Sismabonus al 110%: lavori e requisiti necessari. Parola all'ingegnere

Ultimo aggiornamento il 1 luglio 2020 alle 9:02

Sismabonus al 110%: lavori e requisiti necessari. Parola all’ingegnere

Dal primo luglio scatta anche questo incentivo. L'intervista ad Alberto Bussini, CEO di ISAAC

Da domani, mercoledì primo luglio, partono l’ecobonus e il sismabonus al 110% con detrazioni in cinque anni (anziché dieci) per tutti quei lavori e interventi edilizi svolti fino al 31 dicembre 2021. In merito all’ecobonus – di cui già abbiamo parlato con un architetto – vi rimandiamo a questo link, dove spieghiamo quali sono i criteri e i lavori per accedere a questo importante incentivo. StartupItalia ha intervistato l’ingegnere Alberto Bussini, CEO della startup ISAAC antisismica, per ottenere chiarimenti in merito al sismabonus al 110%, una novità che andrebbe ad assicurare edifici in un paese, come il nostro, con zone ad elevata attività sismica. La norma non è ancora stata approvata: questo è quel che si sa finora (dubbi compresi).

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Cos’è il sismabonus?

«Il sismabonus – ha spiegato Bussini – è un credito IRPEF che viene emesso e copre diverse percentuali di spesa, dal 50% all’80%, in base al tipo di intervento di messa in sicurezza, adeguamento o miglioramento sismico effettuato in edifici singoli o condomini. L’importo di spesa massimo in questo caso è di 96mila euro per unità immobiliare. Con interventi che non apportano miglioramenti di classe sismica, il sismabonus copre il 50%; se si migliora di una classe copre il 70%, mentre di due classi l’80%. La classe sismica, comparabile alla più nota classe energetica, è l’indice di rischio della costruzione che varia da classe F, edificio a forte rischio, fino a classe A, edificio non a rischio. Adesso sembra tutto cambiato – ha aggiunto l’esperto – con il sismabonus tutti i lavori avrebbero una detrazione del 110%, a prescindere dai miglioramenti apportati».

Quali edifici sono interessati?

«Per adesso la norma specifica solo condomini – ha risposto il CEO di Isaac – e non è chiaro se si estenderà o meno il sismabonus anche a impianti industriali, capannoni, villette. Ma c’è anche un altro dubbio: quando viene riconosciuto il credito IRPEF? Alla fine degli interventi o prima? Quando viene approvato il progetto, oppure quando i lavori sono ultimati? In media un cantiere per lavori antisismici richiede sei mesi con tecnologie tradizionali. Qualora il credito venisse approvato in fase di progetto allora potrebbe davvero incentivare fortemente l’utilizzo del sismabonus».

A proposito di tempi: il sismabonus li accelera?

«Con questo nuovo sismabonus al 110%, stando alla proposta di legge, non servirà più l’approvazione da parte del genio civile. L’ingegnere strutturista farà il progetto e il collaudatore darà l’ok. Naturalmente tutto questo richiederà un’assicurazione obbligatoria. Finora i tempi potevano allungarsi anche di sei o sette mesi perché, oltre al genio civile, alcuni progetti passavano attraverso una seconda fase di approvazione e controlli a campione.. Il timore, tuttavia, è che in tanti utilizzeranno l’ecobonus, mentre pochi ricorreranno al sismabonus con l’utilizzo di tecnologie tradizionali: si tratta di interventi strutturali pesanti e parti degli edifici devono essere sgomberati: gli inquilini, in certi casi, devono passare diversi mesi in un’altra abitazione. Tuttavia esistono soluzioni alternative sul mercato che facilitano questi interventi senza recare danni all’edificio e ai suoi inquilini, il sistema I-Pro 1 è una di questi». 

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