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Apr 22, 2020

Innovacarbon trattiene lo “sporco” delle industrie con nanoturbi di carbonio

In crowdfunding su BacktoWork, la startup sfrutta le nanotecnologie per un business green

Apr 22, 2020

Innovacarbon trattiene lo “sporco” delle industrie con nanoturbi di carbonio

In crowdfunding su BacktoWork, la startup sfrutta le nanotecnologie per un business green

«Era nota la capacità di assorbimento dei nanotubi di carbonio. Quello che noi abbiamo fatto è stato sfruttarla per ripulire gli scarichi industriali. Ancorando questo materiale a solidi più grandi, come piccole sfere di allumina di 3 millimetri, abbiamo ottenuto un materiale adsorbente che non presenta più i limiti tecnici che bloccavano l’applicazione reale dei nanotubi. Dopodiché è stato possibile utilizzare i filtri capaci di trattenere molte sostanze organiche». Danilo Vuono è CEO di Innovacarbon, una startup innovativa fondata nel 2019 a Milano dopo dieci anni di studi sulle nanotecnologie. «Ho fatto ricerche sui nanotubi di carbonio per capirne le potenziali applicazioni», ha spiegato Vuono in un’intervista a StartupItalia.

Il crowdfunding

Innovacarbon è in crowdfunding su BacktoWork, dove ha già raccolto oltre 260mila euro. Come ha dichiarato il CEO, l’obiettivo massimo della campagna è arrivare a 600mila euro. I finanziamenti raccolti serviranno per avviare una linea necessaria alla produzione di 800 kg di materiale all’anno. «Ma guardiamo anche ai prossimi step: aumentando le linee di produzione, vorremmo realizzare 3 tonnellate».

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Cosa fa Innovacarbon

L’ottica alla base di Innovacarbon è quella di un’economia circolare da applicare agli scarichi industriali. «Nella fase di ricerca e sviluppo – ha spiegato Vuono – abbiamo infatti testato i nanotubi di carbonio facendoli investire da correnti di effluenti tipici del settore tessile». Ovvero coloranti e altre sostanze particolarmente dannose per gli ambienti acquatici. «Questi scarichi possono essere depurati: con il nostro filtro decoloriamo le acque e blocchiamo gli elementi più inquinanti, rimanendo alle applicazioni nell’industria tessile».

Non si butta niente

Ma come si conclude la logica dell’economia circolare una volta trattenuto lo sporco? «Il colorante che recuperiamo è sempre un prodotto industriale che può essere reimpiegato», ha spiegato Danilo Vuono. Come spesso accade nel campo della sostenibilità quel che si raccoglie per non inquinare e rispettare l’ambiente con prodotti innovativi offre occasioni per trovare nuove linee di business green. «Abbiamo testato i nanotubi di carbonio anche sugli scarichi contaminati da idrocarburi: in caso di gasolio siamo riusciti a depurare le acque annullando i potenziali danni». I test sono proseguiti anche con simulazioni di scarichi degli oleifici. «Abbiamo trattenuto i polifenoli, con marcate proprietà antiossidanti che, per esempio, avrebbero mercato nell’industria cosmetica».

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Come ha spiegato il CEO di Innovacarbon, l’innovazione della startup attiva nel campo delle nanotecnologie non sta nel filtro, ma nel materiale di riempimento del filtro, costituito da una colonna cilindrica riempita con nanotubi di carbonio supportati su materiale inerte. «Pur vendendo filtri, il core sta nelle performance del nostro materiale. Un’altra cosa importante è che i nanotubi di carbonio sono rigenerabili e questo allunga la vita del prodotto di Innovacarbon».

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