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Apr 11, 2019

A Pontedera parlando di startup dove ne nasceva una che avrebbe fatto il giro del mondo: la Vespa

La tappa di Road to #SIOS19 di Pontedera dove aziende, startup, università e e investitori si sono scambiati idee e suggerimenti, dati e trend, modalità d’investimento e di crescita.

Quando entri al Museo della Fondazione Piaggio di Pontedera la prima cosa che vedi non è quella che ti aspetti: un aereo di un secolo scorso, una locomotiva di un argento scintillante e una cabina di una teleferica…


E se chiedi spiegazioni a un suo abitante ti dirà che la cosa principale che gli ha lasciato quella fabbrica di aerei è stato diventare un bersaglio per i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Nella stessa fabbrica però nel 1946 viene brevettato da Corradino D’Ascanio un prodotto che oggi chiameremmo startup: la Vespa, una nuova user experience, un prodotto a metà tra la bicicletta e l’auto a cui nessuno aveva pensato, progettata e prodotta qui a Pontedera ma esportata in tutto il mondo fino a diventare per antonomasia il modo con cui si chiama uno scooter.

 

Con 18 milioni di vendite si tratta di uno dei prodotti di più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano esposto nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo, dalla Triennale di Milano al MoMA di New York.

 

Eppure 20 anni fa anche la Vespa è diventata un problema per Pontedera, lo storico stabilimento passa rapidamente da 12.000 a 3.000 posti di lavoro. Un impatto incredibile su una città di soli 30.000 abitanti, ancora di più se pensate a tutto l’indotto.

 

Come spesso accade sono proprio momenti negativi come questo a generare la necessità di pensare all’innovazione come via d’uscita.

 

Cosa si trova oggi negli spazi della Piaggio

 

E così il Sindaco Simone Millozzi ci racconta come questi spazi immensi oggi contengono una stupenda biblioteca, un polo d’eccellenza a livello mondiale per la Robotica in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna, un centro per l’alta formazione accademica nel mondo della moda, un polo tecnologico Pont-Tech, spazio d’eccellenza per le migliori imprese locali come la AIM Consulting di Damiano Bolognesi, un centro di aggregazione culturale oltre naturalmente a uno splendido museo fatto di Vespa, Ciao e Api in cui abbiamo riunito attori locali e nazionali con la tappa di ROAD TO #SIOS19 di StartupItalia dove aziende, startup, università e investitori si sono scambiati idee e suggerimenti, dati e trend, modalità d’investimento e di crescita.

E se è faticoso fare quelle 4 ore di auto da Milano per arrivare fino a Pontedera. incontrare le persone, i loro progetti e le loro storie ti ripaga di tutta la fatica. Dalla Vice Sindaco Angela Pirri con cui è nata meno di un mese fa l’idea di sbarcare a Pontedera con StartupItalia, a Marco Giusti, il Presidente di Pont Tech che poi è un imprenditore seriale nel mondo della robotica a Massimilano Simi, cofondatore di una strabiliante MMI robotics che nel 2018 ha ottenuto un finanziamento da oltre 20 milioni di Euro con Andera Partners, Panakès Partners, Fountain Healthcare e Sambatech per sviluppare Medical Microinstruments Spa (Mmi) la prima piattaforma robotica teleoperata per la sutura in chirurgia a cielo aperto con microstrumenti articolati. Il sistema permette di scalare il movimento del chirurgo. La robotica, finora utilizzata in chirurgia laparoscopica e in parte in ortopedica, viene portata con MMI nella microchirurgia. 

Leggi anche: 20 milioni di euro per la startup italiana Medical Microinstruments

 

L’eccellenza della robotica

 

Un ecosistema poi che comprende Matteo Franconi, Assessore ai Lavori Pubblici vero e proprio motore anche dell’innovazione in città ma soprattutto una vera e propria leggenda nel mondo della robotica in Italia e in tutto il mondo come il Professor Paolo Dario, oggi a capo del comitato scientifico di Artes 4.0, un centro di competenze che ha l’obiettivo di guidare l’innovazione permettendo la collaborazione e le sinergie tra i ricercatori e potenziali utenti delle tecnologie di robotica, attraverso il finanziamento di progetti di ricerca su piccola scala, i cosiddetti experiments”.

Le startup di Pontedera

E così davanti anche al fondatore di Nana Bianca, Alessandro Sordi a Giuseppe Donvito, partner del fondo di Venture Capital P101, a Andrea Gumina in rappresentanza del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo e Marco De Guzzis, dirigente responsabile dell’area mercato, sviluppo e servizi di Invitalia, abbiamo incontrato una serie di progetti innovativi che forse non ci aspettavamo.

 

Non idee su powerpoint ma imprese vere, nate sul territorio, in alcuni casi spinoff in altri che si sono spostate da altre zone italiane in cerca di terreno più fertile: Maurizio Follador e la sua 3dnexttech che ha sviluppato un prodotto per la manifattura additiva, per andare cioè a raffinare gli oggetti prodotti dalle stampanti 3d tramite un processo chimico-fisico, ABZERO, fondata da Giuseppe Tortora che promette di trasportare sangue ed organi salva vita tramite droni, nata in Molise e oggi a Polo Tecnologico di Navacchio guidato da Andrea Di Benedetto, che sta già testando il suo servizio con opportunità in tutto il mondo, il progetto AVATAR (Advanced Virtually Augmented Telemedicine in (diving) Adverse Remoteness) che partendo dal mondo delle immersioni ha creato un prodotto dedicato a fare misurazioni medicali in condizioni estreme a Nemesys (NEwMobilityElectric SYStem, sì a Pontedera ho capito che hanno la passione per degli acronimi impossibili anche se i prodotti sono davvero straordinari) fondata da Marco Matteini ha sviluppato un nuovo tipo di tecnologia ibrida per batterie ricaricabili anche elettricamente, da rete elettrica o dal proprio impianto fotovoltaico,  oppure in maniera ultrarapida con un pieno di idrogeno che all’occorrenza può anche essere autoprodotto.

 

 

In modalità elettrica l’idrogeno può essere autogenerato al suo interno, oppure prodotto in tempi differiti dal rifornimento ed essere distribuito anche tramite stazioni di servizio, tipo quelle per GPL o del Metano. Grazie allo stoccaggio in idruri metallici con pressioni di esercizio contenute 0-8 bar l’idrogeno può anche essere autoprodotto a casa propria con l’energia elettrica del proprio impianto fotovoltaico tramite una colonnina o una normale presa di corrente che con tempi di ricarica inferiori alle 8 ore di una Tesla, con la metà del peso permettono di fare quasi il doppio dei chilometri.

 

E ancora, Keep Control, spinoff di iamboo con un i suoi sistemi di Strong Authentication che assumono di giorno in giorno un’importanza crescente, considerato il bisogno di imprese e pubbliche amministrazioni di verificare l’identità reale dei soggetti che accedono alle applicazioni ed ai dati sensibili resi disponibili. Ancora Daniele Mazzei di ThingsonInternet una vera e propria piattaforma, una chromecast sia hardware che software, per industria 4.0 e Gastone Ciuti di Mediate, una azienda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna costituita con lo scopo di portare sul mercato sviluppi scientifici e tecnologici nella robotica in grado di migliorare l’efficienza e la qualità di processi medici e industriali.

 

Noi ci siamo già dati appuntamento per rivederci presto a Pontedera, nel frattempo se siete di queste parti civediamo il 12 giugno a Firenze per la StartupItalia Open Summit Summer Edition alla Stazione Leopolda

 

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