Coronavirus, in Olanda code per la "scorta" di cannabis
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Ultimo aggiornamento il 16 marzo 2020 alle 10:57

Coronavirus, in Olanda code per la “scorta” di cannabis

Chiusi i coffee shop fino ad aprile. Assembramenti e comportamenti scioccanti. Il Covid 19, a quanto pare, non giustifica l'astinenza...

Non ricorderemo soltanto l’assalto ai supermercati a cui abbiamo assistito per primi in Italia. In Olanda, poche ore dopo la decisione del governo di chiudere tutti i coffee shop fino ai primi di aprile, si sono formate code fuori da diversi negozi di tutto il Paese. Tanti i consumatori che non hanno resistito all’idea di un periodo di astinenza da cannabis. L’esecutivo guidato da Mark Rutte è al lavoro come tanti altri omologhi europei, sempre più convinti ad adottare misure analoghe a quelle prese da settimane in Italia. Dalla chiusura delle scuole e delle università fino al blocco delle attività che non ricoprono ruolo di primaria importanza come farmacie e supermercati.

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© Fonte: profilo Twitter @okarakayaaa

Disposti a tutto per la cannabis

Come si vede dalle foto circolate sui social, le code non sempre hanno visto il rispetto di tutti i presidi sanitari necessari per evitare il contagio. Nessuna distanza minima tra una persona e l’altra, assembramenti. E, come se non bastasse, la stampa ha riferito lo scioccante caso di un uomo che, pur di disperdere la folla e guadagnare posizioni verso l’agognata scorta di cannabis, ha iniziato a tossire senza alcun motivo (se non quello di spaventare più persone possibili). La polizia non ha potuto far altro che arrestarlo.

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Le file per la cannabis e quelle (ben più giustificate e ordinate) per i genere alimentari sono lo specchio di un’Europa che ha cambiato radicalmente abitudini dopo lo scoppio della pandemia. Tanti Stati hanno già chiuso le frontiere, bloccando ingressi e uscite, mentre in Italia il picco di contagi potrebbe arrivare proprio in questi giorni, mettendo a dura prova migliaia di medici e infermieri che, in questo caos, non hanno avuto neanche avuto il tempo per stigmatizzare tanti comportamenti infantili e pericolosi della popolazione.

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