di essere innovativi e creativi”.
Mentre parla il Ceo di Healthware International con lo sguardo si rivolge alle prima fila dove siedono gli ideatori delle startup scelte da Sanofi. “Rincorrere il venture capital sì perché il nostro Paese è povero di finanziamenti, ma non sottovalutate le possibilità che vi vengono offerte dalla collaborazione con le grandi aziende”. Il suo sembra essere più un consiglio paterno che altro: esperienza e know how in questo settore valgono più della disponibilità di denaro.

Una contaminazione tra realtà

Startup che aspirano a diventare grandi aziende e grandi aziende che vorrebbero avere la flessibilità delle startup. In ogni caso l’obiettivo finale di questa singolare contaminazione è uno solo: interagire insieme in maniera veloce e diretta per migliorare il benessere di tutti. Un pensiero condiviso dagli ospiti dell’incontro selezionati da Sanofi tra i progetti più interessanti nel settore health.
C’è Amiko, servizio web based in cui l’utente può monitorare in autonomia la propria salute attraverso una  piattaforma semplice, dinamica e dall’approccio molto interattivo. E aXurge che supporta lo specialista vascolare nel trattamento dell’aneurisma aortico addominale aiutando il medico nella configurazione dell’eventuale intervento. C’è Braincontrol, il dispositivo medico che consente il controllo di tecnologie assistive mediante il pensiero per consentire a chi è affetto da gravi patologie di superare disabilità motorie e di comunicazione. Poi Pedius, Promeditec, Quipu, InnovaFarmacia e tante altre realtà accomunate insieme da un unico pensiero.
“Tutto nasce con il lavoro e l’ambizione di realizzare qualcosa di unico. Per poi condividerlo con gli altri”, come ha detto il fondatore di Mosaicoon, Ugo Parodi Giusino.