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La Nasa cerca volontari per stare 2 mesi a letto. La paga è 16mila euro

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La Nasa cerca volontari per stare 2 mesi a letto. La paga è 16mila euro

La Nasa, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale tedesca, è alla ricerca di 24 persone che dovranno trascorrere 2 mesi a letto (senza mai alzarsi). Obiettivo testare gli effetti dei viaggi spaziali sul nostro organismo

La Nasa, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale tedesca, è alla ricerca di 24 persone che dovranno trascorrere 2 mesi a letto (senza mai alzarsi). Obiettivo testare gli effetti dei viaggi spaziali sul nostro organismo

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Pigri di tutto il mondo questo annuncio fa per voi! Ci sono 16mila euro per stare a letto tutto il giorno e per 2 mesi. Stiamo parlando dell’offerta di lavoro della Nasa.

La Nasa, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale tedesca, è alla ricerca di 24 persone (12 uomini e 12 donne) di età compresa tra i 24 e i 55 anni, che dovranno trascorrere 2 mesi a letto. Obiettivo dell’esperimento denominato Bedrest è studiare e comprendere le reazioni del nostro organismo all’assenza di gravità in modo da migliorare la permanenza nello spazio degli astronauti.

Ma attenzione, gli interessati devono leggere bene le clausole della proposta: i selezionati vivranno stesi in un letto singolo. In orizzontale dovranno mangiare, fare esercizio, vestirsi, andare in bagno e lavarsi, tenendo sempre una delle spalle sempre incollata al materasso. I letti, inoltre, saranno leggermente inclinati così che il sangue sia portato a salire verso il cervello.

L’esperimento Bedrest

L’esperimento Bedrest ha come scopo quello di osservare e analizzare le reazioni del corpo umano nello spazio: in particolare si vorrebbe contrastare l’atrofia muscolare, per migliorare la permanenza degli astronauti in futuro. Stando nel letto, si simulerebbe infatti una situazione che si avvicina molto a quella dell’assenza di gravità vissuta dagli astronauti.

Per agevolare questa condizione, gli stessi letti verranno inclinati di 6 gradi verso il basso al fine di ricreare la stessa condizione di spostamento dei fluidi corporei a cui gli astronauti sono soggetti. Il letto diventerà per 60 giorni la dimora fissa e i candidati effettueranno tutte le attività sempre sullo stesso giaciglio: dunque mangiare, lavarsi, vestirsi e muoversi.

24 candidati divisi in 2 gruppi

I 24 candidati (12 uomini e 12 donne) verranno divisi in due gruppi: il primo ruoterà intorno a una sorta di centrifuga che simula la gravità ed effettua 30 rotazioni al minuto, mentre il secondo gruppo resterà fermo.

Per partecipare a questo esperimento della Nasa è dunque necessario avere una buona resistenza fisica, essere disposti a trascorrere 60 giorni su un letto senza scendere e conoscere la lingua tedesca, in quanto l’esperimento sarà condotto in Germania.

Durante i due mesi di prova verranno tenute sotto stretta osservazione le funzioni cardiovascolari, cognitive e metaboliche, oltre all’equilibrio e la forza muscolare. Determinante sarà il confronto tra i due gruppi, dato che quello sottoposto alla centrifuga dovrebbe poter contrastare la perdita di massa muscolare e tessuto osseo. Oltre ai due mesi nel lettino, i partecipanti trascorreranno un altro mese nel centro, per la necessaria riabilitazione e ulteriori indagini.

 

Obiettivo della Ricerca Bedrest

L’obiettivo della ricerca è ridurre gli effetti negativi che i viaggi spaziali hanno sugli astronauti, in particolare il problema dell’atrofia muscolare. A questo scopo, gli esperti studieranno i cambiamenti del corpo dei volontari e proporranno loro esercizi e diete mirate.

Non è la prima volta che gli scienziati ricorrono a volontari per capire gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo umano. Nel 2017 c’è stato un esperimento simile, condotto direttamente dalla Nasa: in quel caso furono coinvolte 11 persone che rimasero sdraiate per 60 giorni.

L’annuncio sembra allettante, vista anche la cospicua paga prevista per i prescelti: più di 16mila euro.

 

“Per rendere possibili queste missioni, i rischi per la salute degli astronauti devono essere ridotti al minimo. Questo studio ci permette di affrontare il problema dell’atrofia muscolare causata dall’assenza di gravità, ma anche altri fattori di stress come la radiazione cosmica, l’isolamento e le restrizioni spaziali”, ha dichiarato la dottoressa Jennifer Ngo-Anh, a capo della ricerca Bedrest dell’ESA.