Recovery Fund, l'Austria apre alle sovvenzioni? - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 26 maggio 2020 alle 16:50

Recovery Fund, l’Austria apre alle sovvenzioni?

In vista dell'appuntamento di domani, il fronte dei Frugal Four si incrina leggermente. La posizione di Vienna pare infatti ammorbidirsi

Ravvedimento genuino, magari dovuti alle pressioni del fratello maggiore, la Germania, oppure semplice strategia? Fatto sta che, in vista dell’appuntamento cruciale di domani, l’Austria, che pure nelle ultime settimane aveva spodestato l’Olanda tra i Paesi maggiormente decisi a dare battaglia a ogni forma di finanziamento a fondo perduto dell’Unione europea a favore delle nazioni colpite con più intensità dal Covid-19, ha di colpo cambiato idea sul Recovery Fund, aprendo anche a una versione mista (sovvenzioni e prestiti) che, con ogni probabilità, sarà poi la situazione di compromesso che verrà presentata tra poche ore dalla Commissione europea. Ma andiamo con ordine.

Gernot Bluemel

La (nuova) posizione dell’Austria

Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, il ministro delle Finanze austriaco Gernot Bluemel, in un’intervista alla tv pubblica austriaca Orf, avrebbe aperto la porta alla possibilità di concedere alcuni aiuti sotto forma di sovvenzioni. «Quello che non vogliamo è che siano solo sovvenzioni», ha specificato e che si tratti «dell’inizio della mutualizzazione del debito». Potrebbe però sempre trattarsi di strategia contrattuale. Lo stesso Bluemel infatti ha sottolineato che «c’è sempre un dare ed avere» nelle trattative, frase che lascia intendere la speranza che, di fronte all’arretramento austriaco, debba ora corrispondere un arretramento della controparte italo-franco-spagnola.

I sindacati olandesi contro il proprio governo

Ma spaccature si segnalano anche nel cuore dell’Olanda. «Abbiamo urgentemente bisogno di un piano Ue per la ripresa basato su democrazia, stabilità e coesione», scrive il principale sindacato del Paese, FNV in una nota congiunta con l’omologo tedesco, DGB. Le due sigle chiedono che il Recovery Fund vada «di pari passo con un più ampio quadro finanziario pluriennale» che rappresenti «il 2% del Pil europeo» e si schierano a favore di «un aumento significato delle risorse proprie dell’Ue». Da questo punto di vista, FNV e DGB ritengono «la proposta franco-tedesca offre un buon punto di partenza» per sostenere la ripresa, promuovendo la sottoscrizione di «obbligazioni comuni garantite dall’Ue».

Recovery Fund, cosa chiedono i Frugal Four

Ricordiamo che, fino alle dichiarazioni del membro dell’esecutivo di Sebastian Kurz, i Frugal Four (il nuovo appellativo dei falchi del Nord, ovvero Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia) erano granitici nel tratteggiare un fondo di emergenza “temporaneo, una tantum” e limitato a un biennio. Sarà vincolato al sostentamento della “ripresa economica e la resilienza dei settori sanitari” con un approccio basato su “prestiti a condizioni favorevoli” senza “alcuna mutualizzazione del debito”. In più, in cambio, l’Unione europea dovrà esigere “un forte impegno per le riforme” nazionali da parte dei beneficiari. Insomma, niente obbligazioni, ciascuno è responsabile per i propri debiti e in più per avere accesso al Fondo devi impegnarti a seguire una agenda politica redatta a Vienna o all’Aia.

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