Covid-19, a Piazza Affari cessa il veto di vendite allo scoperto. Altro tonfo
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Ultimo aggiornamento il 16 marzo 2020 alle 10:20

Coronavirus, a Piazza Affari cessa il veto di vendite allo scoperto. Nuovo tonfo

La misura della Consob valeva solo per la giornata di venerdì. Partenza drammatica per la Borsa di Milano che perde subito oltre il 7,5%

Nuova seduta di passione per Piazza Affari, che vede chiudersi l’ombrello offertole venerdì da Consob del divieto di vendite allo scoperto per evitare speculazioni. In avvio di contrattazioni la Borsa di Milano precipita immediatamente e lo spread torna a mordere i talloni.

Cosa succede a Piazza Affari

Non c’è nemmeno il tempo di avviare la seduta che una gragnuolata di vendite di abbatte su Milano, portandola sotto del 7,5% a 14.728 punti. Numerosi i titoli fermati per eccesso di ribasso, tra cui Intesa (-7,9% teorico) e Unicredit (-8,39% teorico). Sprofonda Fca (-10%) a seguito della pubblicazione della nota con cui ha annunciato la chiusura degli stabilimenti Fiat e Maserati in gran parte d’Europa.

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Non se la passano meglio gli energetici per via della guerra del greggio tra Russia e Arabia Saudita: Eni perde immediatamente  il 5,74% mentre il petrolio cala di altri 4 punti percentuali. Vola invece lo spread che si riporta a quota 252 e al momento sta raggiungendo i 260 punti. Apertura in forte calo per le principali borse europee. Francoforte in avvio di contrattazioni sprofonda in territorio negativo perdendo il 5,45% a 8.728 punti, Parigi il 5,21% a 3.903 punti e Londra il 2,07% a 5.272.

Negative anche le Borse Asiatiche

Ma non c’è solo Piazza Affari a soffrire. Dall’altra parte del mondo il lunedì era iniziato (e finito) nel peggiore dei modi e aveva visto crollare una dopo l’altra tutte le Borse, nonostante i nuovi interventi della FED e di Bank of Japan. Sidney è scesa a -9,7%, Tokyo a -2,46%,  Shanghai a -3,4%, Taiwan a -4,06% e Seul a -3,19%. Proseguono le contrattazioni in forte ribasso Hong Kong -4,01% e Mumbai -5,78%.

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La speranza è legata all’efficacia del decreto cura Italia

Ora gli occhi degli investitori sono puntati su Palazzo Chigi. Una inversione nella rotta potrebbe arrivare con l’annuncio del decreto Cura Italia (ex decreto anti virus) da 25 miliardi di euro. Se le sue misure risulteranno convincenti, potrebbe forse dare fiducia agli azionsti.

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