#NextGenerationEu, Merkel: "Manca accordo, cammino molto lungo"
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Ultimo aggiornamento il 27 maggio 2020 alle 19:01

#NextGenerationEu, Merkel: “Manca accordo, cammino molto lungo”

La Cancelliera: "Spero entri in vigore a gennaio". Charles Michel invece incalza i leader europei: "Bisogna fare di tutto per arrivare a un accordo prima della pausa estiva”

Il Recovery Fund della Commissione non avrà vita facile. Quel #NextGenerationEu presentato oggi che all’Italia dovrebbe garantire 82 miliardi di aiuti e 91 in prestito, non piace a troppi Paesi europei. Come già anticipavamo in un altro pezzo, non è ancora nato ma sta già collezionando un buon numero di nemici. Questo vuol dire che rischia di essere stravolto o di restare impantanato. L’Olanda ha già detto che si metterà di traverso, mentre alcuni minuti fa anche Angela Merkel ha convenuto che una soluzione in tal senso non verrà presa in tempi brevi.

Angela Merkel

© Bundesregierung

#NextGenerationEu, le parole di Merkel

“È chiaro che le trattative saranno difficili e non saranno chiuse già al prossimo Consiglio europeo” di giugno. Così Angela Merkel, rispondendo a una domanda di un cronista. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto la Cancelliera – è che in autunno si riesca a trovare abbastanza tempo per le consultazioni nel Parlamento europeo e nei parlamenti nazionali, in modo che possa entrare in vigore entro il primo gennaio 2021”, ha auspicato.

Mark Rutte

L’Olanda dice “no”

Fonti olandesi fanno invece sapere che l’Aia non intende validare il progetto di Ursula von der Leyen ricordando come “su questioni tanto importante è necessario che si registri l’unanimità di tutti i Paesi membri”. Insomma, l’Olanda calcia il pallone lontano sul #NextGenerationEu.

Il primo ministro olandese Mark Rutte e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

L’ottimismo di Ursula von der Leyen

Maggiore ottimismo viene invece dal principale artefice del Fondo da 750 miliardi #NextGenerationEu, ovvero Ursula von der Leyen. Per il numero 1 della Commissione europea, infatti, “c’è un accordo di fondo”, ora “la discussione è tra la dimensione dei prestiti e dei finanziamenti a fondo perduto, e su quanto dovremo raccogliere sul mercato. È positivo iniziare a lavorare ad una soluzione, che subirà parziali modifiche come accade nei negoziati, ma sono convinta che questa sia la risposta che dobbiamo dare per risolvere questa crisi acuta”.

Michel: trovare accordo entro l’estate

Il #NextGenerationEu è un “importante passo” in avanti e “sarà al centro del vertice Ue del 19 giugno. Bisogna fare di tutto per arrivare a un accordo prima della pausa estiva”. Lo ha scritto in un tweet il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in evidente controtendenza con il pessimismo di Angela Merkel.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il premier spagnolo Pedro Sánchez

Esulta la Spagna

Tra i pochi a esultare c’è sicuramente il Paese che, dopo l’Italia, sarà il maggior destinatario degli aiuti comunitari: la Spagna. “La proposta della Commissione Ue include molte delle nostre richieste. La creazione di un Recovery Fund da 750 miliardi di euro è un punto di partenza per i negoziati. Dovremmo presto raggiungere un accordo per avere accesso alle risorse che ci consentiranno di far ripartire l’economia e superare la crisi”. Scrive su Twitter il premier spagnolo Pedro Sanchez. Nella proposta della Commissione alla Spagna spetterebbero 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti.

Roberto Gualtieri

Gualtieri: useremo i fondi per crescita e occupazione

Non abbiamo ancora quei soldi in tasca, ma intanto dal dicastero dell’Economia Roberto Gualtieri fa sapere ai partner europei, soprattutto a quelli maggiormente diffidenti, che l’Italia li spenderà con coscienza,“nella direzione di rilanciare la crescita, l’occupazione e la coesione affrontando non solo le conseguenze di questa crisi ma anche le grandi sfide davanti a noi, anzitutto innovazione e sostenibilità”.

Le date cruciali

Il prossimo appuntamento in cui si discuterà del #NextGenerationEu sarà il 19 giugno, ma già un altro vertice europeo è stato fissato dopo alcune settimane, in luglio, perché difficilmente si prenderà una decisione definitiva in quella data.

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